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Leggi il comunicato del 14/07/2025: https://brescia1911excurvanord.net/2025/07/15/comunicato-siamo-gli-ultras-e-canteremo-cosi/
Comunicato: āLāabito non fa il monacoā


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šø Un sorriso non può che scappare, non fossāaltro che per lāironia della sorteā¦
šø In ogni caso, pensiamo che sia stato ampiamente dimostrato che il Salò, con la sua matricola e con la sua storia (rispettabilissima), non potrĆ mai essere il vero Brescia Calcioā¦
šø Mossa questa piuttosto azzardata e contradditoria, considerata il giudizio sempre più radicato – e sempre meno lusinghiero – rivolto allāex presidente del Brescia FC, che molti vorrebbero vedere fallito miseramente, e con lui il vecchio Brescia Calcioā¦
šø CosƬ come lāabito non fa il monaco, lāeventuale cambio di logo e casacca non restituirĆ la storia e il palmarĆØs del vecchio Brescia Calcioā¦
šø Per quanto riguarda la storica matricola in possesso di Cellino, ci sentiamo di asserire che ben difficilmente il āsalvatoreā la potrĆ rilanciare, sempre che sia sua intenzione farlo, naturalmenteā¦
šø PerchĆ© bisognerebbe scegliere fra la – corrente – matricola del Salò, e quella – per ora – congelata del vecchio Brescia Calcio (a meno che naturalmente il āsalvatoreā non faccia unāaltra fusione!).
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Comunicato: āDi doman non cāĆØ certezzaā¦ā


