No D.A.SPO. Festival – 02 maggio 2014

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No D.A.SPO. Festival

Chi ci conosce sa che -da sempre- siamo in prima linea contro ogni forma di repressione; per questo abbiamo deciso di dedicare una serata della nostra festa a un argomento di forte attualità: il D.A.SPO.

Introdotto come “strumento” di prevenzione alla fine degli anni ottanta grazie a una delle tante leggi speciali ideate dallo Stato italiano, fin da subito il D.A.SPO ha suscitato molte polemiche riguardo alla sua presunta costituzionalità.

Negli anni è stato poi affinato e trasformato in uno strumento “infallibile”, utilizzato sempre più spesso per togliere di mezzo -anche per lunghissimi periodi- tutti quegli “elementi” scomodi che, per natura, per orgoglio, per un senso di Giustizia innato, non hanno mai piegato la testa e -allo stesso tempo- hanno contrastato questo sistema liberticida.

Per chi ancora non lo sapesse, il D.A.SPO., acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, è un provvedimento amministrativo (detto anche diffida) emesso solitamente dalle Questure italiane per limitare la libertà di “azione” di quei soggetti ritenuti socialmente pericolosi, oppure semplicemente sospettati di aver commesso qualche reato in ambito sportivo, non necessariamente calcistico.

Di fatto, il D.A.SPO. nega la possibilità di partecipare a determinati eventi all’interno dei quali -in precedenza- ci si è resi protagonisti, non necessariamente in maniera negativa o violenta.

Perché sia emessa una diffida a carico di chicchessia, infatti, non sono necessarie responsabilità accertate, prove inconfutabili, Tribunali/Giudici imparziali, ecc.; basta una semplice denuncia (o perfino una relazione di servizio) per vedersi appioppata una pena accessoria, che può arrivare fino a cinque anni d’interdizione dagli stadi con doppia firma!

Il danno diventa massima beffa nel caso in cui lo “sventurato”, a distanza di anni e dopo un regolare processo, è assolto da un Giudice neutrale, magari con formula piena (accade nella stragrande maggioranza dei casi).

Infatti, nonostante la sentenza favorevole, il cittadino italiano avrà già scontato la diffida per intero.

E se pure avesse fatto fin da subito un -costosissimo- ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di competenza, magari vincendolo, sarebbero comunque passati dei lunghi mesi di sofferenza, durante i quali la libertà personale è stata ridotta sensibilmente.

Detto ciò, tutti possono capire le “potenzialità” (e soprattutto la pericolosità) di uno strumento spacciato come innovativa forma di prevenzione, e trasformato in un micidiale dispositivo utile a reprimere ogni forma di pensiero in contrasto col sistema.

Per questo, dopo anni di sperimentazione e perfezionamento fatto sulla pelle degli Ultras (calcio, basket, volley, hokey, rugby, ecc., poco importa), oggi il D.A.SPO. è sempre più spesso applicato in contesti diversi da quello sportivo, magari “accompagnato” anche da un foglio di via dalla propria città.

E il motto: “Oggi per gli Ultras, domani per tutta la città!”, coniato una decina di anni fa, ora è più che mai d’attualità.

Purtroppo, nessun cittadino italiano è al riparo da questa moderna forma di repressione e di ricatto, ma tutti possono fare qualcosa affinché non sia applicata con troppa facilità e secondo schemi prestabiliti, a prescindere dalle reali responsabilità di ognuno.

Noi, durante questa festa, lo faremo anche attraverso la musica.

E tu?

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Per chi volesse approfondire l’argomento: http://www.studiolegalecontucci.it/daspo.html

Jack Holmes

Se vi aspettate un songwriter che v’incanti con una serenata sdolcinata, la voce angelica e virtuosismi di chitarra, Jack Holmes non fa al caso vostro.

Nato e cresciuto in Inghilterra e ora trapiantato a Vienna, questo ragazzo interpreta il ruolo del cantastorie folk filtrandolo attraverso l’energia del punk più ruvido allo stesso tempo più melodico.

Plan De Fuga in reggae – Rebel Music

I “Rebel Music” sono il progetto parallelo dei “Plan de Fuga”, dedicato alla reinterpretazione in chiave rock-reggae di un’interessante selezione di brani di Bob Marley.

Il concetto alla base non è quello di una semplice tribute band, ma di una formazione che desidera divulgare il messaggio musicale e sociale dell’artista, arricchendo il sound con contaminazioni rock, funk, psichedeliche e lasciando spazio a sperimentazioni strumentali e improvvisazione.

La band è composta dai quattro membri dei “Plan de Fuga”, più una corista e un trombettista appartenenti alla scena musicale bresciana.

Il sound dei “Rebel Music” è Hard Reggae e a breve la formazione si vedrà impegnata nella produzione dei primi pezzi originali.

 

 

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