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Comunicato: “Di doman non c’è certezza…”

Solo Brescia

“di doman non c’è certezza…”

“Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia…

Chi vuol esser lieto, sia!”

Cara Sindaca, considerato l’evolversi della situazione calcistica a Brescia, e vista la scelta politica discutibile – per usare un eufemismo – del Suo Comune, non potevamo che fare un raffronto con uno dei politici italiani più amati del secolo scorso: Sandro Pertini.

Per i suoi trascorsi, per le sue battaglie, per il suo coraggio, per la sua onestà, per il suo esempio, per il suo spessore, e soprattutto per la sua coerenza e i suoi pensieri di libertà, Pertini è stato rispettato in maniera trasversale da molti, se non da tutti, e non sarà mai dimenticato.

Sandro Pertini è stato il Presidente della gente, il Presidente ribelle, il Presidente dei Mondiali di calcio del 1982, per intenderci, e lottò per tutta la vita senza mai tradire gli ideali in cui credeva.

Un grande uomo, e soprattutto un tifoso di calcio vero, che non avrebbe mai barattato la sua fede e la sua passione per una misera categoria, proprio come ha fatto qualche politico di nostra conoscenza…

Certo, allora gli statisti erano fatti di un’altra pasta, e il “football” era a misura di tifoso (non di clienti usa e getta), e non era ancora stato trasformato in uno sport televisivo e d’élite, vittima di demagoghi e di scaltri opportunisti.

Purtroppo, con la trasformazione del calcio, sono stati “convertiti” anche molti tifosi, a cui le bandiere, i colori sociali, e la storia del proprio Club interessano ormai poco o niente, soprattutto di fronte alle facili vittorie e alle categorie di un certo tipo.

Non è un caso se oggigiorno i presidenti come Cellino – o come il “salvatore” – spadroneggiano senza alcuna opposizione, o addirittura con la complicità della stampa (altra nota dolente) e della politica nostrana, appunto, mai come in questa fase in cerca di facili consensi e di autocelebrazioni imbarazzanti.

Cara Sindaca, in un celebre discorso, fatto di fronte a una platea di studenti, sembra che Pertini citò i versi di Lorenzo de’ Medici (quelli di inizio comunicato, per capirci).

Non per esaltare la “spensieratezza” suggerita dalla poesia suddetta, ma piuttosto per rimarcare e stimolare l’impegno sociale degli studenti stessi: “Io questo non ve lo dico, giovani. Io vi dico, invece, preparatevi un domani migliore. Preparatevi un domani di libertà, un domani di giustizia sociale, in cui voi possiate veramente essere i protagonisti…”

Di Sandro Pertini restano anche questi discorsi memorabili, ma soprattutto resta il ricordo di un grande politico e di un grande tifoso, come evidentemente non ce ne sono più.

Oltretutto, spesso è citato – a sproposito – proprio da quegli stessi governanti che ne tradiscono poi la memoria, proprio come Lei, cara Sindaca, ha tradito la nostra Maglia.

Di fronte a lui, molti di noi si sentono davvero piccoli, altri si dovrebbero sentire minuscoli, per non parlare di chi si dovrebbe sentire un… microbo.

Cara Sindaca, mentre si gode questo momento di magnificazione collettiva e di autoesaltazione popolare, per tutti noi inspiegabili e per certi versi inopportuni, soprattutto perché il Brescia Calcio 1911 – o ciò che ne è rimasto – potrebbe sparire definitivamente da un giorno all’altro, rifletta su cosa avrebbe davvero potuto fare per tutti i tifosi della Leonessa d’Italia (salvare la sua storia calcistica centenaria, ad esempio).

E si rammenti: se Pertini – calcisticamente parlando – sarà ricordato per la partita a scopone scientifico giocata durante il viaggio di ritorno in aereo dalla Spagna, Lei potrebbe essere ricordata – calcisticamente parlando – per aver affossato le nostre speranze, e con esse la vera storia del Brescia Calcio 1911.

In ogni caso, se è vero che la ruota gira per tutti, e la coscienza non fa dormire sonni tranquilli, è altrettanto certo che il Brescia non sarà mai morto finché noi saremo ancora vivi!

