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Comunicato: “Anche se tutti… Io non entro!”

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Anche se tutti… Io non entro!

Mentre è iniziato l’ennesimo campionato farsa, molti si stanno chiedendo se sia giusto rientrare allo stadio oggi con i propri colori.

Nello specifico, qualcuno ci chiede perché i Brescia 1911 non vogliano farlo.

Pur rispettando ogni decisione (e questo non significa condividere qualsiasi cosa), secondo noi sono due le questioni in campo da affrontare, se proprio lo si vuole fare: la prima è -per così dire- di carattere morale. La seconda invece è molto più realistica e… banale.

Per quanto riguarda la prima questione (che a questo punto della storia non è nemmeno quella più importante), è presto detto.

Non dimentichiamo infatti che un anno e mezzo fa agli occhi dei più:

  1. le società, la Lega Calcio, la FIGC, i presidenti, le PayTV, ecc., erano degli approfittatori e degli ipocriti senza scrupoli e senza rispetto per la morte di tanta gente, tanto balordi da continuare il campionato alla faccia di tutto e tutti;
  2. le partite non andavano giocate e gli stadi dovevano rimanere vuoti;
  3. gli Ultras dovevano dare finalmente un segnale forte, esemplare, inequivocabile e dignitoso (cosa che hanno fatto egregiamente, fin dall’inizio);
  4. la pandemia in generale, e la morte di tante persone in particolare, richiedevano un drastico cambio del nostro stile di vita, e questo soprattutto nel tentativo di proteggere i più deboli e gli anziani;
  5. ecc.

Potremmo anche sbagliarci, ma non ci sembra che da allora molto di tutto questo sia migliorato.

Quindi, se non era giusto entrare allora, non lo dovrebbe essere nemmeno adesso (la gente fra l’altro continua ad ammalarsi e morire, non lo dimentichiamo).

Se poi aggiungiamo anche il tema del Green Pass, che per noi non è fondamentale, il quadro “morale” è completo.

A proposito della questione Green Pass: è vero che l’hanno alzata alcune realtà contrarie -almeno a parole- alla sua introduzione; peccato però che poi le stesse siano entrate allo stadio proprio grazie al… Green Pass (sigh!).

Detto ciò, però, bisogna ammettere che gli stadi nel frattempo sono stati riaperti (indovinate per quale motivo$$$); ma se si ragionasse solo in questi termini, significa che la maggior parte degli struggenti comunicati e delle promesse fatte da molti gruppi, soprattutto all’inizio della pandemia, sono stati il frutto dell’emotività e di un gesto plateale, più che dello sdegno assoluto -e legittimo- nei confronti di questo calcio moderno e di chi lo governa e lo finanzia, che in questo anno e mezzo hanno dato il peggio di sé. 

Per quanto disillusi, però, e sebbene negli ultimi undici anni siamo stati costretti a saltare -nostro malgrado- gli appuntamenti calcistici più importanti della Leonessa, sappiate che anche noi abbiamo un’anima, una fede e un cuore votati alla passione più profonda.

Oltretutto, dopo questo periodo buio e incerto, come per tanti altri gruppi la nostra voglia di ritornare allo stadio “tutti insieme appassionatamente” è perfino aumentata.

Per questo sappiamo che a un certo punto -finalmente- torneremo a tutto ciò che ha reso unico il nostro mondo.

Non ora però.

Infatti, ci chiediamo -con tutta franchezza- se sia possibile parlare di ritorno alla normalità, di aggregazione, e di trasferte libere con gli stadi di oggi e le regole messe in campo di recente.

E qui si arriva alla questione più pratica.

Eh, sì, perché per chi non lo sapesse (o fingesse di non saperlo), gli impianti al giorno d’oggi:

-non sono accessibili a tutti (in alcuni casi erano “out” anche prima, soprattutto per i non tesserati, ma di questo ne abbiamo già parlato fino alla nausea);

-impongono regole ancor più ferree di prima;

-prevedono l’acquisto dei biglietti in maniera troppo casuale o troppo discriminatoria;

-pretendono la mascherina indossata sebbene siano tutti a cielo aperto;

prescrivono il divieto tassativo di fare “assembramenti”, di cantare a squarciagola, di fare coreografie e utilizzare bandieroni, di cambiare posto durante la partita, di stare in piedi e troppo vicini.

