Brescia – Ritiro 2014 – Comunicato

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“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi…”

Starebbero tutti in silenzio… – In queste settimane concitate, durante le quali si giocava il destino del nostro amato Brescia, molti ci hanno chiesto una presa di posizione sugli avvenimenti in corso.

Per scelta, e per alcune ragioni ben precise, abbiamo invece deciso di non esporci pubblicamente, lasciando che gli eventi facessero il loro corso ineluttabile.

Del resto:

I) Eravamo certi che il “main sponsor” del Brescia non avrebbe permesso un fallimento di questa portata, pena la perdita di tutti i suoi crediti vantati nei confronti della società (si parla di venti milioni di euro, ma probabilmente sono molti di più, non certo bruscolini quindi).

Si tratta di una banca, fra l’altro quotata in borsa, perciò, come tutti gli istituti di credito, alla fine ha fatto valere la sua natura prevaricatrice e affaristica con la speranza di rientrare -prima o poi- di qualche milione di euri; di certo non ha agito per un’innata vocazione solidale nei confronti dei tifosi biancoblù (ma davvero c’è chi pensa che abbia fatto ciò che ha fatto per passione?).

Semmai, verrebbe da chiedersi come abbiano potuto esporsi in questa maniera grottesca con la famiglia C., e, ancor più, bisognerebbe chiedersi cosa saranno disposti a fare per recuperare i denari letteralmente bruciati dalla stessa famiglia.

II) Non siamo mai stati filo societari, e non siamo abituati a fare appelli di un certo genere; inoltre, per principio, non facciamo il tifo per nessun imprenditore, nemmeno per il più potente, economicamente parlando.

Questo non significa che ignorassimo le forze messe in campo nel tentativo di salvare la Leonessa, anzi. Allo stesso tempo, però, sapevamo benissimo che nessun imprenditore avrebbe potuto rilevare questa società ormai incancrenita fino al midollo, senza alcun capitale da offrire e piena di debiti (oltretutto incalcolabili!), di contraddizioni e di “uomini” senza onore.

Purtroppo, a dimostrazione di quanto diciamo, non sono bastati i tentativi e gli affetti dimostrati -anche platealmente- da centinaia di tifosi per far sì che ci fosse una vera e propria svolta all’interno della società.

III) Noi siamo da sempre convinti che il destino del Brescia appartenga ai suoi tifosi, e il suo reale patrimonio siano gli stessi sostenitori, non certo (o non solo) gli imprenditori, per quanto importanti possano diventare questi ultimi.

Il giorno che tutti assimileranno questo concetto, finalmente ci sarà un cambiamento epocale e definitivo.

IV) Non volevamo essere strumentalizzati per fini diversi da quelli proposti.

In aggiunta, abbiamo detto ciò che pensavamo in tempi non sospetti (provate a rileggervi la storia degli ultimi vent’anni, oppure i nostri resoconti/comunicati, magari già dall’ultimo “Brescia vs Modena”, dal contenuto davvero “antesignano”).

Anche quando la maggior parte dei tifosi inneggiava alla famiglia C., noi la contestavamo, e non certo per capriccio o per interessi personali.

Nonostante ciò, possiamo garantirvi che siamo fra i più amareggiati per quanto sta accadendo al nostro Brescia.

Sempre col Brescia, ma sempre contro la famiglia C.!

Tutto è cambiato, nulla è cambiato… Detto questo, vorremmo tenere alta l’attenzione su alcuni fattori decisivi:

I) Tranne i diretti interessati e pochi altri “fortunati”, nessuno sa esattamente che tipo di cambiamento sia avvenuto in seno alla società, questo a dispetto della tanto decantata trasparenza (la famiglia C. è stata scalzata realmente o è stata fatta un’operazione strategica per calmare gli animi più “impenitenti”, dando così a molti la possibilità di ritornare sui propri passi e ricominciare una nuova stagione “fantasmagorica”, caratterizzata -ancora una volta- da proclami e abbonamenti in massa?).

II) Una cosa è certa: la situazione è ancora drammatica, e non solo dal punto di vista finanziario.

Considerando che in questo istante il Brescia Calcio è -a prima vista- in mano a un commercialista, oltretutto da anni uomo di fiducia della famiglia C. (quindi corresponsabile di questa disfatta alla pari di UBI Banca e dei vari personaggi che sono gravitati intorno alla società), e che nessun altro dirigente è stato sostituito, a cominciare dal vituperato direttore sportivo, fautore di un campionato a dir poco grottesco, chiunque abbia vissuto gli ultimi vent’anni della storia della Leonessa non potrà certo dormire sonni tranquilli.

