San Filippo – Contestazione al Brescia Calcio: le foto e il resoconto


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San Filippo: cronaca di una protesta annunciata

Voucher, abbonamenti, diritti, rispetto, tattica, annunci, rinforzi, tabù, qualità morali e attributi fisici…

Manca meno di un mese all’inizio della nuova stagione, e a Brescia, come tutti gli anni, la storia si ripete: rosa corta e incompleta, promesse di rinforzi, annunci eclatanti, attese umilianti, giocatori venduti per fare cassa (oltretutto a dirette concorrenti), ruoli -di conseguenza- vacanti, allenatori validi e professionisti storici (tutti con meriti oggettivi, non solo nominali) allontanati senza troppi scrupoli e spiegazioni, discriminazioni in seno alla tifoseria, ecc.

Tutto questo naturalmente sembrerebbe non avere molta importanza per la maggior parte dei tifosi biancoblù e dei giornalisti sportivi (purtroppo, anche in questo caso la storia si ripete), almeno in questa fase dove molti hanno la testa ormai in vacanza e la stampa evita accuratamente di riportare la realtà delle cose, alimentando così le facili illusioni (e sebbene qualcuno cerchi di mantenere i piedi per terra, non si capisce mai se lo fa convintamente o semplicemente per non apparire troppo filo-societario).

Meglio infatti parlare di tattica, di metodi di allenamento, di celebrazioni e di presentazioni, di nuovo e vecchio stadio, piuttosto che portare qualche critica dura (ma costruttiva) a una società che ha dimostrato all’intera comunità, e in non poche occasioni, tutti i suoi limiti strutturali, caratteriali e morali.

Meglio convincersi che il prossimo campionato sarà -per forza di cose- di alto livello, piuttosto che parlare della prima, vera contestazione portata al Brescia Calcio S.pA.

Una contestazione che di tecnico ha ben poco, sia chiaro.

Una protesta forse soft, di certo annunciata, che aveva lo scopo di ribadire un concetto per noi fondamentale: un pensiero -un tempo condiviso- basato sull’uguaglianza e sul rispetto per tutti i tifosi e per tutti i settori dello stadio, senza distinzione (per i meno attenti, infatti, dopo l’introduzione della tessera del tifoso -e in alcuni casi anche molto prima- è stata introdotta una nuova forma di discriminazione “legalizzata”, atta a favorire i possessori della tessera del tifoso e ad emarginare chi invece l’ha rifiutata, e questo a prescindere dalle intenzioni, dalla sensibilità e dalla volontà degli uni e degli altri).

In ogni caso, giusto per la cronaca, ieri (giovedì primo agosto 2013), durante l’orario lavorativo, una trentina di tifosi appartenenti al gruppo Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord hanno varcato le soglie del Brescia Calcio, una sede che, per quanto fittizia (tutti ormai sanno che le decisioni importanti non sono prese in Via Bazoli, ma piuttosto alla Saniplast, altra distorsione mentale della famiglia C.), per molti di noi rimane il simbolo societario e il canale ufficiale attraverso il quale far arrivare le nostre opinioni (certo sarebbe stato più facile e “redditizio” chiamare qualche dirigente bendisposto per raggiungere il nostro scopo, ma certi metodi -e alcuni personaggi- hanno cominciato a schifarci nel profondo).

Ovviamente, a conferma della miserevole fama acquisita negli anni dai dirigenti del Brescia Calcio, ad attenderci non vi era nessun responsabile con carica decisionale, e ciò nonostante (o proprio per questo?) avessimo annunciato la nostra “incursione”.

Preparati ormai alla pochezza di questa società, ci siamo limitati ad esporre le nostre ragioni a F. T., un dipendente della società che ha dimostrato -quantomeno- di avere più coglioni dei suoi emeriti superiori.

Senza troppe illusioni, abbiamo snocciolato -una dopo l’altra- tutte le questioni a noi più care, con particolare attenzione al fatto che anche quest’anno il voucher costerà molto di più dell’abbonamento.

Naturalmente non proviamo nessuna invidia nei confronti dei tesserati che godono di un “contratto” particolarmente vantaggioso con il Brescia Calcio (ci riferiamo alla definizione di abbonamento data dalla stessa società), almeno dal punto di vista economico. Al contrario, ci auguriamo che questo rapporto continui all’infinito e -soprattutto- non sia svalutato nel caso in cui si raggiunga la massima serie.

Allo stesso modo però, ci piacerebbe che la società, dopo aver violato il tabù tessera/voucher e fatto un primo importante passo (realizzazione del piano voucher, appunto, sebbene a un costo doppio rispetto all’abbonamento), ne faccia finalmente un altro, forse anche più rilevante: voucher allo stesso prezzo dell’abbonamento (chiaramente, come abbiamo sempre precisato, non deve esserci una sorta di rincaro dell’abbonamento per raggiungere questo obiettivo!).

In definitiva, chiediamo semplicemente di non essere trattati come “appestati”, bensì come dei normali cittadini/tifosi che pur facendo una scelta di coscienza (e non certo di convenienza), hanno dimostrato di amare e sostenere la Leonessa con la stessa intensità e partecipazione di chi, per varie ragioni, ha deciso di sottoscrivere la tessera del tifoso con la conseguente possibilità di abbonarsi.

Non siamo a chiedere carità o privilegi di sorta (li abbiamo sempre rifiutati, anche quando le forze in campo erano molto diverse), bensì quel rispetto che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto umano, anche di quello più tribolato.

Un rispetto che alla luce dei fatti viene “concesso” a molti, ma evidentemente non a tutti.

Inoltre, ci siamo permessi di far notare alla società un fatto indiscutibile e non certo trascurabile: la tessera del tifoso ha forse arricchito qualche grande club, ma di certo ha danneggiato (non solo economicamente) le piccole società come la “nostra”.

E proprio in virtù di queste considerazioni, negli stessi interessi del Brescia Calcio, dei dirigenti attenti e lungimiranti avrebbero dovuto invertire la rotta e incoraggiare la propria tifoseria ad abbandonare la tessera del tifoso (i “surrogati” della tessera esistono e si stanno consolidando dappertutto), facendo così ritorno a un passato più proficuo, partecipato e moralmente più elevato.

Buon campionato a tutti, e non dimentichiamo: rispetto porta rispetto!

Potrà cambiare la storia, ma mai la nostra memoria: noi non dimentichiamo!

 Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 02/08/2013

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