Comunicato: Noi non siamo come Lei!


🔴 “Caro Presidente, noi ieri non abbiamo vinto, ma Lei ha perso clamorosamente, soprattutto nel dopo partita…”
👉 Ieri sera, alla notizia della vittoria schiacciante dell’Ascoli, ci eravamo ripromessi di mantenere un rigoroso silenzio, almeno sui social, per rispetto di quei tifosi che hanno creduto – nonostante tutto – nel progetto del “Salvatore”.
Avevamo preso questa decisione sebbene molti di loro ci avessero attaccato e denigrato spudoratamente per tutto il campionato, e nonostante avessimo già pronto da qualche giorno un comunicato (noi andiamo oltre le categorie, le sconfitte, e le presenze occasionali, altri evidentemente no, e strumentalizzano ad arte ogni situazione e ogni critica, anche quella più costruttiva).
Se aggiungiamo poi le dichiarazioni societarie di inizio stagione, quando il Presidente in persona definiva chi non la pensava come lui: “Azioni di disturbo”, quale occasione migliore – quella di ieri sera – per ribadire le nostre ragioni e rispondere per le rime?
Caro Presidente, noi non siamo come Lei.
Dopo una sconfitta del genere, qualsiasi dirigente saggio, coraggioso e rispettoso avrebbe analizzato la situazione e fatto autocritica, e si sarebbe assunto tutte le responsabilità del caso senza creare ulteriori polemiche.
Siamo a Brescia però, e ogni volta che cambia un Presidente ricomincia lo stesso teatrino (quante volte ci siamo passati? È servito a qualcosa tutto questo? Evidentemente no…).
Per questo non ci siamo certo sorpresi nello scoprire che, secondo Lei, la principale causa di questa debacle sportiva fossero gli “Ultras Brescia 1911”, e con loro un noto cantautore bresciano, tifosissimo del Brescia da almeno cinquant’anni (mentre Lei è arrivato l’altro ieri, se lo ricordi sempre), che ha tutta la nostra stima.
Ovviamente, le risposte a queste accuse sarebbero facili da manifestare, e magari lo faremo con una integrazione al comunicato suddetto.
Oggi però dovrebbe essere un giorno di silenzio e riflessione per tutti, proprio come chiedeva un comunicato stampa della Sua società poche settimane fa, in cui – fra le righe – ci invitava a non creare troppe polemiche, per il bene di tutti – appunto.
Caro Presidente, a vincere sono capaci tutti; a perdere ci vogliono stile ed eleganza, come del resto “a dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio”.*
Caro Presidente, noi non abbiamo mai lasciato una tifoseria senza squadra.
Caro Presidente, con i Suoi quarantamila spettatori, gran parte della stampa al Suo servizio, e il Comune sempre e comunque bendisposto: di cosa ha paura? Della verità forse?
Caro Presidente, noi ieri non abbiamo vinto, ma Lei ha perso clamorosamente, soprattutto nel dopo partita.
Quanti siamo… quelli che siamo!
Avanti vero Brescia sempre!
P.S. Come vede non abbiamo nemmeno usato la Sua foto più iconica, quella che ai tempi, sui social, aveva provocato una mezza rivoluzione da parte di quelli che oggi La osannano. Questo anche perché a noi non piace infierire…
- Citazione di Oscar Wilde.
Castello di Brescia – Striscione: “La Germani come il Salò? Anche no!”


🔴 Post (e striscione) dedicato a tutti quei politici locali che hanno la faccia di… bronzo – per usare un eufemismo!
Oggi si scandalizzano per il basket bresciano, che rischia di scomparire dalla nostra città, mentre ieri hanno avallato il clamoroso furto ai danni dei tifosi salodiani.
Francamente? Riflettete e vergognatevi!
🧨 Avanti vero Brescia sempre!
Comunicato: “Brescia FootBall Club”

“BRESCIA FOOTBALL CLUB”
OGGI COME ALLORA: “TU SEI LEGGENDA!”
“La nostra è una storia che parla di volontà, di comunità, di coerenza, di passione, di fede, di aggregazione, di socialità, di amicizia, di rispetto, di lealtà, di desiderio di appartenere a qualcosa che valica il confine dell’ordinario”.
Per non dimenticare… per ricominciare: il 17 luglio 1911, in una sala dell’Hotel Panteo, sul centralissimo Corso Gabriele Rosa a Brescia, un gruppo di giovani appassionati decide di unire le forze. Nasce così il Brescia Football Club.
Pippo Coppi assume la presidenza; Franco Apollonio sarà il vice.
Decidono per i colori sociali: blu oltremare e arancio a righe verticali (la leggenda narra che sia stato un errore di stampa, più che una scelta consapevole).
La grande “V” bianca sarà introdotta solo nel campionato 1927/1928, con ogni probabilità per omaggiare la società Virtus (oppure la Voluntas, o forse entrambe).
Le prime partite sono giocate su un campo in terra battuta fuori dalle mura.
Il primo campo da gioco ufficiale sarà in via Milano, dove si disputano alcune amichevoli, per poi iniziare il campionato in Terza Categoria.
Nel frattempo, i soci fondatori raccolgono fondi fra piccoli imprenditori locali.
Bigio Vielmi, oltre ad essere uno dei fondatori, è anche uno dei protagonisti degli albori.
A tratti attaccante, altre volte centrocampista, altre volte ancora difensore.
Totalizzerà 42 partite tra Terza Categoria, Promozione e Prima Categoria, mettendo a segno 16 gol.
Rimarrà un simbolo dell’attaccamento sincero alle origini, e ai valori di quelle prime generazioni.
Per poter partire, i calciatori mettono in comune scarpe usate e divise rattoppate.
L’intera città si stringe attorno a quel simbolo, già carico di storia.
La coesione tra operai, studenti e artigiani forgia l’anima delle “Rondinelle”.
E sebbene fosse ancora tutto molto incerto, la voglia di non mollare era già concreta.
E proprio da quella determinazione scaturiscono le prime vittorie, e nasce il carattere battagliero e risoluto della “Leonessa” e dei suoi tifosi.
Virtù che consacreranno il Brescia Football Club come punto di riferimento per la città, e lo accompagneranno per tutti i 114 anni della sua storia.
Per finire, sarebbe utile ricordare al mondo che nella classifica stilata dalla FIGC denominata“Tradizione Sportiva”, che valuta le società professionistiche italiane in base alle partecipazioni ai campionati e ai titoli vinti, il Brescia occupa una posizione di rilievo, grazie alla sua lunga storia e continuità nel calcio nazionale (si parla del 15° posto, almeno fino all’anno scorso).
Caro mio amato Brescia, per tutto questo – e molto altro ancora, ci domandiamo come sia possibile lasciare che tu muoia così, lentamente, e in questa maniera tragicomica; lasciar finire la tua storia, che è stata di molti, se non di tutti; seguire un’altra squadra che non abbia il tuo passato; fingere di tifare per te, anche quando tu non ci sarai più.
Perché, comunque vada, io ti amo! Avanti Brescia sempre!
Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo
Brescia 28/08/2025







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