Per questo vogliamo dare alla “nuova” società un ultimo, spassionato consiglio: invece di pensare a fare il maggior numero di abbonamenti possibile, cerchi di investire energie nella ricerca di professionisti seri e capaci da inserire nei ruoli chiave dell’organigramma!

III) Uno dei fattori principali che abbiamo sempre contestato alla società è quello relativo a un radicato nepotismo, nocivo a tal punto da aver creato, in più di vent’anni di gestione a carattere familiare, delle vere e proprie voragini all’interno del Brescia Calcio (milioni e milioni di debiti che -paradossalmente- alla fine ricadranno sulle nostre spalle, non certo su quelle della famiglia C.!).

Oggi, nonostante le nostre critiche, i nostri “suggerimenti” e i fatti comprovanti le nostre ipotesi, ancora si insiste in questa direzione.

Ovviamente, in testa a questa truppa bislacca non appariranno più i Corioni, almeno sulla carta.

Essi sono stati infatti “sostituiti” dagli Iaconi, un’altra famiglia che è tutto un programma (si va dalla patetica figuraccia rimediata prima, durante e dopo l’ultimo processo legato al calcioscommesse, all’ultima, grottesca stagione di campionato).

IV) In sintesi, gli stessi uomini che hanno spinto il Brescia alla rovina, oggi si propongono di salvarlo, e questo senza che nessuno di loro abbia lo spessore per farlo.

 Francamente riflettiamo, oggi più che mai…

P.S. Come sempre, ci auguriamo di essere smentiti clamorosamente (sarebbe la prima volta in tutti questi anni).

Tabula  rasa, ora o mai più! – Forse ci sono alcune cose sulle quali qualcuno potrebbe dissentire, ma di certo su una crediamo possano essere tutti d’accordo: dopo tanti anni tribolati, caratterizzati da umiliazioni, discriminazioni e delusioni di ogni sorta, i tifosi biancoblù sono stanchi di essere presi per il culo da personaggi che hanno sfruttato la nostra storia e la nostra passione per arricchirsi o per “guadagnarsi” una posizione di maggior rilievo.

Di tutti i dirigenti passati dalle nostre parti, infatti, ben pochi hanno dato prova di abnegazione, di capacità e di rispetto per tutti i tifosi del Brescia, dimostrando di agire -magari!- nell’esclusivo interesse della società e della tifoseria, e quasi nessuno ha pagato per i propri errori, per quanto gravi fossero.

I migliori di loro, manco a dirlo, sono stati costretti -in un modo o nell’altro- ad allontanarsi quasi subito, dimostrando una nostra atavica tesi: chiunque abbia i requisiti per risollevare le sorti della Leonessa e ridare la giusta dignità alla sua splendida tifoseria, non può coesistere con certi “banditi” patentati che nemmeno una crisi come quella appena superata ha potuto scalzare dalle poltrone societarie.

Purtroppo, l’impressione diffusa fra la gente è che all’interno del Brescia Calcio non sia cambiato proprio nulla, alla faccia della tanto proclamata “rivoluzione” storica.

Oltretutto, preoccupa sapere che in tutto questo tempo nessuno abbia mai vigilato o -peggio ancora- denunciato certe logiche, certi bilanci e certe pratiche malsane (pur conoscendole) al limite del codice penale, permettendo alla famiglia C. e a tutti i suoi complici di agire indisturbati e di ridurci in uno stato dal quale difficilmente ci si potrà risollevare, salvo miracoli (bisogna essere realisti, cazzo!, ora più che allora).

Noi fatichiamo a credere che nessuno degli “addetti ai lavori” sapesse delle reali condizioni della società; fatto sta che in molti si sono prestati a coprirla, in un modo o nell’altro e fino all’ultimo!  

Ci auguriamo che dopo questa parentesi storica deficitaria (evidentemente non ancora conclusa), tutti imparino dai propri errori e “qualcuno” cominci ad assumersi le proprie responsabilità (naturalmente dubitiamo che ciò avvenga).

Seppur ridotto al minimo, c’è ancora un patrimonio comune da difendere, non lo dimentichiamo.

Forza Brescia e, nonostante tutto: Avanti Ultras!

“Diciamo ciò che pensiamo… facciamo ciò che diciamo…”

 Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 21/07/2014

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