In poche parole: all’interno dello stadio in questo preciso istante è vietato fare aggregazione e vivere la partita da Ultras!

E chi espone -in maniera legittima- le ragioni dell’aggregazione e della passione a motivazione di un possibile rientro, sia esso in casa oppure in trasferta, deve sapere che è solo un’illusione, almeno in questo momento.

In alcuni stadi infatti certe espressioni saranno pure “tollerate”, ma in altri sono già state punite in abbondanza.

E sono passate solo due giornate!

Possiamo quindi continuare a fare finta di niente, come del resto è già stato fatto fin troppo spesso in passato, sperando nella “magnanimità” di qualche Questura.

Oppure possiamo prendere atto di questa situazione ancor più liberticida e provare a combatterla su un terreno che non è il loro (fuori dallo stadio, per intenderci), giusto per non dargliela vinta fin troppo facilmente. 

E se dovremo morire lo faremo in piedi, con gli Amici al nostro fianco, non seduti e distanziati, come pecore nel branco!

Ultras Brescia 1911

P.S. Ovviamente siamo d’accordo con chi dice che essere Ultras è aggregazione, passione e soprattutto amicizia (tutto questo e molto altro ancora, aggiungiamo noi); non lo siamo con chi invece sostiene che restare lontano da uno stadio per troppo tempo abbia poco senso, e rischia di sfaldare anche quel poco che è rimasto.

Infatti, la preoccupazione di sparire, quella che adducono alcuni gruppi quasi a difendere la propria scelta di tornare allo stadio, non ci ha mai spaventato; forse perché non abbiamo mai basato la nostra storia sui risultati e le categorie; come del resto non abbiamo mai costruito il nostro entusiasmo e la nostra partecipazione sulla base delle promozioni e delle vittorie sul campo (ma anche questa è un’altra storia).

Quanti siamo… quelli che siamo! Finché potrò combatterò!

Brescia 09/09/2021


Comunicato: “Verba volant… Scripta manent… Ultras redeunt semper!”

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Verba volant… Scripta manent… Ultras redeunt semper!

Lunedì la Leonessa giocherà a Crotone per la prima di Coppa Italia.

Trasferta libera da tessera del tifoso, ma regolata dal Green Pass.

Due strumenti per certi versi simili, sia per la loro finalità, sia per la maniera con cui sono stati introdotti.

Non fraintendeteci: sappiamo benissimo distinguere fra un’emergenza reale, drammatica e tuttora in corso, emergenza che ha portato a dei provvedimenti tanto discutibili quanto necessari, e un allarme creato ad hoc per introdurre nuovi strumenti di controllo e di repressione (biglietto nominale, tessera del tifoso, Art. 9, codice etico, ecc.).

E proprio perché abbiamo subìto prima di molti altri certe misure restrittive, riusciamo a capire tutti i limiti di un provvedimento (il Green Pass) che ha fatto gridare allo scandalo molti cittadini italiani e alcuni dirigenti politici.

Peccato, però, che tutta questa indignazione sia mancata quando a subire certi provvedimenti -cosiddetti liberticidi- erano solo gli Ultras italiani.

C’è uno striscione -molto antico e allo stesso tempo molto eloquente- che citiamo sempre di fronte a questi paradossi: “Oggi per gli Ultras, domani per tutta la città!”. In poche parole: bastava aprire gli occhi…

Per tutto il resto, abbiamo già detto/scritto in tempi non sospetti (cioè prima ancora che i campionati fossero fermati) cosa avremmo fatto fino a quando l’emergenza Covid non si sarebbe esaurita definitivamente. Per questo vi suggeriamo di leggere il comunicato pubblicato il 3 marzo 2020 (vedi link in fondo). 

Crediamo che lo slogan: “O tutti o nessuno!”, sia stato fin troppo abusato (e in certi casi perfino disatteso), come del resto tante altre “promesse” fatte sull’onda dell’emozione.

Come sempre, per noi contano i fatti, e non gli slogan a effetto o il giudizio “popolare”.

Senza volere giudicare chi farà scelte diverse dalla nostra, noi a Crotone e in altri stadi non ci saremo, almeno fino a quando non si potrà tornare sugli spalti in una certa maniera (alla nostra maniera, per intenderci).

