Spezia vs Brescia 2013/2014 – Trasferta non autorizzata: il resoconto

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“Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo…”

Le ali della Libertà – Non dovevamo esserci. Non potevamo andare. Eppure, se non fosse stato per una mera coincidenza, probabilmente oggi vi potremmo raccontare una delle più belle trasferte vissute dal nostro gruppo.

Non certo per i numeri (eravamo al massimo una quarantina); e nemmeno per l’attesa della partita, giacché ci eravamo ripromessi di ascoltarla alla radio nel caso in cui non fosse andato tutto per il verso giusto; bensì per il semplice fatto di avere affrontato questa avventura in piena Libertà, senza scorta e -soprattutto- senza subire la tipica arroganza delle guardie di turno (almeno per metà percorso).

Una autonomia che ha moltiplicato le nostre sensazioni e le nostre emozioni, nonché la tensione, aumentata a dismisura al solo pensiero di arrivare dove volevamo con le nostre gambe (paura di nessuno, ma rispetto per tutti!, sempre); sebbene -sia chiaro- il nostro traguardo non fosse la Curva dello Spezia o i suoi tifosi (certe “illusioni” le lasciamo agli internauti).

Al contrario, poiché i rischi di questa trasferta non autorizzata erano già molto elevati, l’obiettivo minimo era quello di spingersi fino ai confini della Liguria senza troppi intoppi e senza fare cazzate (siamo Ultras, non kamikaze impazziti).

Purtroppo, per quanto uno possa credere nelle proprie convinzioni, non sempre ciò che si desidera si realizza automaticamente, in particolare quando si ha contro tutto e tutti, perfino la sorte.

Eh sì, perché spesso anche le trasferte “perfette” possono avere un punto debole.

A volte basta un errore di percorso; altre la solerzia dei funzionari di turno; altre ancora un battito di ali di farfalla.

Nel nostro specifico caso, possiamo affermare che sia stato un avvistamento “fortuito” avvenuto in autostrada per mano della DIGOS bresciana che -probabilmente- seguiva da lontano il resto della tifoseria.

Morale della favola: siamo stati intercettati, fermati, prontamente schedati, tenuti in ostaggio per alcune ore da una ventina di solerti poliziotti, e per finire accompagnati fin quasi alle porte della nostra splendida città da ben cinque pattuglie.

E tutto ciò proprio quando eravamo giunti a un passo dal nostro obiettivo (il mare, la spiaggia e le belle ragazze, ovviamente).

Una sconfitta? Forse per chi non sa cogliere il valore di certe scelte, ma di certo non per noi.

Infatti, il sapore di questa trasferta (a metà) ci ha ricordato -per l’ennesima volta- la vera essenza Ultras, quella secondo cui la Dignità, l’Amicizia e la Libertà vengono prima di tutto, anche della partita stessa.

E non importa quante trasferte ancora saranno -nostro malgrado- interrotte.

Non importa nemmeno se i nostri tentativi ci dovessero costare anche più cari.

La cosa importante è non arrendersi.

La cosa importante è sbattere le ali, per sentirsi vivi, e per dare un futuro migliore ai nostri figli.

Fino alla prossima diffida!

 Diciamo quel che pensiamo, facciamo quel che diciamo, sempre – Ora, se qualcuno avesse letto questa prima parte del resoconto senza la dovuta preparazione o la giusta Mentalità, potrebbe di certo pensare che siamo dei pazzi incoscienti e poco maturi, oppure dei coglioni irrecuperabili, poiché è ormai prassi comune andare in trasferta con la tessera del tifoso, senza la quale i rischi di denunce e diffide sono inversamente proporzionali al grado di “simpatia” che ci riservano gli sbirri di turno (a questo punto, per avere il quadro completo si deve considerare anche la nostra innata refrattarietà a certi sistemi/personaggi).

Naturalmente, a tutti quelli che ci giudicano con una sistematica superficialità abbiamo già risposto in mille maniere e in tempi non sospetti, quando cioè vi erano ancora i margini per una lotta comune contro i codici etici, i ricatti istituzionali, i divieti, le discriminazioni e gli abusi di potere (perché la tessera del tifoso, non lo dimenticate mai, è uno degli strumenti repressivi peggiori mai sviluppati sulla pelle di tifosi e cittadini, un tempo liberi).

Perciò, lasciate da parte i vostri malsani giudizi e facciamoci tutti un bell’esame di coscienza.

La Libertà non ha prezzo, la Dignità nemmeno!

Francamente, riflettiamo!  

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 17/10/2013

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