Oggi conferenza stampa di Paolo Scaroni presso lo studio legale dell’Avvocato Alessandro Mainardi.
“E il collegio ribadisce che a sfondare la teca cranica non fu un martello, tantomeno un sasso (come ha sostenuto la Questura fin dalla sera di quel 24 settembre 2005) e nemmeno l’urto con la parete di un vagone (come ha affermato l’ispettore della Digos nel corso del dibattimento) o «impattando con gli scalini di un vagone». Nessun dubbio: Paolo fu colpito selvaggiamente con i manganelli impugnati al contrario da un gruppo di poliziotti…”
Fabiana Marcolini “L’Arena .it”


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