Inoltre, per quanto remota, rimane sempre la possibilità che la matricola del Brescia Calcio 1911 (quello momentaneamente di Cellino, per intenderci), sia “scongelata” prima di un’eventuale fallimento/liquidazione.

E a questo punto della storia, questo sarebbe il vero e unico Brescia Calcio 1911!

Cara Sindaca, sappia perciò che il nostro amato Brescia potrebbe ancora risorgere dalle ceneri a cui molti l’hanno destinato.

Se ciò accadesse, per tutti noi finirebbe un incubo, mentre per chi – come Lei – sostiene che il Salò è il Brescia a tutti gli effetti, dando per assodata – e in maniera prematura – la scomparsa della vecchia Leonessa, potrebbe essere un ritorno alla realtà particolarmente doloroso e imbarazzante.

Fra le altre cose, infatti, molti capirebbero di essere stati ingannati spudoratamente!

Cara Sindaca, a volte nella vita bisogna solo avere pazienza… e noi in questi ventisei anni ne abbiamo sviluppata a tonnellate.

In particolare, abbiamo capito una cosa che la politica, la stampa e gran parte della società hanno dimenticato con una facilità disarmante: per non sbagliare, a volte basta fare la cosa giusta!

E la scelta che abbiamo fatto non appena abbiamo capito che il Brescia rischiava di sparire, è stata la più onesta possibile (anche perché era l’unica via percorribile, almeno dal nostro umile punto di vista).

Purtroppo, come ben sappiamo, non tutti l’hanno capita e apprezzata.

A dire il vero, come Lei ben sa, qualcuno l’ha perfino osteggiata, a dimostrazione che il mondo gira ormai al contrario.

Cara Sindaca, non siamo in cerca di vendetta, e speriamo vivamente di esserci sbagliati (saremmo i primi a imporci un mea culpa).

Però si ricordi che molto spesso, chi ha troppa fretta di giungere al successo, chi rincorre le vie più facili e ragiona per convenienza, chi si “inebria” o si esalta fuori misura, chi sparge veleno per screditare i propri “avversari”, a un certo punto del percorso può essere che abbia di che pentirsene amaramente.

Cara Sindaca, si goda il momento fino in fondo!

Per quello che vale, però, sappia una cosa: se Cellino non è mai stato il nostro presidente, Lei non sarà mai più la nostra Sindaca.

A brigante… brigante e mezzo!”

Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo

Brescia 09/09/2025


Comunicato: “Bortolot”

“BORTOLOT”

GLI ULTIMI BALUARDI!

Tra pochi giorni, il 2 settembre, ricorre l’anniversario della morte di Edoardo Bortolotti, per tutti Edo.

Su di lui si è detto e scritto molto, quindi non vorremmo aggiungere altro (anche perché si rischierebbe di scadere nella retorica).

Però, in questo momento così drammatico per il Brescia Calcio, che rischia di sparire per sempre, una cosa bisogna avere il coraggio di dirla: Edo è stato un grande tifoso biancoblù, dentro e fuori dal campo, e per come l’abbiamo conosciuto noi, con ogni probabilità oggi sarebbe al nostro fianco in questa battaglia di dignità e di passione.

Edo era molto attaccato ai colori e alla storia del Brescia, infatti, ed era lontanissimo da quel concetto di calcio moderno che sta prevalendo in questi mesi anche nella nostra città, e che già allora si intravedeva fra le righe.

Edo era un ribelle, nel senso più nobile del termine.

Oltre ad avere indossato con estremo orgoglio la maglia del Brescia Calcio per diverse stagioni, infatti, ha sempre onorato i suoi colori anche fuori dal campo.

Quando non giocava, seguiva di fatto la Leonessa sugli spalti, in casa e soprattutto in trasferta, con i suoi amici e con tutti gli altri tifosi che in quegli anni affollavano il Rigamonti, e che dimostravano ogni volta una Mentalità unica, fuori dagli schemi canonici. 

