Comunicato: “Tutti a Bari? Magari!”

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Tutti a Bari? Magari!

Cronaca di una trasferta annunciata… e mai realizzata

Mentre il “nostro” presidente si impegna in maniera magistrale nel gettare scompiglio fra le fila, nel destabilizzare l’ambiente, nel delegittimare l’allenatore -o gli allenatori, nel buttarla in caciara e perfino in scaramanzia, nel cercare di cambiare la nostra storia, nel farneticare di ipotetiche violenze, di capitani mancati, e di obiettivi ridimensionati, la tifoseria (o almeno una sua parte) riceve l’ennesimo schiaffo  -morale- tra l’indifferenza generale.

Dopo le pesanti e ingiuste diffide di Foggia e il divieto per la trasferta di Perugia (che hanno toccato tutta la tifoseria, bisogna dirlo), arriva puntuale pure il veto -ai non tesserati- per la trasferta di Bari.

Dopo una settimana in cui false notizie di ipotetiche riaperture si rincorrevano senza troppo clamore, alla fine siamo stati costretti ad annullare ogni mezzo ritenuto utile -e prenotato con largo anticipo- per raggiungere il capoluogo pugliese; questo naturalmente ha causato pesanti disagi (soprattutto di natura lavorativa ed economica), e un gran giramento di palle.

Con ogni probabilità non ci abbiamo rimesso tanto quanto il Brescia Calcio per il suo celebre Charter; in ogni modo a nessuno piace buttare soldi di cassa o di tasca propria nel cesso, soprattutto se questo avviene a causa del menefreghismo della propria società, che al contrario dovrebbe (sottolineiamo il condizionale) far di tutto per avere al seguito della squadra il maggior numero di tifosi possibile, specialmente in momenti delicati come questo.

Cosa che ha fatto ad esempio il Foggia Calcio proprio nell’ultima giornata appena disputata per la trasferta di Parma, vietata inizialmente ai tifosi non tesserati, poi aperta secondo giustizia -e magicamente- a tutti.

Ce ne sarebbero tanti altri di casi da citare, ma non vogliamo umiliare ulteriormente Cellino & C.; in particolare non vogliamo scadere descrivendo solo il danno materiale subito.

Infatti, questa assenza societaria totale riguardo a una decisione parsa a tutti assurda e penalizzante, nasconde -ai meno attenti- anche un risvolto più romantico e passionale, questo sì violato ripetutamente nel corso degli anni.

Ci riferiamo a quegli aspetti, quelle peculiarità riconducibili al solo mondo Ultras; caratteristiche che hanno spinto -da sempre- i tifosi biancoblù a seguire la Leonessa d’Italia in ogni categoria, con qualsiasi risultato e in maniera completamente disinteressata, almeno da un punto di vista economico.

Una passione, una Mentalità, una fede inossidabile che fino all’ultimo ci hanno fatto sperare di andare anche a Bari, nonostante tutto e tutti.

Forse alla fine non saremmo stati poi così in tanti a Bari; e visto e considerata la situazione disarmante creatasi negli ultimi tempi, sicuramente non avremmo potuto fare la differenza come avremmo voluto, almeno da un punto di vista calcistico.

In ogni caso avremmo potuto far valere i nostri sacrosanti diritti (che dovrebbero valere per tutti, non lo dimentichiamo mai) stando al fianco di ciò che più ci rappresenta in questo momento: la Maglia biancoblù.

Per chiudere, dopo sette anni di rinunce “forzate”, a qualcuno il nostro “sfogo” potrebbe sembrare un semplice capriccio, o peggio ancora un pretesto per contestare la società.

Ricordiamo a tutti, però, che oltre ad essere una palese violazione dei diritti costituzionali, questo divieto è stato il frutto dell’incapacità cronica di una società che si affida per scelta, e non certo per costrizione, a persone evidentemente inadeguate (per usare un eufemismo), disinteressate, o peggio ancora contrapposte ai nostri valori e ai nostri voleri.

Non per niente, unico caso in Italia e nel mondo, lo SLO in carica attualmente al Brescia Calcio (colui cioè che dovrebbe per primo interessarsi ed eventualmente risolvere certe situazioni critiche riguardanti la tifoseria) è lo sbirro che ci ha fatto diffidare in modo pretestuoso per la famosa trasferta di La Spezia/Sarzana (vi ricordate tutti come è andata a finire? Quasi un anno di diffida con firma, la solita gogna mediatica e ricorsi al TAR ampiamente vinti, ma che nel frattempo hanno necessitato l’impegno di migliaia di euro).

Ancora una volta grazie, Brescia Calcio! No alla tessera!

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 26/03/2018

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