Brescia vs Siena 2013/2014: il resoconto

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“La Libertà non ha aggettivi!”

Su la testa, Ultras! – Durante tutti questi anni, sono state cancellate molte delle tradizioni e delle dinamiche che hanno reso il football così popolare.

La sua storia, la sua vera essenza sono state stravolte completamente, e il suo valore è stato impoverito con poca abilità -e molta avidità- da chi ha non ha saputo raccogliere l’eredità di presidenti dalla coscienza forse non cristallina, ma di certo molto più lungimiranti e rispettosi dei propri tifosi.

Non tutti si ricorderanno di presidenti come Rozzi (Ascoli) e Anconetani (Pisa), vere e proprie icone di un calcio che fu; non certo dei santi, ma capaci di valorizzare l’enorme patrimonio sociale che da sempre accompagna le sorti di una squadra di calcio, e di coinvolgere e far sognare intere città di provincia nonostante le accompagnasse il fato avverso (proprio come oggi, anche allora era già tutto deciso).

Poi tutto è cambiato.

Con l’avvento di alcuni scaltri presidenti, ai quali poi si sono accodati quasi tutti, dalla metà degli anni novanta la televisione a pagamento ha soppiantato -nella scala di valori di questi nuovi manager rampanti- anche le tifoserie più calde e passionali.

Paradossalmente, proprio coloro che avevano contribuito a far diventare il calcio così popolare e unico (gli Ultras!), sono diventati improvvisamente scomodi e -soprattutto- pericolosi.

Così come il calcio di una volta, anche il mondo del tifo organizzato è stato per questo stravolto, umiliato, condannato e ridotto a una mera comparsa, accettata spesso da molti con sufficienza (salvo poi essere utilizzata nelle sue forme più “colorate” per spot e campagne abbonamenti).

Ogni azione -degli stessi Ultras- portata in contrapposizione alla morale comune, oppure non concordata, è punita con il massimo della pena e senza possibilità di replica.

Non potendo comprarci (almeno non tutti), i politici attenti agli interessi delle grandi società piuttosto che al valore sociale/aggregativo degli stadi e -in particolare- delle Curve, hanno pensato bene di promulgare ogni sorta di legge speciale nel tentativo di annientare completamente ogni nostra forma di resistenza.

Così, nell’arco di almeno vent’anni, siamo diventati dei veri e propri fuorilegge in qualunque nostra espressione, anche in quelle non violente.

A questo punto, non ci resta che combattere fino alla fine.

Avanti Ultras!

 Brescia vs Siena – Al contrario, ciò che non è mai cambiato in tutti questi anni è l’atteggiamento (provocatorio, ambiguo, arrogante, ricattatorio, ecc.) avuto nei nostri confronti da alcuni rappresentanti delle Istituzioni.

Ci riferiamo in particolar modo a chi “osserva” la tifoseria più da vicino, capace di sviolinate -inutili e contraddittorie- in tempi di “pace”, oppure di patetiche rappresaglie quando il gioco si fa duro (proprio come durante l’ultima partita di campionato).

Evidentemente, dopo venticinque anni di repressione caratterizzati da denunce, diffide (spesso inventate di sana pianta) e perfino da arresti strumentali, c’è ancora chi pensa -o spera- di soggiogare la nostra volontà/ragione attraverso certi ripieghi meschini, frutto di un potere conferitogli non da un essere divino, bensì da governanti servili e ignoranti.

Politici che potranno forse regalargli una fulgida carriera, ma che non potranno mai garantirgli il nostro rispetto.

“Non potranno mai toglierci il rispetto per noi stessi, se non saremo noi a darglielo.”

Grazie a tutti per la solidarietà – Quello che ci tocca subire sempre più spesso all’interno -e all’esterno- degli stadi, è una sorta di delirio d’onnipotenza che si sta consumando sotto gli occhi attoniti di attori e comparse.

Un’esaltazione che investe molti sedicenti “tutori” dell’ordine (se non fosse per la sua pericolosità, questa situazione si potrebbe definire quantomeno grottesca), bravissimi a reprimere, ma incapaci nel comprendere e nell’agire secondo coscienza.

Perfino la stampa locale ha capito fino a che punto possa spingersi la mania di grandezza assoluta di alcuni personaggi, pronunciandosi al riguardo.

Sempre non a caso, anche qualche tesserato del Brescia Calcio ha voluto esprimere -seppur timidamente- il proprio sconcerto.

Per non parlare di chi oggi vive -e fa vivere- la Curva Nord del Rigamonti, vittime essi stessi dei “geni” succitati e -molto probabilmente- proprio per questo fra i più decisi e chiari nel portare solidarietà al nostro gruppo.

“L’odio non sempre nuoce a chi è odiato…”

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 31/10/2013

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