E se con la scusa della pandemia dovessero inasprire ulteriormente certe restrizioni, con ogni probabilità non torneremo mai più, almeno allo stadio o come gruppo Ultras.

Se non adesso quando? Avanti Ultras Sempre! 

Ultras Brescia 1911

Brescia 14/08/2021


Comunicato contro la SuperLega europea

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SuperLega o SuperCazzola?

Vista l’eco mediatica avuta dalla notizia in queste ore, tutti sapranno che la famigerata Superlega “minacciata” -ormai da anni- dai “grandi” Club europei è in dirittura di arrivo.

Alla faccia dei tifosi, naturalmente, e nonostante le ripetute smentite da parte degli interessati in tempi non sospetti.

Sì, perché dopo:

– avere cancellato tutte le tradizioni legate alla Maglia che hanno fatto grande e soprattutto popolare questo sport; 

– avere fatto fallire/sprofondare decine di società storiche e blasonate; 

– avere svenduto le anime (la loro e quella dei tifosi) alle televisioni a pagamento; 

– avere svuotato gli stadi (ben prima del covid) e averli ridotti a salotti costosi e asettici;

– avere trasformato i tifosi in meri clienti senza diritti e senza opinioni;

– avere ripreso i campionati nonostante la situazione drammatica (causa covid) e i tantissimi pareri contrari;

– avere dato fondo a tutte le loro in-capacità manageriali per affossare il gioco più bello e ricco del mondo;

dopo tutto questo e molto altro ancora, gli stessi Club (su tutti quello dei famelici… “agnelli”) che fino a oggi avevano convertito il calcio italiano a seconda delle proprie esigenze e dei propri interessi, decidono di aprire una nuova “Lega europea” a proprio uso e consumo.

Ora, non staremo troppo tempo ad analizzare schemi, costi e benefici relativi a questo progetto; basterà infatti spulciare qualche giornale per capirne la portata e l’aberrazione.

Ci piacerebbe piuttosto fare una semplice riflessione sul tanto decantato “calcio moderno”, in particolare quello “italiota”, che chiaramente ha fallito in maniera miserabile.

Iniziato verso la fine degli anni ottanta, e accelerato negli ultimi anni nonostante le proteste dei tifosi e le evidenti perdite sia a livello sociale, sia a livello economico, il calcio italiano ormai incarna soprattutto le ambizioni, i poteri e gli appetiti di pochi Club, che sulla carta dovrebbero essere ricchissimi e vincenti.

In realtà la maggior parte di loro è alla canna del gas, e negli ultimi anni sono stati anche -quasi- tutti eliminati prima delle fasi finali di ogni competizione europea.

Una situazione disastrosa e paradossale, frutto di scelte autonome (non condivise coi tifosi, per intenderci) e ostinate, dettate solo ed esclusivamente dalla brama di potere e di denaro e dalla superficialità dei soliti noti.

La verità è che non solo hanno dilapidato il potenziale sociale, storico ed economico ereditato dai vecchi presidenti di calcio, ma hanno sperperato perfino i miliardi di euro con cui sono stati ricoperti -in tanti campionati- dalle Pay-TV.

Come se non bastasse, ora si apprestano a distruggere anche quel poco che era rimasto…

Il covid, sia chiaro, ha velocizzato semplicemente questo processo rovinoso e -con ogni probabilità- senza ritorno, che i tifosi stanno denunciando ormai da tempo immemorabile. 

E proprio questa accelerazione -per certi versi inaspettata- e i tanti debiti accumulati hanno “convinto” alcuni Club a stringere i tempi e intraprendere la strada “europea”, apparentemente in discesa.

Per quello che vale, noi pensiamo che il loro sia un grande errore; l’ennesimo.

Crediamo soprattutto che -in ordine di tempo- questa sia solo l’ultima decisione irrispettosa di una classe dirigente presuntuosa e maldestra.  

Una vera e propria “casta”, che farebbe meglio a recuperare le proprie origini/tradizioni, nel rispetto di chi ha reso unico il calcio (e lo ha sempre vissuto con passione), e negli interessi di tutti.    

Sapete, all’inizio di questa pandemia ci raccontavamo che ne saremmo usciti tutti migliori…

Beh, evidentemente non è così…

Ti seguo sempre anche se perdi sempre…

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 19/04/2021


Comunicato: “Cellino vai dove ti porta il cuore…”

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Cellino vai dove ti porta il cuore… e liberaci dal male!

