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Ritiro 2018 – No al DASPO societario! – Le foto

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Leggi il comunicato – Codice etico: c’è chi dice no!

Non potendo assistere a nessuna partita/iniziativa del Brescia Calcio a causa del codice etico/comportamentale/di gradimento applicato dalla società all’abbonamento e al biglietto delle singole partite (comprese le amichevoli!), abbiamo deciso di far sentire il nostro pensiero alla squadra in un giorno feriale.

Così, un venerdì sera qualunque, mentre la città si popolava e si accendeva con la classica movida, una cinquantina di noi raggiungeva Boario terme e “incontrava” la nuova squadra.

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Comunicato – Codice etico: c’è chi dice no!

Scarica il comunicato contro il Codice Etico nel formato PDF

“Nel momento in cui pubblichiamo questo comunicato, siamo  consapevoli del fatto che nessuno di noi potrà più entrare al Rigamonti, quantomeno come Ultras Brescia 1911.

Nonostante questo, siamo sempre più convinti e orgogliosi di ciò che eravamo, siamo e soprattutto saremo.

Prima di tutto  gli Amici, subito dopo la Dignità Ultras!

Avanti Ultras Sempre!”

Codice etico: c’è chi dice no!

Ancora una volta non ci troviamo a parlare di calcio, di ritiri, di “amichevoli”, di acquisti e di cessioni, di aspettative, di derby, di eterne illusioni.

Ancora una volta ci troviamo a riflettere di provvedimenti insensati che limitano ulteriormente la nostra sacrosanta Libertà -di per sé già molto limitata- e compromettono la nostra dignità.

L’anno scorso, fra lo stupore generale, grazie al protocollo d’intesa siglato dal Ministro degli Interni, dal ministro per lo Sport, dalla FIGC e dalle varie Leghe (e dietro alcuni “suggerimenti” arrivati da diversi gruppi Ultras) era stato fatto un deciso passo avanti rispetto agli ultimi dieci anni (circa) di calcio “giocato” sugli spalti, per tante ragioni i peggiori in assoluto per lo sport più bello e amato del mondo.

Un periodo scandito da tessere inutili, dannose e dispendiose, divieti vessatori, strumenti repressivi e utili al controllo di massa, fallimenti, meccanismi perversi, ripescaggi e provvedimenti controproducenti.

Gli stadi italiani si erano di fatto svuotati (di tifosi “moderati”, famiglie e giovani in particolare, ma anche di principi e di valori).

Questo proprio a causa di una politica anti-sociale caratterizzata da logiche economiche/repressive, e non certo per la violenza degli Ultras, decimati e impossibilitati perfino a esprimere la propria opinione, alla faccia della tanto decantata Costituzione.

Perfino i fautori della tessera del tifoso a un certo punto avevano dovuto alzare bandiera bianca tornando sui propri passi.

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