Voucher: perché no?

Contestazione Brescia Calcio alla presentazione della campagna abbonamenti 2012-2013

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Registrazione integrale dell’intervento degli Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

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“Chi semina sulla sabbia, raccoglie solo rabbia…”

Proverbio italiano

Voucher: perché no?

È questa la domanda che ci poniamo da almeno due anni. Una domanda alla quale nessuno ancora ci ha dato risposta; questo nonostante le nostre legittime insistenze, le tante ragioni, e una lettera (scritta col cuore) indirizzata al presidente almeno quindici giorni fa.

Come tutti sanno, l’introduzione della famigerata tessera del tifoso ha portato a delle situazioni paradossali, contraddittorie, ingiuste, penalizzanti e discriminanti: tifoserie -un tempo saldamente unite- divise inesorabilmente; ulteriore allontanamento dei tifosi più “moderati” e -soprattutto- delle famiglie dagli stadi, sempre più vuoti e tristi; fidelizzazioni raggiunte per mezzo di ricatti e attraverso una sorta di bancomat coercitivo; caroprezzi e costi aggiuntivi per tutti; piccole società -proprio come la nostra- penalizzate in maniera inesorabile (prima o poi qualcuno dovrà spiegare al Brescia Calcio che la tessera non gli ha portato alcun beneficio ma, al contrario, un danno economico molto rilevante); propaganda ignobile e selvaggia, tutt’altro che disinteressata e degna di un Paese totalitario (alcuni dei maggiori quotidiani italiani, come del resto svariate banche, alcuni noti imprenditori e presidenti di grandi Club, sono legati alle multinazionali che hanno ideato, prodotto e imposto la tessera del tifoso per motivi puramente economici e speculativi); etc.

Come tutti sanno, il motivo principale per cui la maggior parte dei cittadini bresciani* ha rifiutato immediatamente la tessera del tifoso è da ricondurre al fatto che si tratta di uno strumento iniquo e ricattatorio, imposto attraverso le pressanti minacce dell’ex Ministro degli Interni Maroni, esercitate nei confronti delle sempre più inebetite e apatiche società di calcio  con una certa arroganza e con il beneplacito degli “sponsor” interessati allo sfruttamento della tessera.

Fino a ieri infatti non vi erano alternative a questa miserevole imposizione; quindi, chiunque avesse voluto sottoscrivere un abbonamento (per principio, per fedeltà riposta nella società d’appartenenza, o per mere ragioni di risparmio, tutt’altro che disonorevoli in un momento di crisi profonda) o avesse semplicemente desiderato portare i colori della propria città in giro per l’Italia, era costretto -suo malgrado- a: sottoscrivere un codice etico inutile quanto patetico; dare il consenso per lo sfruttamento commerciale della propria persona; accettare senza riserve l’applicazione del famigerato articolo 9.

Come tutti sanno, il concetto maroniano legato indissolubilmente alla tessera del tifoso è fallito miseramente (le enormi rivolte popolari, le vittorie in sede legale e gli stadi -di ogni categoria- desolatamente vuoti sono lì a dimostrarlo), sebbene in pochi siano disposti ad ammetterlo.

Al contrario, sempre più politici, manager, dirigenti e presidenti, fra i quali molti di quelli che avevano caldeggiato la tessera, stanno cercando di rimediare a tutti i danni causati dalla stessa.

Purtroppo, l’impressione è che molte società (fra cui la nostra) tuttora non riescano -o non vogliano- cogliere il significato intrinseco di questo strumento repressivo e -soprattutto- ignorino i danni subiti dall’introduzione della tessera.

Peggio ancora, alcuni Club utilizzano la tessera come “merce di scambio” o come tentativo di esercitare una qualunque forma di pressione e di controllo nei confronti dei propri tifosi, in particolare di quelli più refrattari e meno condizionabili (questo naturalmente per un puro calcolo egoistico o -semplicemente- per compiacere il Ministro dell’Interno).

Tuttavia, come tutti sanno, sebbene le trasferte siano ancora riservate in maniera esclusiva ai possessori della tessera del tifoso (è solo una questione di tempo, e poi cadrà anche questo tabù), per quanto riguarda il fronte “casalingo” è stato fatto un decisivo passo in avanti.