Una Mentalità storica, molto apprezzata dagli Ultras di tutta Italia (alcuni l’hanno presa d’esempio), che evidentemente si è dispersa, almeno negli ultimi tempi.

Per questo, quando nei prossimi giorni leggerete articoli o commenti su Edo, non dimenticate chi fosse veramente: un uomo, un giocatore, una bandiera, un Ultras (nel suo valore più autentico), un amico.

Uno di noi, per intenderci…  

Purtroppo ce ne sono stati pochi di Calciatori – nati a Brescia – così attaccati ai colori biancoblù come lo era Edo.

Ci vengono in mente Roberto De Zerbi, Marco Zambelli, i gemelli Filippini, Stefano Bonometti, Egidio Salvi, e pochi altri.

Di certo, se non arginiamo questa deriva calcistica e sportiva, non ce ne saranno mai più. 

Inutile dire che lo ricorderemo sempre, al pari di tutti quei ragazzi che ci hanno lasciato prematuramente.

Prima di tutto gli amici! Avanti Brescia sempre!

Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo

Brescia 30/08/2025


Comunicato: “Brescia FootBall Club”

“BRESCIA FOOTBALL CLUB”

OGGI COME ALLORA: “TU SEI LEGGENDA!”

La nostra è una storia che parla di volontà, di comunità, di coerenza, di passione, di fede, di aggregazione, di socialità, di amicizia, di rispetto, di lealtà, di desiderio di appartenere a qualcosa che valica il confine dell’ordinario”.

Per non dimenticare… per ricominciare: il 17 luglio 1911, in una sala dell’Hotel Panteo, sul centralissimo Corso Gabriele Rosa a Brescia, un gruppo di giovani appassionati decide di unire le forze. Nasce così il Brescia Football Club.

Pippo Coppi assume la presidenza; Franco Apollonio sarà il vice. 

Decidono per i colori sociali: blu oltremare e arancio a righe verticali (la leggenda narra che sia stato un errore di stampa, più che una scelta consapevole).

La grande “V” bianca sarà introdotta solo nel campionato 1927/1928, con ogni probabilità per omaggiare la società Virtus (oppure la Voluntas, o forse entrambe).

Le prime partite sono giocate su un campo in terra battuta fuori dalle mura.

Il primo campo da gioco ufficiale sarà in via Milano, dove si disputano alcune amichevoli, per poi iniziare il campionato in Terza Categoria.

Nel frattempo, i soci fondatori raccolgono fondi fra piccoli imprenditori locali.

Bigio Vielmi, oltre ad essere uno dei fondatori, è anche uno dei protagonisti degli albori.

A tratti attaccante, altre volte centrocampista, altre volte ancora difensore.

Totalizzerà 42 partite tra Terza Categoria, Promozione e Prima Categoria, mettendo a segno 16 gol.

Rimarrà un simbolo dell’attaccamento sincero alle origini, e ai valori di quelle prime generazioni.

Per poter partire, i calciatori mettono in comune scarpe usate e divise rattoppate.

L’intera città si stringe attorno a quel simbolo, già carico di storia. 

La coesione tra operai, studenti e artigiani forgia l’anima delle “Rondinelle”.

E sebbene fosse ancora tutto molto incerto, la voglia di non mollare era già concreta.

E proprio da quella determinazione scaturiscono le prime vittorie, e nasce il carattere battagliero e risoluto della “Leonessa” e dei suoi tifosi.

Virtù che consacreranno il Brescia Football Club come punto di riferimento per la città, e lo accompagneranno per tutti i 114 anni della sua storia.

Per finire, sarebbe utile ricordare al mondo che nella classifica stilata dalla FIGC denominata“Tradizione Sportiva”, che valuta le società professionistiche italiane in base alle partecipazioni ai campionati e ai titoli vinti, il Brescia occupa una posizione di rilievo, grazie alla sua lunga storia e continuità nel calcio nazionale (si parla del 15° posto, almeno fino all’anno scorso).

Caro mio amato Brescia, per tutto questo – e molto altro ancora, ci domandiamo come sia possibile lasciare che tu muoia così, lentamente, e in questa maniera tragicomica; lasciar finire la tua storia, che è stata di molti, se non di tutti; seguire un’altra squadra che non abbia il tuo passato; fingere di tifare per te, anche quando tu non ci sarai più.

