L’unico nero che discriminiamo… è il colore dell’Atalanta

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L’unico nero che discriminiamo… è il colore dell’Atalanta

Con questo comunicato sappiamo di fare cosa gradita alla famiglia Corioni e a molti altri; ciononostante, la nostra coscienza ci impone di fare un tentativo -laddove il nostro esempio forse non è bastato- per interrompere un teatrino per certi versi indegno, e questo sebbene sul banco degli imputati questa volta non ci sia il nostro gruppo.

Innanzitutto però, vogliamo fare una doverosa premessa, poiché ormai tutti dovrebbero sapere (perfino i sassi) che la tifoseria del Brescia non può essere etichettata da un punto di vista politico, essendosi sempre distinta -coi fatti, non solo a parole- per solidarietà, aggregazione, tolleranza, e soprattutto per una radicata e convinta apoliticità/apartiticità (ci sembra superfluo rimarcarlo a ogni intervista, come del resto ci sembra ridicolo doverlo puntualizzare ogni volta, ma tant’è).

Al Rigamonti non si fa politica, e nemmeno si “educa” al razzismo, in nessun settore.

Detto questo però, non si può negare l’evidente escalation di un certo modo di tifare contro da noi sempre “contestato”.

Un fenomeno che ha le sue ragioni (ma che non ci appartiene, né oggi né mai) e che credevamo non si sarebbe mai sviluppato nella nostra splendida città/tifoseria.

Un atteggiamento alla base del quale vi è forse un po’ di ignoranza, ma principalmente vi è l’innegabile volontà di disturbare l’avversario (e nient’altro!), sebbene espressa nella maniera peggiore e maggiormente strumentabile.

Tutto ciò lo possiamo affermare e dimostrare in ogni momento.

Come d’altra parte potremmo facilmente smentire le tesi relative a un piano capzioso atto a colpire la società Brescia Calcio attraverso multe e squalifiche, e questo senza scomodare psicologi, investigatori privati, indagatori dell’incubo, medium e fattucchiere locali.

Le multe sono una delle tante conseguenze (e nemmeno la peggiore, per quanto ci riguarda), ma non il motivo scatenante di questa deriva tribale. E prima di godere per le prime (le multe), noi ci fermiamo a riflettere per gli effetti devastanti di questa situazione.

Dal nostro punto di vista, ridurre questo tipo di manifestazione a un comportamento razzista di basso rango è profondamente sbagliato (ribadiamo: non si tratta di razzismo etnico/culturale, come non si può parlare di aperta responsabilità dei gruppi organizzati); ma ancora più ingiusto e pericoloso sarebbe accentuare troppo la cosa e -soprattutto- estenderla a tutta la tifoseria, con conseguenze inimmaginabili.

Infatti, in una società bravissima a reprimere ma incapace di prevenire e di educare, più della probabile squalifica della gradinata, settore che noi (e molti altri tifosi estranei ai fatti) dovremmo frequentare -non avendo altre alternative- per l’intero campionato, ci spaventa il giro di vite proclamato nei giorni scorsi.

Ci auguriamo infatti non parta una nuova caccia alle streghe, poiché l’ultima ha generato dei veri e propri mostri (leggi altamente liberticide e strumenti molto più discriminatori di quanto sopraccitato), senza per altro ottenere molto, a quanto pare.

Ci auguriamo soprattutto non siano gettati in pasto all’opinione pubblica i classici capri espiatori.

Ci spiace per quanto sta accadendo intorno a noi, e già dalla prossima partita in casa cercheremo di fare qualcosa di più concreto.

Nel frattempo, non ci resta che riflettere, tutti…

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 20/09/2012

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