Infatti, grazie al coraggio di alcune società (in primis la Roma) e alle proteste di moltissime tifoserie, da quest’anno esiste la possibilità di abbonarsi senza dover sottoscrivere la tessera del tifoso (per quello che può valere, già dalla scorsa stagione è arrivato il nullaosta dell’Osservatorio affinché le società possano emettere dei voucher slegati dalla tessera e valevoli per le gare interne).

Sempre più Club stanno appunto adottando una forma di fidelizzazione meno repressiva e sicuramente più libera, quantomeno da ogni dietrologia.

Ci riferiamo naturalmente ai voucher (o “carnet di biglietti”, gli stessi che la società Brescia Calcio aveva adottato nella stagione della serie A 2010-2011).

Come tutti sanno, noi non contestiamo a priori la politica societaria di incentivare la fidelizzazione attraverso l’abbonamento (di conseguenza la tessera) proposto a prezzi stracciati (semmai ci sembra strano il tempismo con cui si sono adottati prezzi così popolari proprio nel momento in cui la tessera riceveva la maggiore spinta mediatica/istituzionale/commerciale).

Non siamo qui nemmeno a dare giudizi sommari su chi ha tollerato fino ad oggi -e sosterrà in futuro- questa decisione (abbiamo espresso le nostre perplessità in più di un’occasione e in tempi non sospetti, senza alcuna intenzione moralista e nell’interesse unico della Leonessa).

In un momento per così dire: catartico, ci chiediamo però il motivo per cui non si voglia dare inizio a una nuova, attenta valutazione nei confronti di coloro che per una scelta di cuore, di principio, di Libertà e di coscienza (e non certo di convenienza, visto che l’hanno scorso i non tesserati hanno speso più di trecento euro per seguire il Brescia a Mompiano e hanno dovuto astenersi da tutte le trasferte) hanno deciso di rinunciare ai presunti vantaggi portati dalla tessera del tifoso.

Sinceramente, non sappiamo dirvi se sia peggio un Ministro dell’Interno che sovverte la Costituzione e -con essa- i diritti e le tradizioni di milioni di tifosi italiani, oppure una società che cerca di obbligare i propri tifosi a tesserarsi attraverso l’incentivo dell’abbonamento e la minaccia di pagare un biglietto per il settore più popolare fino a venti euro (naturalmente più diritti di prevendita durante la settimana, e più cinque euro il giorno della partita!!!)

Come tutti sanno però, trasferte e abbonamenti legati alla tessera del tifoso sono diritti negati e non -come vogliono farci credere- vantaggi acquisiti tramite un mero bancomat!

Come tutti sanno, la passione, l’attaccamento, il senso di appartenenza e la fede non si misurano attraverso una fidelizzazione tanto aberrante quanto pericolosa.

Come tutti sanno, ci dispiace constatare che la nostra società, nonostante tutto, continui a non aprire gli occhi e a non fare i propri interessi, come la logica e -soprattutto- il buon senso consiglierebbero.

Sia chiaro: noi oggi non siamo qui per fare gli interessi del nostro piccolo, grande gruppo.

Semplicemente siamo qui nel tentativo di far rinsavire una società poco lungimirante che, avanti di questo passo, condurrà tutti alla rovina.

Siamo qui in particolar modo per l’ultimo, strenuo tentativo di difendere i diritti di tutti i tifosi biancoblu.

Come tutti sanno, noi non siamo a chiedere biglietti gratis. Non vogliamo nemmeno un gesto caritatevole.

Essendo stanchi di subire questo indegno teatrino, siamo a chiedere semplicemente rispetto per tutti e la possibilità di decidere se sottoscrivere o no un surrogato dell’abbonamento (il “carnet di biglietti” o voucher, per intenderci), di farlo in piena autonomia e libertà di coscienza e senza per questo essere messi alla gogna.

Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 4/08/2012

 *a fronte di quattro, cinque mila tesserati, se ne calcolano circa quindicimila non tesserati

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