Caro Presidente, come avrà capito, sono sempre meno i tifosi disposti a darLe fiducia, soprattutto dopo i recenti scivoloni.

Questo a differenza dei due anni precedenti, durante i quali grazie ai brillanti risultati ottenuti da Corini e alla Serie A conquistata, era riuscito a far passare in secondo piano tutti i limiti della Sua società e le nostre proteste (numerose e più che legittime).

Era arrivato perfino a far accettare a molti:

– il nuovo logo (che non significa nulla e non ci rappresenta);

– i mancati rinforzi necessari a completare una rosa evidentemente non all’altezza;

– la pessima gestione dell’area tecnica e il “valzer” degli allenatori;

– la pessima gestione del suo “pupillo” (ci vuole ben altro che dei cancelli chiusi per allontanare un fallimento di Sua esclusiva paternità);

– le prevendite sconsiderate che hanno penalizzato i tifosi storici premiando al contempo gli “occasionali” (o addirittura gli ospiti);

– l’arroganza di alcuni Suoi dipendenti;

– i prezzi salatissimi dei singoli biglietti, ma anche quelli degli abbonamenti (praticamente più che raddoppiati rispetto alla stagione precedente);

– le prestazioni deludenti e le sconfitte ignominiose (solo qualche anno fa, nove “canne” dall’Atalanta in due partite avrebbero fatto scoppiare una rivoluzione);

– la ristrutturazione incompleta dello stadio che di fatto ha impedito l’accesso alla Curva Sud per tutto il campionato a migliaia di tifosi bresciani;

– le Sue grottesche dichiarazioni e i repentini cambi di umore;

– le Sue accuse (nemmeno tanto velate) rivolte alla tifoseria biancoblù;

– la classifica disastrosa e l’amara retrocessione;

– infine le cessioni più recenti.

Caro Presidente, di certo dimentichiamo qualcosa, ma quando La sentiamo parlare attraverso le numerose interviste “riparatrici” che Le concedono generosamente i quotidiani locali, oltre alle contraddizioni e alla confusione totale che ormai La caratterizzano da tempo, se ne evince il Suo isolamento e il fatto che sia completamente scollegato dalla realtà, quantomeno da quella bresciana.

Caro Presidente, non è un caso se tantissimi tifosi (che fino a ieri La difendevano, sia chiaro) oggi La detestano, e si allontanano sempre più dalla squadra che Lei ha allestito.

Ecco, in definitiva, è questa la cosa che ci fa arrabbiare maggiormente, soprattutto se paragonata a quello che sta accadendo al di là dell’Oglio: i tifosi che si disinnamorano e ricominciano a seguire le “grandi” squadre!

Speravamo di averla superata definitivamente questa fase; evidentemente ci sbagliavamo.

Caro Presidente, esca dal Suo ufficio, una volta tanto, e trovi il coraggio di affrontare e conoscere i tifosi del Brescia.

Quelli forse troppo orgogliosi, ma comunque determinati, coerenti, dignitosi, passionali, sinceri e solidali, che vivono la propria città in maniera viscerale, tutti i giorni della loro vita, e non solo allo stadio.

In pochi gesti forse capirà molto di più che in tanti anni di calcio malato.

Senza rancore, si metta per una volta in discussione, oppure si faccia finalmente da parte.

Avanti Brescia Sempre!

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 28/01/2021


Comunicato: “Tutti a Roma? Anche no!”

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Tutti a Roma? Anche no!

In questi giorni, da più parti, ci chiedono ancora lumi riguardo una presunta manifestazione Ultras che si terrà a Roma; soprattutto, chiedono se il nostro gruppo sarà presente

Anche se dovrebbe essere ormai chiara la posizione del mondo Ultras rispetto a questa iniziativa, visto che la maggior parte delle realtà chiamate in causa si è dissociata pubblicamente già da tempo, proviamo a rispondere in maniera esauriente.

Da qualche tempo si vocifera -appunto- di una possibile manifestazione Ultras a Roma.

Nulla di che ovviamente (non sarebbe certo la prima, e nemmeno l’ultima), se non fosse che questa iniziativa di rivendicazioni Ultras non ha niente.

Questo è uno dei motivi principali per cui non parteciperemo.

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