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“Nostalgia CanAglia!”

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Nostalgia  CanAglia

Oggi come allora

Grazie al Mister Corini e a una squadra fino a oggi impeccabile, finalmente i tifosi biancoblù sembrano aver ritrovato quell’entusiasmo e quella voglia di Leonessa che in passato hanno spesso caratterizzato la nostra tifoseria, e che mancavano ormai da troppo tempo.

Per questo, mentre ci godiamo gli ultimi scorci di un campionato a dir poco fantastico (a prescindere dal risultato finale, sia chiaro) e inaspettato, il nostro pensiero non può che andare agli anni più belli in cui il Brescia, il suo pubblico e -soprattutto- il nostro gruppo, hanno dato il meglio di sé.

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Comunicato: “Anche gli Ultras hanno un cuore”

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Anche gli Ultras hanno un cuore

Prigionieri di una fede, ma liberi da ogni catena!

Una doverosa premessa: questa è una riflessione generata solo in parte dagli ultimi fatti di cronaca che hanno visto protagoniste alcune tifoserie italiane.

È da tempo infatti che ci interroghiamo sul futuro del nostro mondo.

Una sottocultura unica, messa sempre più in discussione da un calcio privo di valori e ormai schiavo delle televisioni e del Dio denaro; da una politica che ha sempre tutelato gli interessi delle società trascurando i diritti e le richieste dei tifosi, anche di quelli “buoni”; dalla crescente volontà di inibire di questo sistema improntato solamente alla censura, piuttosto che alla prevenzione, alla “educazione”, alla valorizzazione di certi aspetti del tifo; da certe leggi liberticide testate sulla nostra pelle prima ancora di essere esportate nella società civile; dagli inutili -e controproducenti- strumenti di repressione partoriti da menti tanto “eccelse” quanto ignoranti; da una gogna mediatica miserabile; da giudici spesso condizionati da pregiudizi e -appunto- dalla stampa; da un clima inquisitorio disarmante; ma -purtroppo- anche da una certa “Mentalità” che ha generato situazioni quantomeno discutibili e ha incoraggiato alcune delle più lunghe cacce alle streghe mai viste.

Sia chiaro, non è nostra intenzione giudicare o puntare il dito su chicchessia, anche perché non è certo questo il momento per farlo; inoltre, per certi versi, non ci sentiamo migliori di altri.

Una cosa però la vogliamo ribadire: la responsabilità di quanto sta accadendo è anche nostra.

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Comunicato: “Trasferta di Venezia vietata (oppure no?)”

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Una trasferta che -evidentemente- non s’ha da fare…

Esattamente una settimana fa stavamo iniziando il secondo pullman per la trasferta di Venezia.

Non avevamo ancora chiamato l’agenzia per raddoppiare i mezzi, che ci arriva però la notizia del divieto di trasferta. E questo, come sempre, senza alcuna motivazione e senza che nessuno di noi potesse risalire all’antefatto che ha generato l’ennesimo abuso (per questo, non per altro, ci piacerebbe avere uno SLO preparato e operativo con cui confrontarci in situazioni analoghe, come del resto fanno tutti i tifosi italiani; purtroppo, però, come sapete tutti, a Brescia questa figura è diventata ormai… leggendaria, nel senso di favolosa, immaginaria, inesistente).

Naturalmente la prendiamo con… filosofia.

Siamo ormai abituati (non ancora assuefatti, ma abituati sì) a questo genere di trattamento, sebbene si fatichi sempre e comunque ad accettarlo.

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Ritiro 2018 – No al DASPO societario! – Le foto

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Leggi il comunicato – Codice etico: c’è chi dice no!

Non potendo assistere a nessuna partita/iniziativa del Brescia Calcio a causa del codice etico/comportamentale/di gradimento applicato dalla società all’abbonamento e al biglietto delle singole partite (comprese le amichevoli!), abbiamo deciso di far sentire il nostro pensiero alla squadra in un giorno feriale.

Così, un venerdì sera qualunque, mentre la città si popolava e si accendeva con la classica movida, una cinquantina di noi raggiungeva Boario terme e “incontrava” la nuova squadra.

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Comunicato – Codice etico: c’è chi dice no!

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“Nel momento in cui pubblichiamo questo comunicato, siamo  consapevoli del fatto che nessuno di noi potrà più entrare al Rigamonti, quantomeno come Ultras Brescia 1911.

Nonostante questo, siamo sempre più convinti e orgogliosi di ciò che eravamo, siamo e soprattutto saremo.

Prima di tutto  gli Amici, subito dopo la Dignità Ultras!

Avanti Ultras Sempre!”

Codice etico: c’è chi dice no!

Ancora una volta non ci troviamo a parlare di calcio, di ritiri, di “amichevoli”, di acquisti e di cessioni, di aspettative, di derby, di eterne illusioni.

Ancora una volta ci troviamo a riflettere di provvedimenti insensati che limitano ulteriormente la nostra sacrosanta Libertà -di per sé già molto limitata- e compromettono la nostra dignità.

L’anno scorso, fra lo stupore generale, grazie al protocollo d’intesa siglato dal Ministro degli Interni, dal ministro per lo Sport, dalla FIGC e dalle varie Leghe (e dietro alcuni “suggerimenti” arrivati da diversi gruppi Ultras) era stato fatto un deciso passo avanti rispetto agli ultimi dieci anni (circa) di calcio “giocato” sugli spalti, per tante ragioni i peggiori in assoluto per lo sport più bello e amato del mondo.

Un periodo scandito da tessere inutili, dannose e dispendiose, divieti vessatori, strumenti repressivi e utili al controllo di massa, fallimenti, meccanismi perversi, ripescaggi e provvedimenti controproducenti.

Gli stadi italiani si erano di fatto svuotati (di tifosi “moderati”, famiglie e giovani in particolare, ma anche di principi e di valori).

Questo proprio a causa di una politica anti-sociale caratterizzata da logiche economiche/repressive, e non certo per la violenza degli Ultras, decimati e impossibilitati perfino a esprimere la propria opinione, alla faccia della tanto decantata Costituzione.

Perfino i fautori della tessera del tifoso a un certo punto avevano dovuto alzare bandiera bianca tornando sui propri passi.

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