Brescia 1911 vs Avellino 2014/2015: le prime foto e il comunicato sugli striscioni censurati
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Perché no?
Ciclicamente, a Brescia, nel settore che frequentiamo, accadono fatti a dir poco imbarazzanti.
Impossibile riassumerli tutti, ma di certo qualcuno lo vogliamo raccontare.
Ieri, ad esempio, prima di una partita inutile (dal punto di vista calcistico) e a livello zero per quanto riguarda problemi di ordine pubblico, ma pur sempre una partita della Leonessa, sono stati censurati non solo gli striscioni dedicati alla vecchia/nuova società (pur non essendo accettabile, questo è comunque comprensibile, considerata l’intesa dimostrata sul “campo” da Questura/Prefettura/SLO/Brescia Calcio), ma anche quelli ben più importanti dedicati: a un ragazzo scomparso; a un lutto che ha colpito molto da vicino il nostro gruppo; a una bandiera della nostra Terra; ai colori della nostra Maglia.
Per altro, in questa occasione non ci è stata fornita nemmeno una spiegazione plausibile (sia chiaro: piuttosto di quelle imbarazzanti forniteci in altre situazioni similari, meglio il silenzio), se non un perentorio: “Oggi abbiamo deciso che entreranno solamente gli striscioni autorizzati in settimana”.
Certo, le nuove leggi in materia di stadio consentono tutto ciò e molto altro ancora, sinceramente però crediamo che ancora una volta qualcuno sia scivolato molto in basso, magari per troppo zelo, magari per pregiudizio (nei confronti di chi, crediamo sia chiaro).
In un momento in cui in molte città italiane ci sono delle aperture considerevoli nei confronti delle tifoserie organizzate (striscioni del gruppo, megafoni, addirittura tamburi!), quella di ieri ci sembra una decisione non solo iniqua, ma anche anacronistica.
Come sempre però non sta a noi giudicare.
Se però questo è il prezzo da pagare per la nostra Mentalità, lo accettiamo di buon grado (guai se non fosse così); se invece la decisione succitata nasconde qualche intenzione nascosta, qualche altro ricatto istituzionale o -paradossalmente- qualche punizione esemplare, ce ne faremo una ragione.
Avanti Ultras & D. M.
Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord
Diego Piccinelli risponde alla Curva Nord Brescia
A seguito del comunicato firmato Curva Nord Brescia (clicca qui per leggerlo), pubblicato su vari siti internet locali e nazionali, Diego Piccinelli, portavoce del Gruppo Brescia 1911 Ex-Curva Nord e marito di Milva Cerveni (Ultras dello stesso gruppo e autrice del lavoro messo in discussione dal comunicato succitato), risponde pubblicamente:
“Sebbene riconosca/sostenga da sempre la potenza comunicativa di siti internet, social network, ecc., non sono solito utilizzare Facebook per esprimere ciò che penso, soprattutto quando devo esprimere un pensiero personale o un’opinione di un certo tipo.
Solitamente, se devo dire qualcosa a qualcuno, lo faccio direttamente, a costo di rimetterci la libertà.
In questo caso, però, mi sento in dovere di rispondere -con le stesse “armi” di chi attacca la mia famiglia- a delle accuse (queste sì vergognose, poiché sono facilmente strumentalizzabili) per difendere una persona che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco da sempre e per una giusta causa: quella degli Ultras, a prescindere dal loro colore e dalla loro appartenenza. E tutto questo senza mai cercare il facile applauso e senza godere dei favori di Questura, società e stampa (credo che ormai ciò sia più che evidente).
Voucher elettronico a cento euro
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Voucher elettronico a cento euro: nessuna propaganda, ma un diritto per tutti
Come già tutti sapranno, anche a Brescia da qualche giorno c’è la possibilità di comprare il voucher elettronico, un vero e proprio abbonamento slegato dalla famigerata tessera del tifoso.








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