Perché, comunque vada, io ti amo! Avanti Brescia sempre!

Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo

Brescia 28/08/2025


Comunicato: “Non c’è più niente da fare!”

“𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 è 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮… 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲, 𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝘂𝗼𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗶…” Cit. da: “Le ali della libertà”

“…𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 è 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢ù 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬𝐢! E noi lo faremo!”

𝐅𝐢𝐧𝐜𝐡é 𝐩𝐨𝐭𝐫ò… 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫ò! 𝐀𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐁𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞!

Solo Brescia

“NON C’È PIÙ NIENTE DA FARE!” – È STATO BELLO SOGNARE…

L’ultimo sfregio: è ufficiale… è diabolico… è offensivo… è definitivo! 

Il Comune, infatti, si prepara a festeggiare il Salò nella Piazza più importante della nostra splendida città, una Piazza che è stata negata – spesso e volentieri – anche ad artisti bresciani ben più importanti – per la comunità bresciana – di una “piccola” società sportiva, almeno da un punto di vista affettivo e sociale.

E non ci sarebbe niente di male, se non fosse per alcuni motivi, per nulla banali.

Più che la celebrazione del Salò, infatti, sarà:

  1. la conclamazione del progetto – per molti discutibile – ideato dal Comune in accordo coi “poteri forti”, e con gran parte della stampa locale, che non perde occasione per esaltare il “salvatore”, e per canzonare tutto il resto (solo per questo motivo, molti dovrebbero riflettere davvero, e non solo per scherno, anche perché ci siamo già passati in più di un’occasione, e conosciamo tutti il finale, sigh);
  2. l’autocelebrazione di chi pensa – o spera – di avere fatto un favore alla città/provincia e alla sua tifoseria, e questo solo per avere puntato tutto sullo stadio e sulla categoria, dimenticando che queste sono le stesse premesse che hanno preceduto l’arrivo – e soprattutto la conclamazione – del presidente Massimo;
  3. la festa organizzata da chi ha spazzato via 114 anni di storia del vero Brescia Calcio in un nano secondo, e senza nemmeno farsi un piccolissimo scrupolo di coscienza;
  4. un’altra vittoria del calcio moderno, quello che esclude i tifosi più scomodi, per favorire un clientelismo, un’esaltazione e un populismo fini a sé stessi, e un “terrapiattismo” che non hanno risparmiato nemmeno il mondo Ultras; 
  5. la conferma che in città ci sono ormai due categorie di tifosi: a) quelli che tifano per il calcio in generale; b) quelli che tifano solo per il Brescia Calcio 1911.

Anche qui, su quest’ultimo punto, non ci sarebbe niente da obiettare, anche perché sono decenni ormai che si è costretti a subire i tantissimi tifosi bresciani che vanno a San Siro o a Torino a vedere le “strisciate” (c’è pure una canzone Ultras sul tema).

Perfino i tifosi del Napoli, pochi mesi fa, sono stati lasciati liberi e tranquilli di festeggiare la vittoria dello scudetto, fra l’altro oltraggiando Piazza della Repubblica, non dimentichiamolo. 

Nulla di male, quindi, se non fosse che il Comune ai primi (a) ha concesso comunque un’occasione, quella di seguire il Salò in Serie C e al Rigamonti, mentre agli altri (b) ha di fatto impedito – pazzesco! – di salvare persino la storia del vecchio Brescia Calcio.

Una storia centenaria che univa tutti, a prescindere dal settore, dallo stile di vita, dalla professione, dall’ideologia politica, e dai vari punti di vista legati al tifo.

Una storia che, in definitiva e a rigor di logica, doveva essere la cosa più importante di tutta questa vicenda.

Sapete, di recente capita sempre più spesso di confrontarci con tifosi esterni, estranei ai nostri avvenimenti; e sebbene siano rivali e non necessariamente Ultras, tutti ci chiedono: “Com’è possibile che stia accadendo tutto questo a Brescia? Davvero il Comune vi ha impedito di salvare la Leonessa? Ma cosa c…o ci azzecca il Salò col Brescia? Noi di certo al vostro posto avremmo osteggiato questo trasferimento, questa sorta di tradimento… ecc.”.

