Brescia vs Modena 2013/2014: il resoconto

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Visualizza il servizio di “Brescia vs Modena 2013/2014” realizzato da Dodicesimo in Campo (dal minuto 00.53.54 al minuto 00.57.16)

Chi è senza peccatoSebbene non sia nostra abitudine esaltare i singoli, questa volta vogliamo spezzare una lancia a favore di un giocatore che ha sempre onorato la Maglia blu con la “V” bianca sul petto.

Stiamo parlando naturalmente di Alessandro Budel.

Un giocatore, un uomo con una dignità non comune che ha sempre dato tutto per i colori sociali, facendo molto spesso la differenza dentro e fuori dal campo.

Perfino nei momenti più tristi, bui e paradossali (e qui a Brescia sono stati tanti, lo sanno tutti), non si è mai chiamato fuori dal gioco, onorando la nostra Maglia e affrontando ogni situazione/contestazione a testa alta, e senza mai oltrepassare i confini che regolano il delicato rapporto fra dirigenti, stampa, calciatori e tifoseria tutta.

Alessandro Budel ha sempre lavorato in silenzio, anche nei momenti più importanti e vincenti (forse pochi, in ogni caso intensi) degli ultimi anni, evitando di mettersi bellamente in mostra e -soprattutto- eludendo ogni forma di arruffianamento personale (quanti giocatori abbiamo visto baciare la nostra Maglia o gettarsi platealmente nell’abbraccio “obbligato” di un settore, per poi tradirci alla prima occasione?).

Alessandro Budel, con tutti i suoi probabili/possibili difetti, è stato un punto di riferimento per lo spogliatoio e per la tifoseria (almeno per la parte che ci riguarda).

Non a caso, la squadra a un certo punto della storia si è ripresa da cadute vertiginose e per molti inarrestabili.

Non a caso, giusto un anno fa, al rientro da una pesante squalifica, gli è stato dedicato uno striscione, firmato naturalmente Brescia 1911.

Ora, se siamo ancora vivi, se manteniamo ancora qualche possibilità di rinascita e una parvenza di dignità, sia dal punto di vista calcistico, sia da quello più partecipativo, lo dobbiamo proprio a uomini come Alessandro Budel, non certo a una società o a certa stampa, per le quali: non esistono responsabilità al di fuori del terreno di gioco; ogni pretesto è utile per condannare (quindi allontanare) giocatori diventati improvvisamente “ingombranti” (forse per lo stile, forse per la dignità, o forse per lo stipendio; sicuramente non per altro).

Di certo Alessandro Budel martedì sera ha commesso un grave errore.

Molto probabilmente la pressione, la consapevolezza e l’impressione di quanto stava accadendo, l’esperienza di quanto era già accaduto in passato, la responsabilità, il vuoto che si è creato di recente, il nervosismo che ha caratterizzato l’intera stagione e condizionato gran parte della rosa (di tutto questo e di molto altro ancora bisogna ringraziare la società), e -soprattutto- l’amore per la nostra Maglia, l’hanno “costretto” a sbagliare.

Senza aspettare che qualcuno glielo suggerisse, senza cercare alibi, senza alimentare ulteriori polemiche, da uomo qual è si prontamente scusato, pubblicamente e privatamente, assumendosi tutte le responsabilità del caso.

Nonostante questo, qualcuno lo vorrebbe in partenza.

Non solo, molti (fra questi alcuni illustri giornalisti) auspicano l’ennesima rivoluzione di una rosa (quella del Brescia Calcio) violentata incessantemente da anni, con cessioni (ancora?!) eccellenti e “rinforzi” minorenni (avanti di questo passo si dovrà invocare i pulcini biancoblù, altro che Primavera!).

Naturalmente, ognuno è libero di pensarla come vuole, dentro e fuori il nostro settore, soprattutto se paga il biglietto regolarmente.

Dovremmo però tutti imparare a non credere a quanto detto dai media e a ragionare con la propria testa, soprattutto lontano dalle emozioni della partita…

Francamente riflettiamo…

P.S. Negli ultimi anni la stampa italiana è diventata bravissima nello strumentalizzare quei gesti eclatanti e quelle situazioni che più colpiscono l’immaginario collettivo, generando così emozioni contrastanti e spostando l’attenzione dell’opinione pubblica dai reali problemi e dalle vere intenzioni che alimentano certe scelte “politiche” (Fiorentina vs Napoli docet!).

Ci auguriamo che il caso di Alessandro Budel non possa servire a nascondere/ridimensionare la grave situazione (non solo finanziaria) che attanaglia il Brescia Calcio.

In ogni caso, noi vigileremo!

Avanti Ultras, ultimo baluardo!

Ma allora ditelo! – Si sa, al fondo del barile non c’è mai fine, soprattutto a casa Corioni.

Così, mentre i tifosi si dividono -per l’ennesima volta- su un gesto sicuramente brutto da vedere (e, sia chiaro, giustamente stigmatizzato), ma assolutamente da comprendere vista la situazione a dir poco: “Imbarazzante!” creatasi nell’ultima stagione calcistica, arriva un’altra tegola sulla testa della nostra tanto amata Leonessa.

Un quotidiano locale ha ieri pubblicato infatti la notizia della possibilità che il Brescia Calcio possa essere penalizzato -a partire dalla prossima stagione- per certi gravi ritardi nel pagamento di alcune imposte.

Una vicenda assolutamente nuova per la nostra storia calcistica, di per sé già abbastanza tribolata.

Una novità inquietante che non solo pregiudica il nostro futuro prossimo, ma getta nuove ombre su una gestione familiare forse impossibile da descrivere, sicuramente inaccettabile.

Oltretutto, riguardo alla condizione finanziaria della società, fino a ieri si era parlato di una situazione “spiacevole” e deficitaria, ma tutto sommato sotto controllo.

Evidentemente, con la complicità di certa stampa che non poteva non sapere, ci hanno servito delle enormi palle contornate da facili illusioni (grandi acquisti, cessioni necessarie e salutari, imminenti avvicendamenti societari, Play-off alla portata, debiti risanati, situazione stabile, ecc.), probabilmente per tenerci tranquilli nella speranza dell’avvento di un imprenditore magnanimo (e disperato!, aggiungiamo noi).

Proprio come nel caso del barile succitato però, anche qui bisognerebbe far capire agli ultimi “sognatori” che non esistono industriali disposti a “regalare” milioni di euro in cambio di debiti e pochissimo altro (avendo perso la misericordia perfino degli ultimi, irriducibili sostenitori, di fatto il Brescia Calcio non possiede più nulla).

Ora, di fronte a questo ennesimo schiaffo morale (e fisico, se è vero che, in concreto, a pagare il prezzo degli errori societari saranno come sempre i tifosi), ci dovrebbe essere quantomeno una bozza di rivolta popolare.

Ma siamo alla fine di un lungo e sfibrante campionato…

Fra poco ci sarà la pausa estiva…

Inizieranno i mondiali di calcio…

Gli abbonamenti…

La Coppa Italia…

L’onore e la battaglia…

E tutto ricomincerà esattamente come prima…

Perché il Brescia siamo noi, e non solo quando si vince!

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 16/05/2014

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