Brescia 1911 vs Carpi 2014/2015: il resoconto e nuove foto

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Brescia 1911 vs Carpi 2014/15 – Resoconto

Provare per crederci, osare per non mollare! – Anche ieri, nonostante tutto, nel nostro “piccolo” abbiamo cercato di galvanizzare l’ambiente e perfino i nostri “eroi”, reduci sì da una trasferta -in quel di Bologna- da incorniciare, ma storicamente capaci di dilapidare -con la stessa facilità- tutti i crediti faticosamente accumulati.

Abbiamo tentato infatti di esorcizzare le mille paure e i tanti limiti -ormai cronici- di questa squadra, capace di vincere con chiunque, ma, ahinoi, anche di perdere contro ogni pronostico e -troppe volte- incapace di sfruttare situazioni favorevoli.

Purtroppo, ancora una volta ci siamo scontrati con la dura realtà dei fatti che vuole una società allo sbando, una squadra inesperta e con pochi punti di riferimento, una città stanca, assuefatta e poco partecipe (a torto o a ragione, sia chiaro), e una tifoseria divisa perfino sull’individuare i maggiori responsabili di questa disfatta.

Nessuno di noi ha la bacchetta magica o la sfera di cristallo, e ancor meno la verità in tasca.

Basterebbe però rileggere -con una necessaria obiettività- gli ultimi dieci anni della nostra storia per sapere quale sarà il nostro tragico futuro e chi dovremmo ringraziare per questo.

Noi non dimentichiamo!

Ma allora ditelo! – Da qualche tempo circola insistentemente la voce di un possibile fallimento societario. Non sappiamo quanto sia vera questa notizia, ma ogni giorno che passa la cosa sembra concretizzarsi maggiormente (le puntuali smentite di “nuova” e “vecchia” società non fanno altro che rafforzare questa ipotesi).

Addirittura, qualcuno sostiene che il fallimento a dicembre/gennaio fosse in programma già da quest’estate, quando cioè partì “a spron battuto” la famosa propaganda per far sottoscrivere -ai tifosi meno attenti- il maggior numero di abbonamenti possibile (i famosi ventimila caldeggiati da “nuova” società e stampa).

Alla fine, le tessere staccate sono state “solo” cinquemila (forse non molte per una tifoseria come la nostra; ma di certo tantissime se solo si considera quanto poco -in sostanza- sia cambiato dallo scorso, tragico campionato); ma un rinnovato entusiasmo era palpabile e molti più cuori erano pronti a esplodere (almeno nel precampionato e a inizio stagione) illusi -“a mò ‘na olta”- da slogan e tribuni.

Se si dovesse scoprire perciò quanto insinuato in precedenza (e cioè che in molti erano d’accordo nel prendere per il culo la tifoseria), la cosa diventerebbe ancora più eclatante, e la gravità delle intenzioni celate incalcolabile, proprio come i debiti del Brescia Calcio.

Stanchi di questa società e di chi la difende…

A proposito di “giovani”… – Come tutti sanno, non abbiamo mai nascosto la nostra stima nei confronti di Alessandro Budel, nemmeno nei momenti più contestati della sua carriera (vedi finale della scorsa stagione).

Fra i pochi a riconoscerne valori tecnici e -soprattutto- umani, suffragati da una situazione contingente al limite del paradossale, oggi più che mai vogliamo esaltarne il valore, e non a caso.

Infatti, in una fase in cui molti auspicano -come unica svolta societaria- l’avvicendamento fra i giocatori più navigati (fra cui appunto il nostro Alessandro) e i ragazzi della Primavera biancoblù, crediamo che la sua mancanza possa far capire fino in fondo non solo le virtù dei tanto discussi “senatori”, ma anche il pericolo derivante da una squadra allestita esclusivamente per valorizzare -quindi vendere!- i migliori giovani.

Naturalmente, con la rosa attuale oggi c’è poco da fare, soprattutto se si considerano l’asprezza e le difficoltà tipiche del campionato cadetto, nel quale per imporsi bisogna essere prima di tutto attrezzati (ora qualcuno forse si ricorderà lo striscione non certo casuale: “Per vincere e cambiare bisogna spendere e comprare!”, esposto -come sempre- in tempi non sospetti).

Per questo in estate, anziché festeggiare, abbiamo provato a cambiare davvero.

E se si considera quanto poco sia mutato l’assetto tecnico/societario dagli anni scorsi, diventa quasi accademico lamentarsi di certi risultati a dir poco… grotteschi.

Chi è causa del proprio mal pianga se stesso!

È un mondo difficile… – Come qualcuno avrà ormai capito, la ruota che scandisce le nostre vite gira spesso molto velocemente.