Questo però lo sapete già, perché i commenti, sotto le pagine Ultras dei social nazionali ed internazionali, li possono leggere tutti (anzi, abbiamo pure evitato di riportare quelli più… coloriti, e soprattutto quelli che rendevano onore alla nostra scelta; questo perché non vogliamo fare il gioco dei nostri detrattori, e soprattutto non vogliamo assomigliare a quelli del Comune, che, come già detto, non perdono occasione per incensarsi).    

Ciò che qualcuno però non ha ancora capito, ed è la cosa più grave, riguarda il fatto che il Comune (o chi per lui), per sancire il proprio progetto, e soprattutto per esorcizzare quello del Calcio Brescia 1911, ha mentito spudoratamente, e questo nonostante il carattere salvifico, onesto e legittimo di quest’ultimo.

Le menzogne del Comune e dei suoi tecnici sono ormai evidenti, tanto che se fossimo in una Nazione e in una città davvero libere, democratiche ed inclusive come sostiene qualcuno, sarebbero state smentite dalla stampa – e non solo – subito e irrimediabilmente.

Al contrario, non solo è stato permesso ai tecnici del Comune di continuare questa pantomima “ad libitum”, ma gli è stato dato ampio spazio perfino quando hanno cercato – in tempo reale – di denigrare e ridicolizzare quelli che loro vedono – evidentemente –come dei nemici da “abolire” in qualsiasi maniera, e non come cultori e difensori di una storia centenaria.

Oltretutto, alla fine, fra l’imbarazzo generale, sono stati pure smascherati (ci riferiamo ai tecnici, non certo ai cultori, che invece hanno saputo dimostrare tutte le loro competenze e la loro buonafede).

Eppure, nemmeno comunicati, smentite, conferenze, trasmissioni, ricerche, documentazioni, dimostrazioni, regole federali, esempi recenti, avvocati specializzati nel diritto sportivo, ecc., sono bastati per farli riflettere e per indurli a rimediare ai propri errori (il più grande di tutti, ovviamente, è stato quello di voler far morire il Brescia Calcio 1911).

Nemmeno le legittime e sacrosante querele presentate – contro di loro – da alcuni astanti li ha indotti alla riflessione.

Questo fors’anche perché, a differenza di tante panzane istituzionali, i suddetti esposti sono stati praticamente ignorati dall’attentissima e preparatissima stampa locale, che sostiene di sapere sempre tutto (soprattutto quando questo gli fa più gioco), perfino ciò che pensa e deciderà la FIGC.

Immaginatevi, infatti, se fosse accaduto il contrario, cioè se fosse stato il Comune ad avere ragione e a querelare qualcuno della contro parte: probabilmente i “nostri eroi” ci avrebbero fatto un libro.   

Per finire, un’altra cosa che devono sapere tutti: se l’attesa di sentire un “mea culpa” da parte della Sindaca è ormai fuori discussione, resta comunque viva e forte la speranza di salvare la Leonessa e la sua storia.

In tanti anni non abbiamo mai chiesto favori o sconti a nessuno.

Piuttosto, siamo sempre stati abituati a lottare con gli artigli per i nostri spazi, per i nostri diritti, per le nostre ragioni.

Inutile dirlo, la storia del Brescia è la ragione più grande che abbiamo, e per cui vale la pena battersi! E noi lo faremo!

Finché potrò… combatterò! Avanti Brescia sempre!

Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo

Brescia 22/08/2025


Comunicato: “Il tempo è sempre galantuomo!”

Solo Brescia

“Il tempo è sempre galantuomo!”

Che confusione, sarà perché ti amo!

È un’emozione, che cresce piano piano…: non siamo mai stati filo societari, e non lo saremo mai!

Questo però non significa che siamo sempre stati avversi o – peggio ancora – indifferenti a dirigenti, allenatori, calciatori della Leonessa.

