Seconda serata – NO D.A.SPO. FESTIVAL – Giuda

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Nata dalle ceneri dei Taxi, la rock band, con la sua musica, ha suscitato la curiosità e i riconoscimenti di testate di spessore internazionale.

La band ha firmato da poco un contratto discografico e di management con la Burning Heart, etichetta svedese che nel corso degli anni ‘90 e 2000 è stata il punto di riferimento per la produzione di gruppi garage punk quali The Hives, Refused, Turbonegro, Parkaway Drive e Millencolin.

Inoltre, ha riscosso recensioni entusiaste da parte di testate come il Guardian (“Bright, brilliant and clearly actually rather big of heart, Giuda are beyond a joke, in the best possible way”) e NME (“Giuda are the greatest’70s glam-rock band to have existed since… the 1970s. 8/10”).

Uno stile inconfondibile, caratterizzato da una spiccata passione per il calcio e con quell’idea di rock’n’roll semplice, diretto, viscerale, che mira a scaldare cuore e muscoli.

L’energia e l’alchimia che si trovano nella loro musica, fondata su influenze glam rock e punk anni ‘70 di matrice britannica, rendono questa band di Roma una delle realtà italiane più interessanti in circolazione.

I Giuda apriranno una delle serate dell’HellFest 2015 (Clisson – Francia), festival al quale parteciperanno gruppi come Scorpions, ZZ Top, Judas Priest, Alice Cooper, Motörhead, ecc.: http://www.hellfest.fr/fr/artistes/

Number 10: https://www.youtube.com/watch?v=28wL4Jvq2k4

II No D.A.SPO. Festival

Chi ci conosce sa che -da sempre- siamo in prima linea contro ogni forma di repressione; per questo, anche quest’anno, abbiamo deciso di dedicare una serata della nostra festa a un argomento di forte attualità: il D.A.SPO.

Introdotto come “strumento” di prevenzione alla fine degli anni ottanta grazie a una delle tante leggi speciali ideate dallo Stato italiano, fin da subito il D.A.SPO ha suscitato molte polemiche riguardo alla sua presunta costituzionalità.

Negli anni è stato poi affinato e trasformato in uno strumento “infallibile”, utilizzato sempre più spesso per togliere di mezzo -anche per lunghissimi periodi- tutti quegli “elementi” scomodi che, per natura, per orgoglio, per un senso di Giustizia innato, non hanno mai piegato la testa e -allo stesso tempo- hanno contrastato questo sistema liberticida.

Per chi ancora non lo sapesse, il D.A.SPO., acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, è un provvedimento amministrativo (detto anche diffida) emesso solitamente dalle Questure italiane per limitare la libertà di “azione” di quei soggetti ritenuti socialmente pericolosi, oppure semplicemente sospettati di aver commesso qualche reato in ambito sportivo, non necessariamente calcistico.

Di fatto, il D.A.SPO. nega la possibilità di partecipare a determinati eventi all’interno dei quali -in precedenza- ci si è resi protagonisti, non necessariamente in maniera negativa o violenta.

Perché sia emessa una diffida a carico di chicchessia, infatti, non sono necessarie responsabilità accertate, prove inconfutabili, Tribunali/Giudici imparziali, ecc.; basta una semplice denuncia (o perfino una relazione di servizio) per vedersi appioppata una pena accessoria, che può arrivare fino a cinque/otto anni d’interdizione dagli stadi con doppia firma!

Il danno diventa massima beffa nel caso in cui lo “sventurato”, a distanza di anni e dopo un regolare processo, è assolto da un Giudice neutrale, magari con formula piena (accade nella stragrande maggioranza dei casi).

Infatti, nonostante la sentenza favorevole, il cittadino italiano avrà già scontato la diffida per intero.

E se pure avesse fatto fin da subito un -costosissimo- ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di competenza, magari vincendolo, sarebbero comunque passati dei lunghi mesi di sofferenza, durante i quali la libertà personale è stata ridotta sensibilmente.

Detto ciò, tutti possono capire le “potenzialità” (e soprattutto la pericolosità) di uno strumento spacciato come innovativa forma di prevenzione, e trasformato in un micidiale dispositivo utile a reprimere ogni forma di pensiero in contrasto col sistema.

Per questo, dopo anni di sperimentazione e perfezionamento fatto sulla pelle degli Ultras (calcio, basket, volley, hokey, rugby, ecc., poco importa), oggi il D.A.SPO. è sempre più spesso applicato in contesti diversi da quello sportivo, magari “accompagnato” anche da un foglio di via dalla propria città.

E il motto: “Oggi per gli Ultras, domani per tutta la città!”, coniato una decina di anni fa, ora è più che mai d’attualità.

Purtroppo, nessun cittadino italiano è al riparo da questa moderna forma di repressione e di ricatto, ma tutti possono fare qualcosa affinché non sia applicata con troppa facilità e secondo schemi prestabiliti, a prescindere dalle reali responsabilità di ognuno.

Noi, durante questa festa, lo faremo anche attraverso la musica.

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Per chi volesse approfondire l’argomento: http://www.studiolegalecontucci.it/daspo.html

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