Brescia vs Ternana – Resoconto

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In alto i cuori, per i nostri colori! – Una settimana difficile per i nostri eroi e per Mister Calori.Dopo il pareggio in casa con la Pro Vercelli e -soprattutto- all’indomani di quello con il Cittadella, avvenuto -quest’ultimo- lontano dal nostro amato Rigamonti (e quindi anche dai nostri sguardi e dai nostri cuori mai tesserati), nello spogliatoio biancoblu si cerca il classico capro espiatorio e si scatena -manco a dirlo- il toto allenatori.

Pur rispettando le opinioni di tutti, in particolare di quelli che ogni anno sborsano un sacco di euri per vedersi la partita, ci sembra quantomeno affrettato (se non ingiusto) sparare già nel mucchio, anche perché tutti sapevamo -fin dall’inizio- quanto limitata potesse essere la rosa allestita per l’occasione (campionato 2012/2013, per intenderci).

Di conseguenza, cali fisici e di tensione agonistica erano stati ampiamente previsti e calcolati perfino dai meno esperti, come del resto si erano messi in conto possibili infortuni, espulsioni, malanni, torti arbitrali, etc.; tutti “contrattempi” questi che da sempre segnano pesantemente e in maniera fatale il cammino delle squadre più “piccole” e meno attrezzate.

Senza nulla togliere alle capacità, all’impegno e alle virtù dei nostri eroi, e -parallelamente- senza voler diffondere alibi a sproposito, bisogna avere il coraggio di ammettere che rispetto alla stagione passata si è fatto un altro passo indietro, sia dal punto di vista tecnico (delle cessioni, degli “acquisti” e dei tre direttori sportivi è già stato detto tutto, quindi non sprechiamo tempo), sia da quello societario (al fondo non c’è mai fine, evidentemente).

Paradossalmente, le uniche certezze -e le poche soddisfazioni- in questi ultimi mesi sono arrivate proprio da coloro che questa settimana sono stati messi -più o meno velatamente- in discussione.

Parliamo dell’allenatore, ovviamente, ma anche di quei giocatori ormai entrati nella storia del Brescia anche -e soprattutto- per l’attaccamento alla Maglia bianco/arancio/blu.

Cari detrattori, sebbene il pallone sia ancora rotondo, e quindi imprevedibile, sappiate una cosa: ci vorrà quasi un miracolo per raggiungere quei Play-off che lo scorso campionato non abbiamo nemmeno sfiorato.

Sognare non costa nulla, sia chiaro; ma pensare troppo intensamente di avere una squadra allestita per la promozione, potrebbe fare molto, molto male.

Da sempre oltre il risultato…

 Una saga tutta bresciana – Fare il singolo biglietto per vedere giocare la Leonessa a Mompiano è diventata ormai un’impresa titanica.

Come se non bastassero avversari modesti, stadio decrepito, bizzarrie e dichiarazioni autolesioniste del presidente, orari e giorni impossibili, giornate inclementi, etc., a minare la passione -e la pazienza- degli ultimi tifosi rimasti ci si mette anche la società con una “politica” suicida.

Infatti, a chi avesse rifiutato (magari per una questione di principio) la sottoscrizione della tessera del tifoso e quindi dell’abbonamento, oppure non avesse potuto aderire all’iniziativa proposta dal nostro gruppo (magari per una questione economica, considerato che il voucher, costando più del doppio dell’abbonamento, non era di certo fra le soluzioni più allettanti in un momento di crisi come questo), non resta che barcamenarsi nella ricerca del singolo biglietto.

Ricerca che -il più delle volte- si rivela disperata, oltremodo dispendiosa e perfino inutile, poiché per questo campionato il Brescia Calcio ha organizzato, per la prevendita delle partite casalinghe, solamente tre rivendite autorizzate (due in città e una a Travagliato), una delle quali (una catena commerciale) obbliga il potenziale acquirente a sottoscrivere un’ulteriore tessera a pagamento che nulla c’entra con il calcio.

Chiaramente, il Brescia Calcio non si è mai posto il problema, come del resto non si è mai preoccupato di quanta strada, di quanto tempo e di quanto denaro in più si debbano spendere per risalire al ticket tanto agognato.