Ne abbiamo amati pochi, è vero, ma il nostro amore è sempre stato assoluto, sincero, mai di convenienza.

Spesso siamo andati perfino contro il mondo intero – e contro i nostri stessi interessi – per difendere i sentimenti e le ragioni che ci appartengono.

Per questo il nostro primo pensiero va al Direttore Pietro Lo Monaco, che sta passando un brutto momento.

Sulla sua ripresa non abbiamo dubbi, sia chiaro, ma anche un leone come lui può provare dolore, e sentirsi un po’ più fragile di fronte agli strani casi della vita, soprattutto davanti a quelli più tragici.

Se poi aggiungiamo pure gli attacchi strumentali del Comune e degli haters seriali, il quadro è completo.

Avanti sempre Direttore, sappia che noi non molliamo!

E vola vola si va, sempre più in alto si va!: a proposito del Comune di Brescia.

A quanto pare, è più forte di loro: i “complici” della Sindaca spiano ogni mossa, manco fossero la DIGOS, e fanno di tutto per screditare le ragioni di questa battaglia, ragioni ormai sancite da diversi avvocati specializzati nel diritto sportivo e dalla FIGC stessa.

Tra l’altro, lo fanno in tempo reale, nel tentativo di screditare ogni comunicazione pubblica che non vada a vantaggio della loro narrazione o di quella del “salvatore”!

Inutile portare esempi virtuosi di Comuni e società che prima di noi hanno percorso questa strada con successo, raggiungendo quello che dovrebbe essere il principale obiettivo di ogni tifoso di calcio: mantenere il palmarès sportivo e la continuità con la propria storia calcistica.

Inutile spiegare al Comune che la neonata società non sta partecipando a un bando, ma sta suggerendo semplicemente alla Sindaca di richiedere alla FIGC l’applicazione dell’Articolo 52, comma 10 delle NOIF (il primo passo lo deve fare il Comune, c…o!, non la FIGC; quest’ultima poi farà le sue valutazioni e deciderà se assegnarlo oppure no, ma dopo che è stato richiesto l’articolo, non prima).

Il bando a cui si riferisce il Comune può/deve essere fatto solamente quando è stato sbloccato l’Articolo 52! È chiaro stu fatto!?

Inutile spiegare che il progetto legato all’Art. 52 non è in contrapposizione a quello del Salò!

Inutile spiegare che il titolo sportivo non è la continuità sportiva.

Inutile spiegare che ci sono tifosi di calcio, a cui basta la categoria, e poi ci sono i tifosi del Brescia Calcio, che hanno scelto la strada più difficile, ma anche più onorevole.

Inutile spiegare al Comune che il Salò non colmerà mai il vuoto lasciato da Cellino & C., nemmeno se riuscisse a comprarne il marchio o il logo, che sono articoli puramente commerciali, e che fra l’altro potrebbero essere rilevati da tutti, non solo dal “salvatore”.

Inutile spiegare ciò che il Comune e i suoi “complici” non vogliono capire…

In ogni caso, ormai è molto chiaro l’obiettivo della Sindaca e dei suoi “complici”, che probabilmente la storia del Brescia non la conoscono nemmeno (a questo punto crediamo sia pure inutile spiegargli certi sentimenti, soprattutto perché hanno dimostrato di non capire neanche la differenza tra una trasposizione commerciale, e una storia centenaria fatta di sacrifici, fede e passione; tra un bando riservato a pochi eletti, e un’istanza legittima e doverosa da fare alla FIGC; tra una scelta di interessi, e una di cuore).

E vola vola con me, il mondo è matto perché…: è una scelta politica, stop!, oltretutto mascherata gettando fumo negli occhi dell’opinione pubblica, grazie anche alla complicità di alcuni giornalisti e di molti “tifosi” compiacenti, che vedono nel progetto del Salò un’opportunità “populistica”, e nella neonata società una evidente minaccia (l’abbiamo già detto mille volte: è un mondo che va al contrario, altrimenti chi tentasse di salvare la storia del Brescia non sarebbe accusato in maniera strumentale e volgare, ma piuttosto sarebbe celebrato, proprio come è successo in altre città).

