Sedicesima Festa Biancoblù: presentazione

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Sedicesima Festa Biancoblù

“Perché Brescia è la mia città…”

Come ogni anno, giovedì 23 di aprile partirà la tradizionale Festa Biancoblù, giunta ormai alla sedicesima edizione (per la verità manca ancora qualche dettaglio, ma salvo catastrofi particolari, anche per questa volta dovremmo farcela).

Fra tutte quelle organizzate finora, di certo questa sarà la più complicata e, con ogni probabilità, anche la più discussa (noi, come a ogni edizione, speriamo -nonostante tutto- che sia anche la più partecipata).

Per chi infatti vive il calcio principalmente come un mero fatto sportivo, dando un’importanza estrema a risultati, a categorie e a falsi miti, “festeggiare” in un momento (calcisticamente parlando) piuttosto oscuro come questo potrebbe apparire quasi un affronto, un azzardo o addirittura una mancanza di sensibilità nei confronti di chi soffre la situazione del Brescia con apprensione e, in alcuni casi, con disperazione.

Certo questo è comprensibile (e chi meglio di noi lo potrebbe capire!), soprattutto se si considera che spesso e volentieri le nostre iniziative (di carattere aggregativo/sociale, di sostegno, di protesta o di denuncia poco importa) sono state etichettate e giudicate in maniera alquanto superficiale e strumentale, magari proprio da chi ha poi festeggiato sulle nostre disgrazie.

Del resto, qualcuno negli ultimi anni è riuscito perfino ad accusarci di poco attaccamento alla Maglia per il “semplice” fatto di non aver sottoscritto la tessera del tifoso e di non aver dato il beneplacito al famigerato Art. 9 (non vogliamo aprire nuove polemiche, sia chiaro, ma tacciarci di “freddezza” nei confronti della Leonessa per una scelta di coscienza inevitabile e così elevata, è quantomeno… bizzarro; oltretutto, l’amore per i colori biancoblù l’abbiamo sempre dimostrato -e sempre lo dimostreremo- con i fatti, almeno finché ci è stato -e ci sarà- “concesso”).

Anche questa estate, quando centinaia di tifosi festeggiavano una società poco o nulla rinnovata e una squadra con dei limiti evidenti e ormai cronici (e proprio per questo andava/andrebbe sostenuta fino alla fine, la squadra, neh, non la società!), la nostra assenza dalla Piazza è stata “salutata” quasi come una mancanza intollerabile, tanto che una famosa giornalista, dall’alto del suo pulpito, definiva questa scelta: “…un’occasione persa”.

Ci spiace, ma ora come allora, nonostante il momento calcistico disastroso che stiamo vivendo, non ci sentiamo di sospendere ogni tipo di attività per celebrare un… funerale calcistico che non ci appartiene; preferiamo continuare a combattere alla nostra maniera che, per quanto discutibile, è l’unica valida e da noi riconosciuta.

Per quanto assurdo, potrebbe anche essere questionato il significato generale di festa, specialmente in un momento come questo; ciò che però non può essere messo in discussione, per nessun motivo!, è il valore della lotta che portiamo avanti ormai da anni (e a prescindere da risultati e categorie) anche -e soprattutto- attraverso eventi di questo tipo.

In ogni caso, chi è già stato alle nostre feste, magari senza pregiudizi e condizionamenti “esterni”, sa quanto un evento come questo diventi importante proprio in siffatte condizioni.

L’aggregazione, il confronto, l’analisi, l’opinione, la passione, la tradizione, la goliardia, la riflessione, la denuncia, la contro-informazione, la comprensione, la solidarietà, la coerenza, il rispetto, l’Amicizia, ecc., sono valori che diventano ancor più determinanti in tempi di crisi, e per molti, se non per tutti, tutto ciò sembra assumere un significato diverso, particolare, migliore, soprattutto all’interno del nostro tendone.

Non a caso, il manifesto di quest’anno si rifà a un nostro antico motto: “Prima di tutto gli Amici!”, e focalizza l’attenzione su una vicenda tanto assurda quanto spietata (non tanto o non solo per la pena in sé, bensì per la maniera strumentale con cui l’episodio in questione è stato costruito, trattato e presentato all’opinione pubblica).

Inoltre, pur essendo per tradizione e definizione la festa dei tifosi del Brescia, biancoblù appunto, non bisogna mai dimenticare le capacità, le potenzialità e l’eterogeneità di questa ricorrenza.

Solo uno stolto potrebbe infatti ignorare le migliaia di famiglie (la maggior parte delle quali mai entrate in uno stadio di calcio) che frequentano con assiduità la festa e il valore intrinseco di questa precisa scelta.

È doveroso ricordare una cosa: i cittadini bresciani che decidono di venire alla Festa Biancoblù, non lo fanno solo per parlare di calcio, risultati, classifiche, o per ammirare i grandi campioni del presente/passato; piuttosto lo fanno per vivere momenti piacevoli e -a volte- anche impegnati, e tutto questo a un “prezzo” davvero popolare!

Piaccia o no, la nostra festa è diventata un emblema di quello che non dovrebbe essere il calcio (e la vita di tutti i giorni!), così moderno, egoista, speculatorio, autoritario e superficiale da avere sfiduciato, allontanato, incattivito, e isolato milioni di tifosi/cittadini.

Quindi, per chi ci crede ancora, per chi non ha smesso di lottare, per chi ha ancora voglia di reagire: Avanti Brescia! Avanti Ultras! Avanti Festa Biancoblù!

E non dimenticate mai che l’ingresso è gratuito!

 Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 02/04/2015

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