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Nuova Maglia: “A gamba tesa semper!”

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Striscioni contro il codice etico/comportamentale/di gradimento: foto

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Comunicato unitario: “No al codice di gradimento!”

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No al codice di gradimento!

DASPO societario e dintorni: la fine del calcio italiano?!

Esattamente un anno fa veniva in sostanza decretata la fine della famigerata tessera del tifoso, così che -quasi- tutte le tifoserie hanno potuto ritornare in trasferta e hanno avuto la possibilità di sottoscrivere un vero e proprio abbonamento.

Non solo: sono stati “liberalizzati” anche gli strumenti del tifo.

Risultato: più tifosi in trasferta, stadi in generale più pieni, ambienti più coinvolgenti, passionali e partecipi.

Per la prima volta dopo tanti anni il trend negativo della media spettatori è stato finalmente invertito, interrompendo una lunga agonia che durava almeno da un decennio, ridando una speranza concreta anche a noi, che il calcio lo amiamo in maniera viscerale e abbiamo sempre cercato di difenderlo da banditi e avvoltoi.

Grazie anche al nostro contributo, sembrava finalmente che tutti avessero preso coscienza dei reali problemi che attanagliano da molto tempo il calcio italiano, perfino i nostri “governanti”, tanto che la scorsa estate si era fatto un significativo passo indietro rispetto alla strada autodistruttiva che qualcuno (non certo noi) aveva intrapreso negli ultimi decenni.

Si ricominciava così a ragionare ritornando a una logica che almeno fino agli anni novanta aveva sempre pagato, e grazie alla quale questo sport era diventato sempre più grande, spettacolare e partecipato.

Il calcio è sempre stato del popolo, e al popolo alla fine sembrava che volessero riconsegnarlo, almeno così ci era sembrato.

Purtroppo, tutti oggi stanno scoprendo che la verità è un’altra.

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Ritiro 2018 – No al DASPO societario! – Le foto

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Leggi il comunicato – Codice etico: c’è chi dice no!

Non potendo assistere a nessuna partita/iniziativa del Brescia Calcio a causa del codice etico/comportamentale/di gradimento applicato dalla società all’abbonamento e al biglietto delle singole partite (comprese le amichevoli!), abbiamo deciso di far sentire il nostro pensiero alla squadra in un giorno feriale.

Così, un venerdì sera qualunque, mentre la città si popolava e si accendeva con la classica movida, una cinquantina di noi raggiungeva Boario terme e “incontrava” la nuova squadra.

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Comunicato – Codice etico: c’è chi dice no!

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“Nel momento in cui pubblichiamo questo comunicato, siamo  consapevoli del fatto che nessuno di noi potrà più entrare al Rigamonti, quantomeno come Ultras Brescia 1911.

Nonostante questo, siamo sempre più convinti e orgogliosi di ciò che eravamo, siamo e soprattutto saremo.

Prima di tutto  gli Amici, subito dopo la Dignità Ultras!

Avanti Ultras Sempre!”

Codice etico: c’è chi dice no!

Ancora una volta non ci troviamo a parlare di calcio, di ritiri, di “amichevoli”, di acquisti e di cessioni, di aspettative, di derby, di eterne illusioni.

Ancora una volta ci troviamo a riflettere di provvedimenti insensati che limitano ulteriormente la nostra sacrosanta Libertà -di per sé già molto limitata- e compromettono la nostra dignità.

L’anno scorso, fra lo stupore generale, grazie al protocollo d’intesa siglato dal Ministro degli Interni, dal ministro per lo Sport, dalla FIGC e dalle varie Leghe (e dietro alcuni “suggerimenti” arrivati da diversi gruppi Ultras) era stato fatto un deciso passo avanti rispetto agli ultimi dieci anni (circa) di calcio “giocato” sugli spalti, per tante ragioni i peggiori in assoluto per lo sport più bello e amato del mondo.

Un periodo scandito da tessere inutili, dannose e dispendiose, divieti vessatori, strumenti repressivi e utili al controllo di massa, fallimenti, meccanismi perversi, ripescaggi e provvedimenti controproducenti.

Gli stadi italiani si erano di fatto svuotati (di tifosi “moderati”, famiglie e giovani in particolare, ma anche di principi e di valori).

Questo proprio a causa di una politica anti-sociale caratterizzata da logiche economiche/repressive, e non certo per la violenza degli Ultras, decimati e impossibilitati perfino a esprimere la propria opinione, alla faccia della tanto decantata Costituzione.

Perfino i fautori della tessera del tifoso a un certo punto avevano dovuto alzare bandiera bianca tornando sui propri passi.

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