Articoli con tag “Ultras Brescia1911 Ex-Curva Nord

Paolo Scaroni: Festa della Dea e Festa Di Radio Onda d’Urto

Paolo Scaroni, accompagnato da Diego Piccinelli (portavoce dei Brescia 1911 Ex-Curva Nord), partecipa al dibattito su repressione e numeri di identificazione organizzato da Radio Onda d’Urto, e si reca a Bergamo, alla Festa della Dea, invitato al dibattito sul futuro del mondo Ultras organizzato dalla Curva Nord Bergamo

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Montpellier: le foto della manifestazione Ultras


Voucher: perché no?

Contestazione Brescia Calcio alla presentazione della campagna abbonamenti 2012-2013

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Scarica il volantino distribuito durante la presentazione della campagna abbonamenti nel formato PDF

Registrazione integrale dell’intervento degli Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

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“Chi semina sulla sabbia, raccoglie solo rabbia…”

Proverbio italiano

Voucher: perché no?

È questa la domanda che ci poniamo da almeno due anni. Una domanda alla quale nessuno ancora ci ha dato risposta; questo nonostante le nostre legittime insistenze, le tante ragioni, e una lettera (scritta col cuore) indirizzata al presidente almeno quindici giorni fa.

Come tutti sanno, l’introduzione della famigerata tessera del tifoso ha portato a delle situazioni paradossali, contraddittorie, ingiuste, penalizzanti e discriminanti: (altro…)


Nuove foto del “I Memorial Baschì – Zanola”

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I Memorial Baschì – Zanola: dal 4 al 23 giugno a Sant’Eufemia della Fonte.

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I Memorial  Baschì – Zanola

Dal 4 al 23 giugno

Oratorio Piergiorgio Frassati

Sant’Eufemia della Fonte – Via Indipendenza 35 – Brescia

In ricordo di Mauro, Nicola e Roberto

“…sponsor, diritti televisivi, premi, corruzione, accordi, bustarelle, scommesse, borsa, azioni, plusvalenze, fidejussioni, ammortamenti. il dio denaro ha deciso di entrare in maniera prepotente nel mio mondo, nel mondo di centinaia di milioni di persone. e ha deciso anche di volerlo cambiare. in peggio.

esiste però anche un altro universo, che appartiene ad una galassia parallela, ad anni luce di distanza, quello in cui vivo io, quello in cui gioco io, con gli amici e con la squadra del mio quartiere. non ci guadagno niente, anzi ci rimetto. i soldi per l’affitto del campo d’allenamento e quelli della benzina…

…ho trentatre anni e ancora lo faccio, dopo più di venti, perché mi piace. mi piace fare parte di una squadra, avere i miei compagni, cazzeggiare negli spogliatoi, entrare in scivolata sull’avversario e sgrugnarmi una coscia, giocare sotto l’acqua e in mezzo al fango, il tè e la zolletta di zucchero durante l’intervallo, litigare sapendo che in quei novanta minuti anche persone che poi vedrai solo per gli allenamenti durante il resto della settimana, sono pronte a difenderti…

…amicizia e lealtà, ideali che ora la maggior parte delle scuole calcio si è stancata di insegnare perché non portano lontano. nel calcio come nella vita. meglio svelare i trucchi del mestiere, come tuffarsi, come colpire un avversario quando l’arbitro non guarda, come fare scena, come essere i primi attori davanti ad una platea di genitori lobotomizzati…

…non solo lo gioco ma lo vado a vedere. tutte le domeniche, in casa e, quando soldi e famiglia lo permettono, anche in trasferta. se vado allo stadio mi basta quello. non ho bisogno di rivedere niente alla televisione. non ho bisogno di commenti di panzoni e pinguini, non ho neanche bisogno di sentire cosa dice il capitano o l’allenatore della mia squadra. la partita è finita, aspettiamo la prossima. fanculo il resto. il calcio parlato, le polemiche, le illazioni, gli urli, le accuse e le moviole. soprattutto le moviole. fanno avvelenare il sangue agli stronzi…

…mi piace andare allo stadio con gli amici, mi piace la birra prima, l’odore dei fumogeni dentro, il freddo e il vento durante l’inverno. mi piace il verde del campo che splende sotto il sole, mi piace rimanere a sedere negli stadi quando intorno non c’è più nessuno…”

Tratto da “Tifosi & ribelli”, di Stefano Faccendini