Come ampiamente dimostrato e dichiarato, ai “nostri” dirigenti interessano soltanto i numeri legati agli abbonati (e chi se ne frega di tutti gli altri), giusto per poterli ostentare e strumentalizzare a piacimento.

Peccato però che i fidelizzati non siano poi così… fedeli, e per capirlo basta guardare lo stadio di recente.

Infatti, giusto per la cronaca, nonostante l’attesa per l’inaugurazione della nuova Curva Nord, le ultime due partite casalinghe sono state seguite al Rigamonti da circa duemilacinquecento tifosi (altro che i cinquemila spettatori dichiarati dalla società!), dato “ufficiale” fornito dai soliti tornelli, per certi versi stramaledetti, per altri invece veritieri e dissacranti.

Come più volte espresso, questo dato va perciò confrontato con quello relativo agli abbonati diffuso -ancora una volta- dalla società (ma a questo punto crescono i nostri dubbi al riguardo), poiché dimostrerebbe -senza possibilità di smentita- che all’appello sono mancati circa la metà dei tifosi fidelizzati, almeno nelle partite suddette.

Una realtà sconcertante (sebbene nessuno -a parte noi- sembra coglierne il significato) che stiamo denunciando da parecchio tempo e che merita una riflessione a parte.

Infatti, questa situazione che sta minando -per ovvie ragioni- il futuro del Brescia inteso come patrimonio sociale (e non come proprietà esclusiva della Famiglia C.), potrebbe dipendere da un unico grande fattore: molti degli abbonati hanno probabilmente deciso di saltare le partite meno “appetibili” e più a rischio… meteorologico, questo anche in virtù del fatto che al fidelizzato “ufficiale”, una partita casalinga della Leonessa costa in media tre euro (mentre chi ha conquistato il voucher spende -per la stessa ragione- più del doppio; quindi, proprio per questo, è presente in una percentuale altissima, almeno da noi).

Una perdita -quella subita dall’abbonato tesserato- sopportabilissima, anche in tempi di crisi profonda come questa.

Una mancanza figlia molto probabilmente della scelta fatta all’origine, quella cioè dettata da una certa filosofia di opportunità piuttosto che di coscienza.

In ogni caso, per quanto assenti essi siano, questa volta sotto accusa non sono certo gli abbonati del Brescia, ma piuttosto le scelte di questa società sempre più miope e ottusa che continua a discriminare e danneggiare i tifosi biancoblu, anziché valorizzarli in toto.

Quindi, se amiamo la Leonessa, francamente riflettiamo…

Corioni Andatevene tutta la vita, non solo il giorno della partita!

 Per non dimenticare – Si avvicina la data del sette dicembre 2012, giorno in cui a Verona si terrà una delle più importanti sedute del processo che vede imputati otto poliziotti del reparto celere di Bologna, accusati di aver ridotto in fin di vita Paolo Scaroni.

Come già detto, ci stiamo organizzando -alla pari di molti altri gruppi Ultras- per essere al fianco di Paolo in quella che potrebbe essere definita la “madre” di tutte le udienze finora avvenute, questo perché sono previste le testimonianze degli indagati, le arringhe finali e soprattutto la sentenza di primo grado.

Nel frattempo, domenica prossima accompagneremo Paolo a Trieste, dove i ragazzi della Curva Furlan hanno organizzato un convegno dedicato alla memoria delle vittime dello Stato.

Una data, quella di domenica, non certo casuale, come del resto la sede della conferenza.

Infatti, l’undici novembre di cinque anni fa veniva assassinato Gabriele Sandri, tifoso laziale, mentre ventotto anni fa, proprio nei pressi del luogo dell’incontro veniva ucciso a manganellate Stefano Furlan, tifoso alabardato.

Oltre a Paolo saranno presenti la mamma di Furlan, gli Ultras della Triestina e altri gruppi invitati per l’occasione. Ci sarà anche l’intervento della famiglia Sandri.

Noi non dimentichiamo… e combattiamo!

 Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 07/11/2012

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