Solo Brescia
ādi doman non cāĆØ certezzaā¦ā
āQuant’ĆØ bella giovinezza che si fugge tuttavia…
Chi vuol esser lieto, sia!ā
Cara Sindaca, considerato lāevolversi della situazione calcistica a Brescia, e vista la scelta politica discutibile – per usare un eufemismo – del Suo Comune, non potevamo che fare un raffronto con uno dei politici italiani più amati del secolo scorso: Sandro Pertini.
Per i suoi trascorsi, per le sue battaglie, per il suo coraggio, per la sua onestĆ , per il suo esempio, per il suo spessore, e soprattutto per la sua coerenza e i suoi pensieri di libertĆ , Pertini ĆØ stato rispettato in maniera trasversale da molti, se non da tutti, e non sarĆ mai dimenticato.
Sandro Pertini è stato il Presidente della gente, il Presidente ribelle, il Presidente dei Mondiali di calcio del 1982, per intenderci, e lottò per tutta la vita senza mai tradire gli ideali in cui credeva.
Un grande uomo, e soprattutto un tifoso di calcio vero, che non avrebbe mai barattato la sua fede e la sua passione per una misera categoria, proprio come ha fatto qualche politico di nostra conoscenzaā¦
Certo, allora gli statisti erano fatti di unāaltra pasta, e il āfootballā era a misura di tifoso (non di clienti usa e getta), e non era ancora stato trasformato in uno sport televisivo e dāĆ©lite, vittima di demagoghi e di scaltri opportunisti.
Purtroppo, con la trasformazione del calcio, sono stati āconvertitiā anche molti tifosi, a cui le bandiere, i colori sociali, e la storia del proprio Club interessano ormai poco o niente, soprattutto di fronte alle facili vittorie e alle categorie di un certo tipo.
Non ĆØ un caso se oggigiorno i presidenti come Cellino – o come il āsalvatoreā – spadroneggiano senza alcuna opposizione, o addirittura con la complicitĆ della stampa (altra nota dolente) e della politica nostrana, appunto, mai come in questa fase in cerca di facili consensi e di autocelebrazioni imbarazzanti.
Cara Sindaca, in un celebre discorso, fatto di fronte a una platea di studenti, sembra che Pertini citò i versi di Lorenzo deā Medici (quelli di inizio comunicato, per capirci).
Non per esaltare la āspensieratezzaā suggerita dalla poesia suddetta, ma piuttosto per rimarcare e stimolare lāimpegno sociale degli studenti stessi: āIo questo non ve lo dico, giovani. Io vi dico, invece, preparatevi un domani migliore. Preparatevi un domani di libertĆ , un domani di giustizia sociale, in cui voi possiate veramente essere i protagonistiā¦ā
Di Sandro Pertini restano anche questi discorsi memorabili, ma soprattutto resta il ricordo di un grande politico e di un grande tifoso, come evidentemente non ce ne sono più.
Oltretutto, spesso ĆØ citato – a sproposito – proprio da quegli stessi governanti che ne tradiscono poi la memoria, proprio come Lei, cara Sindaca, ha tradito la nostra Maglia.
Di fronte a lui, molti di noi si sentono davvero piccoli, altri si dovrebbero sentire minuscoli, per non parlare di chi si dovrebbe sentire un⦠microbo.
Cara Sindaca, mentre si gode questo momento di magnificazione collettiva e di autoesaltazione popolare, per tutti noi inspiegabili e per certi versi inopportuni, soprattutto perchĆ© il Brescia Calcio 1911 – o ciò che ne ĆØ rimasto – potrebbe sparire definitivamente da un giorno allāaltro, rifletta su cosa avrebbe davvero potuto fare per tutti i tifosi della Leonessa dāItalia (salvare la sua storia calcistica centenaria, ad esempio).
E si rammenti: se Pertini – calcisticamente parlando – sarĆ ricordato per la partita a scopone scientifico giocata durante il viaggio di ritorno in aereo dalla Spagna, Lei potrebbe essere ricordata – calcisticamente parlando – per aver affossato le nostre speranze, e con esse la vera storia del Brescia Calcio 1911.
In ogni caso, se è vero che la ruota gira per tutti, e la coscienza non fa dormire sonni tranquilli, è altrettanto certo che il Brescia non sarà mai morto finché noi saremo ancora vivi!
Inoltre, per quanto remota, rimane sempre la possibilitĆ che la matricola del Brescia Calcio 1911 (quello momentaneamente di Cellino, per intenderci), sia āscongelataā prima di unāeventuale fallimento/liquidazione.
E a questo punto della storia, questo sarebbe il vero e unico Brescia Calcio 1911!
Cara Sindaca, sappia perciò che il nostro amato Brescia potrebbe ancora risorgere dalle ceneri a cui molti lāhanno destinato.
Se ciò accadesse, per tutti noi finirebbe un incubo, mentre per chi – come Lei – sostiene che il Salò ĆØ il Brescia a tutti gli effetti, dando per assodata – e in maniera prematura – la scomparsa della vecchia Leonessa, potrebbe essere un ritorno alla realtĆ particolarmente doloroso e imbarazzante.
Fra le altre cose, infatti, molti capirebbero di essere stati ingannati spudoratamente!
Cara Sindaca, a volte nella vita bisogna solo avere pazienza⦠e noi in questi ventisei anni ne abbiamo sviluppata a tonnellate.
In particolare, abbiamo capito una cosa che la politica, la stampa e gran parte della societĆ hanno dimenticato con una facilitĆ disarmante: per non sbagliare, a volte basta fare la cosa giusta!
E la scelta che abbiamo fatto non appena abbiamo capito che il Brescia rischiava di sparire, ĆØ stata la più onesta possibile (anche perchĆ© era lāunica via percorribile, almeno dal nostro umile punto di vista).
Purtroppo, come ben sappiamo, non tutti lāhanno capita e apprezzata.
A dire il vero, come Lei ben sa, qualcuno lāha perfino osteggiata, a dimostrazione che il mondo gira ormai al contrario.
Cara Sindaca, non siamo in cerca di vendetta, e speriamo vivamente di esserci sbagliati (saremmo i primi a imporci un mea culpa).
Però si ricordi che molto spesso, chi ha troppa fretta di giungere al successo, chi rincorre le vie più facili e ragiona per convenienza, chi si āinebriaā o si esalta fuori misura, chi sparge veleno per screditare i propri āavversariā, a un certo punto del percorso può essere che abbia di che pentirsene amaramente.
Cara Sindaca, si goda il momento fino in fondo!
Per quello che vale, però, sappia una cosa: se Cellino non è mai stato il nostro presidente, Lei non sarà mai più la nostra Sindaca.
āA brigante⦠brigante e mezzo!ā
Ultras Brescia 1911 ā Azioni di disturbo
Brescia 09/09/2025
Comunicato: āBortolotā