In aggiunta, notiamo che oggi sono diventati tutti esperti di diritto sportivo, e ognuno si sbilancia con una sua teoria, naturalmente funzionale alla propria scelta finale, che spesso è la più facile e scontata, naturalmente.

Una conclusione dettata più che altro dalla convenienza e dall’egoismo, visto che non prevede altre soluzioni.

Del resto lo dicono in molti, perfino il “salvatore”, che non si può fare; quindi rimane una sola scelta: seguire il Salò

E perché mai? Non si poteva cullare fin dall’inizio la speranza di mantenere viva la storia del vero Brescia Calcio, senza per altro intaccare quella dei tifosi del Salò?

Certo che si poteva fare, ma il Comune – e i suoi “complici” – hanno preferito la strada più comoda, e probabilmente più redditizia, almeno nell’immediato (legittima, sia chiaro, ma comunque insana).

Restava però lo scoglio di chi alla gloria ha preferito ostinatamente la storia, e ha cercato in ogni maniera di spiegare come si potesse/dovesse fare, proprio come hanno fatto tante altre piazze/città (la Lucchese è solo l’ultima, in ordine di tempo).

Un vero e proprio ostacolo per qualcuno, e questo perché avrebbe evidenziato:

  1. un certo qualunquismo politico;
  2. la natura sbagliata e “corrotta” di questa tragicomica messinscena;
  3. la scelta di comodo che tanti tifosi (molti inaspettati, sigh) hanno fatto senza nemmeno aspettare l’esito di una battaglia sacrosanta e decisiva.

Una scelta che per certi versi rischia di trasformarsi inun vero e proprio “attentato” (commesso fra l’altro tra le mura domestiche) nei confronti di quel vecchio Brescia Calcio che tutti – nessuno escluso – avevano giurato di difendere fino alla morte!

Oltretutto, se col “pretesto” del Salò come unica soluzione per seguire il calcio professionistico a Brescia (scusa molto discutibile, ma comunque inoppugnabile, almeno per un breve periodo) si è cercato di mantenere una sorta di “status quo”, una volta presentata anche la possibilità relativa all’Art. 52, contro di noi si sono scatenati gli astanti, e questo solamente perché la narrazione tossica del “salvatore” e del Comune era stata messa in discussione. Ops…

A tal proposito apriamo una piccola parentesi: forse abbiamo capito male, ma dopo l’esperienza devastante di Cellino (e non ci riferiamo solo al finale della storia), dopo che in molti ci hanno perfino dato ragione ammettendo i propri errori, tra questi sbagli anche un eccessivo entusiasmo nei confronti del presidente di turno, non si era promesso di accogliere chicchessia con più moderazione? Naturalmente chiediamo per un amico…

Così, dopo che abbiamo fatto chiarezza e un po’ di contro informazione, dopo che abbiamo sbugiardato i soliti beninformati e abbiamo dimostrato coi fatti che con l’Art. 52 si poteva fare, chi ha deciso di seguire il Salò fin dall’inizio – e senza troppi scrupoli – ha cominciato ad accusarci di irresponsabilità, di incompetenza, di negligenza, di dietrologia, addirittura di non amare il Brescia!, che proferito da chi non ci ha pensato un attimo a tradire la propria fede, è tutto un dire.

La responsabilità maggiore, in ogni caso, sarà sempre di chi sapeva molto bene che c’era una maniera concreta e percorribile per salvare la storia del Brescia Calcio, e nonostante ciò ha tradito la propria fede e ingannato la propria gente, lasciando finire di proposito e in maniera irresponsabile 114 anni di storia del Brescia Calcio.

Peggio di loro sono quelli che fino a ieri “giurarono e spergiurarono che non erano mai stati lì”.

Tuttavia, come sempre, il tempo è galantuomo, sebbene il futuro sia sempre più incerto, anche perché se sono questi gli amministratori della nostra amata città, Dio ce ne scampi!

Di certo, c’è più di una persona che dovrebbe riflettere, seriamente però…

Avanti Brescia sempre!

Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo

Brescia 12/08/2025