Capita così che alcuni fra i maggiori responsabili del fallimento calcistico targato Brescia Calcio e del disastroso campionato precedente (i vari Ragazzoni, Iaconi, l’Ubi Banca, e chi è gravitato -con ruoli di prestigio, di comando, di controllo e d’informazione- intorno alla famiglia C. negli ultimi dieci/quindici anni), in estate diventino improvvisamente degli eroi salvifici acclamati da molti (anche se tutti, noi no), mentre in inverno ritornino ad essere considerati per ciò che sono realmente: degli incapaci, degli ipocriti, degli scaltri arrivisti, dei trasformisti, dei vigliacchi, e, cosa peggiore di tutte, degli illusionisti patentati.

Alla faccia dei nostri detrattori e delle varie accuse -in particolare di pessimismo e disfattismo- calate sulle nostre teste dopo un famoso comunicato di certo non allineato al sentore “popolare” del periodo, purtroppo oggi possiamo ribadire: “Noi l’avevamo detto!”.

Perché il Brescia siamo noi tifosi!

Chi quest’estate ha voluto la bicicletta, ora pedali! – Alcune piccole ma doverose premesse:

1) per natura, e anche perché abbiamo sperimentato sulla nostra pelle cosa significhi essere trattati come reietti, da sempre rispettiamo/sosteniamo ogni forma di protesta/contestazione che arrivi dal “basso”, a patto naturalmente che essa sia scevra da ogni tipo di dietrologia e vada negli interessi esclusivi della tifoseria prima, della città poi, e infine della società stessa (intesa ovviamente come patrimonio di tutti, e non di un’unica entità/famiglia imprenditoriale);

2) non siamo qui oggi a difendere Emilio Del Bono, politico non certo alle prime armi, pertanto avvezzo -almeno teoricamente- a critiche e insulti (soprattutto in tempi in cui le Istituzioni e i suoi rappresentanti sono lontani anni luce dalla dura realtà della gente) e pronto -a seconda dell’utilità- a “manovre” anche inaspettate (non a caso, dopo la dura contestazione di ieri, nel tentativo di fare chiarezza e di esorcizzare ulteriori cali di consensi, si è affrettato ad allestire un tavolo di confronto con -quasi- tutte le parti in causa, dimostrando un’incredibile tempismo e una continuità, con lo stesso “potere” che ci ha rovinato, per certi versi irritante); inoltre, proprio perché carica istituzionale importante e pubblica, Emilio Del Bono ha tutte le possibilità di difendersi apertamente attraverso i vari mezzi mediatici;

3) non sappiamo bene perché ieri il Sindaco della nostra città sia stato contestato -per la prima volta e così duramente- alla pari di Ragazzoni & C. (evidentemente abbiamo perso qualche passaggio; del resto, questa estate nella stanza dei “bottoni” noi non c’eravamo); in ogni caso non possiamo far altro che prendere atto di questa novità e rispettarla, proprio perché arriva da tifosi come noi.

Ciò che però facciamo fatica a capire è il tentativo -strumentale- di una parte della stampa di spostare l’attenzione dai veri problemi e dai veri responsabili di questa debacle storica, quasi fossero diventati: il Brescia Calcio un problema vitale per tutti i cittadini bresciani, e non solo per quelli biancoblù; il Sindaco di Brescia l’unica figura responsabile e -per questo- fosse in dovere di intervenire, e non solo moralmente.

Per anni, la stampa bresciana ha condiviso, sostenuto e quasi mai criticato (nonostante le nostre lungimiranti proteste) questa società d’incapaci ed esosi affaristi, demonizzando e strumentalizzando ogni tentativo di cambiamento da noi proposto negli esclusivi interessi della Leonessa.

Per anni, la stampa bresciana ha vissuto in letargo accettando -di buon grado- le indicazioni della società in cambio di interviste, ospitate e notizie in anteprima.

Per anni, la stampa bresciana è stata complice della famiglia C., in un modo o nell’altro.

Solo oggi si sveglia, fra l’altro seguendo delle logiche che a noi ancora sfuggono (ma è facile intuirle).

Oggi, coloro che fino ieri hanno “vissuto” docilmente al fianco del padre padrone, vorrebbero dettare la linea per fare piazza pulita.

Ecco, noi questo non lo accettiamo.

Di certo Del Bono avrà delle responsabilità (ad esempio quella di essere salito sul carro dei vincitori questa estate, ma lui come tanti altri del resto), ma trasformarlo in capro espiatorio ci sembra se non altro fuorviante.

E ci sembra quantomeno paradossale l’accusa d’immobilismo rivoltagli dalla stampa, proprio in virtù di quanto suddetto.

I responsabili di questo disastro epocale ormai li conosciamo tutti, e questo grazie, oltre che ai fatti, anche ai canali di informazione alternativi e liberi da ogni catena.

Giornalista terrorista!

P.S. Un’altra via per salvare il Brescia è naturalmente possibile. Bisognerebbe capire se la tifoseria oggi sia pronta a percorrerla.

Azionariato popolare? Si può ancora fare!

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 23/11/2014

 

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