āBORTOLOTā
GLI ULTIMI BALUARDI!
Tra pochi giorni, il 2 settembre, ricorre lāanniversario della morte di Edoardo Bortolotti, per tutti Edo.
Su di lui si è detto e scritto molto, quindi non vorremmo aggiungere altro (anche perché si rischierebbe di scadere nella retorica).
Però, in questo momento cosƬ drammatico per il Brescia Calcio, che rischia di sparire per sempre, una cosa bisogna avere il coraggio di dirla: Edo ĆØ stato un grande tifoso biancoblù, dentro e fuori dal campo, e per come lāabbiamo conosciuto noi, con ogni probabilitĆ oggi sarebbe al nostro fianco in questa battaglia di dignitĆ e di passione.
Edo era molto attaccato ai colori e alla storia del Brescia, infatti, ed era lontanissimo da quel concetto di calcio moderno che sta prevalendo in questi mesi anche nella nostra cittĆ , e che giĆ allora si intravedeva fra le righe.
Edo era un ribelle, nel senso più nobile del termine.
Oltre ad avere indossato con estremo orgoglio la maglia del Brescia Calcio per diverse stagioni, infatti, ha sempre onorato i suoi colori anche fuori dal campo.
Quando non giocava, seguiva di fatto la Leonessa sugli spalti, in casa e soprattutto in trasferta, con i suoi amici e con tutti gli altri tifosi che in quegli anni affollavano il Rigamonti, e che dimostravano ogni volta una MentalitĆ unica, fuori dagli schemi canonici.
Una MentalitĆ storica, molto apprezzata dagli Ultras di tutta Italia (alcuni lāhanno presa dāesempio), che evidentemente si ĆØ dispersa, almeno negli ultimi tempi.
Per questo, quando nei prossimi giorni leggerete articoli o commenti su Edo, non dimenticate chi fosse veramente: un uomo, un giocatore, una bandiera, un Ultras (nel suo valore più autentico), un amico.
Uno di noi, per intenderciā¦
Purtroppo ce ne sono stati pochi di Calciatori – nati a Brescia – cosƬ attaccati ai colori biancoblù come lo era Edo.
Ci vengono in mente Roberto De Zerbi, Marco Zambelli, i gemelli Filippini, Stefano Bonometti, Egidio Salvi, e pochi altri.
Di certo, se non arginiamo questa deriva calcistica e sportiva, non ce ne saranno mai più.
Inutile dire che lo ricorderemo sempre, al pari di tutti quei ragazzi che ci hanno lasciato prematuramente.
Prima di tutto gli amici! Avanti Brescia sempre!
Ultras Brescia 1911 ā Azioni di disturbo
Brescia 30/08/2025
Comunicato: āBrescia FootBall Clubā

āBRESCIA FOOTBALL CLUBā
OGGI COME ALLORA: āTU SEI LEGGENDA!ā
āLa nostra ĆØ una storia che parla di volontĆ , di comunitĆ , di coerenza, di passione, di fede, di aggregazione, di socialitĆ , di amicizia, di rispetto, di lealtĆ , di desiderio di appartenere a qualcosa che valica il confine dellāordinarioā.
Per non dimenticare⦠per ricominciare: il 17 luglio 1911, in una sala dell’Hotel Panteo, sul centralissimo Corso Gabriele Rosa a Brescia, un gruppo di giovani appassionati decide di unire le forze. Nasce cosƬ il Brescia Football Club.
Pippo Coppi assume la presidenza; Franco Apollonio sarĆ il vice.
Decidono per i colori sociali: blu oltremare e arancio a righe verticali (la leggenda narra che sia stato un errore di stampa, più che una scelta consapevole).
La grande āVā bianca sarĆ introdotta solo nel campionato 1927/1928, con ogni probabilitĆ per omaggiare la societĆ Virtus (oppure la Voluntas, o forse entrambe).
Le prime partite sono giocate su un campo in terra battuta fuori dalle mura.
Il primo campo da gioco ufficiale sarĆ in via Milano, dove si disputano alcune amichevoli, per poi iniziare il campionato in Terza Categoria.
Nel frattempo, i soci fondatori raccolgono fondi fra piccoli imprenditori locali.
Bigio Vielmi, oltre ad essere uno dei fondatori, ĆØ anche uno dei protagonisti degli albori.
A tratti attaccante, altre volte centrocampista, altre volte ancora difensore.
TotalizzerĆ 42 partite tra Terza Categoria, Promozione e Prima Categoria, mettendo a segno 16 gol.
RimarrĆ un simbolo dellāattaccamento sincero alle origini, e ai valori di quelle prime generazioni.
Per poter partire, i calciatori mettono in comune scarpe usate e divise rattoppate.
Lāintera cittĆ si stringe attorno a quel simbolo, giĆ carico di storia.
La coesione tra operai, studenti e artigiani forgia lāanima delle āRondinelleā.
E sebbene fosse ancora tutto molto incerto, la voglia di non mollare era giĆ concreta.
E proprio da quella determinazione scaturiscono le prime vittorie, e nasce il carattere battagliero e risoluto della āLeonessaā e dei suoi tifosi.
Virtù che consacreranno il Brescia Football Club come punto di riferimento per la città , e lo accompagneranno per tutti i 114 anni della sua storia.
Per finire, sarebbe utile ricordare al mondo che nella classifica stilata dalla FIGC denominataāTradizione Sportivaā, che valuta le societĆ professionistiche italiane in base alle partecipazioni ai campionati e ai titoli vinti, il Brescia occupa una posizione di rilievo, grazie alla sua lunga storia e continuitĆ nel calcio nazionale (si parla del 15° posto, almeno fino allāanno scorso).
Caro mio amato Brescia, per tutto questo – e molto altro ancora, ci domandiamo come sia possibile lasciare che tu muoia cosƬ, lentamente, e in questa maniera tragicomica; lasciar finire la tua storia, che ĆØ stata di molti, se non di tutti; seguire unāaltra squadra che non abbia il tuo passato; fingere di tifare per te, anche quando tu non ci sarai più.
PerchƩ, comunque vada, io ti amo! Avanti Brescia sempre!
Ultras Brescia 1911 ā Azioni di disturbo
Brescia 28/08/2025






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