Calori non si tocca?! – Francamente riflettiamo…

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Scarica il resoconto relativo alla mancata riconferma di Alessandro Calori sulla panchina del Brescia nel formato PDF

Come sempre, al peggio non c’è mai fine… – Nonostante ci fossimo ripromessi di tenere un basso profilo per rispetto di Andrea, di tutti i ragazzi coinvolti nell’incidente, dei loro amici e -soprattutto- dei loro familiari, ci vediamo costretti nostro malgrado a non tacere riguardo all’ultima, sconcertante decisione societaria.

Ci riferiamo naturalmente all’avvicendamento del mister e alla maniera in cui è stato consumato questo divorzio (telefonicamente!!!).

 Una scelta a detta di tutti irragionevole e incomprensibile, che dimostra a quali livelli sia giunta la società Brescia Calcio grazie ai suoi “migliori” esponenti (gli stessi che magari fino a qualche anno fa erano acclamati e rispettati senza alcun merito specifico).

 Una decisione che denota una buona dose di follia, d’ignoranza e di autolesionismo. Un mix (il peggiore in assoluto) questo che appare più evidente se si valutano con lucidità e obiettività le facili conseguenze derivanti da questa scelta e, soprattutto, il lavoro svolto e i risultati raggiunti da Calori negli ultimi due anni non per merito dei personaggi suddetti, ma nonostante le loro incapacità croniche, le loro evidenti lacune morali e la loro indegna condotta (Iaconi docet!).

Oltretutto, una società più attenta e rispettosa avrebbe saputo rilevare un altro fattore determinante (e per nulla scontato) ai fini delle prossime stagioni: per la prima volta dopo tantissimi anni, il mister era riuscito a mettere d’accordo i tifosi (tutti!), i giocatori (che a un certo punto si sono trasformati -non a caso- in una vera e propria macchina da guerra), e perfino la casta per eccellenza, cioè la stampa (o quantomeno una sua parte).

Una componente quest’ultima quasi mai dalla parte dei tifosi e spesso umiliata dal presidente, ma nonostante ciò in balia dei suoi capricci peggiori (e queste purtroppo non sono delle novità, ma piuttosto delle costanti incontrovertibili).

Per quanto ci riguarda, Calori è diventato un punto di riferimento per molti (ma evidentemente non per tutti), sia da un punto di vista umano, sia sportivo. E in una Piazza come la nostra, spesso diffidente (per esperienza più che per natura) e recalcitrante, questo ha un suo preciso significato.

Un elemento imprescindibile dal/col quale ripartire per dare finalmente continuità a un progetto forse ancora imperfetto (e di certo non programmato), ma sicuramente valido e dagli aspetti più belli e impensati.

In aggiunta a quanto già detto, poi, bisogna sempre ricordare ai meno attenti come pochi in precedenza avessero raccolto tanto in termini di partecipazione e di classifica, soprattutto se si considera che la squadra allestita (per salvarsi, non dimentichiamolo) nell’ultima stagione aveva delle evidenti carenze strutturali (nonostante questo, i ragazzi si sono battuti fino alla fine mostrando l’intelligenza, la sensibilità, il cuore e soprattutto i coglioni, qualità queste sempre più rare nel calcio moderno).

Mancanze alle quali i tre direttori sportivi non hanno saputo rimediare.

Al contrario, nel momento topico della stagione, è stato pure ceduto uno dei perni dell’undici titolare (è successo a gennaio, periodo in cui una società ambiziosa, lungimirante e capace interviene con criterio nel tentativo di rinforzare, non di indebolire o semplicemente incassare!).

Un gioco al massacro questo che perdura ormai da molti, troppi anni (caratterizzati da delusioni, incertezze, disincanto generale e prese per il culo), e di certo non ha favorito il mister.

Una commedia che deve finire al più presto, pena un ulteriore scollamento e allontanamento dei pochi tifosi rimasti (come abbiamo già detto, le ultime due partite giocate a Mompiano purtroppo non fanno testo, sebbene molti di noi abbiano sperato in una svolta positiva e duratura).

In conclusione – Come tutti ormai sanno (ma nessuno denuncia pubblicamente), all’interno della società scorrono malignamente diverse correnti: quella della Saninplast, quella dei parenti stretti, quella di Pescara, quella dei procuratori, quella degli avvocati, ecc.

Nessuna di esse persegue naturalmente l’interesse del Brescia inteso come patrimonio sociale e comune.

Da sempre, in una maniera o nell’altra, ognuna di queste cellule cancerogene insegue le proprie ambizioni e -quindi- lavora in direzione diversa (spesso opposta) rispetto alle altre, nell’ovvio tentativo di realizzare unicamente il proprio interesse, e questo alla faccia dei tifosi che ancora vengono allo stadio e dei professionisti ancora presenti in società.

La cosa peggiore però non è vedere certi sciacalli infrangere puntualmente i sogni, le speranze e le passioni di migliaia di bresciani, ma piuttosto sapere che il presidente li appoggia (o quantomeno non li osteggia) nelle loro dementi e sadiche trame.

Anche nella vicenda di Calori, si possono cogliere tutte le schegge di una follia congenita e autodistruttiva che in un recente passato ha portato il Brescia Calcio sull’orlo del precipizio, e questo nonostante tutte le nostre critiche e i nostri suggerimenti migliori.

Non serviva una sfera di cristallo per capire dove e come saremmo finiti, come del resto non basterà un nuovo allenatore (per quanto capace e volitivo) per ripartire con entusiasmo o per restituirci una società degna del nostro blasone.

Fino a quando ognuno sarà trincerato dietro i propri interessi, le cose non cambieranno mai, e questa situazione continuerà a trascinarsi fino alla consunzione definitiva.

Avanti Ultras!

 Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 12/06/2013

 P.S. Come sempre scriviamo questo negli interessi esclusivi della Leonessa, non certo per capriccio, per spirito di rivalsa o -peggio ancora- per protagonismo. Un saluto a tutti.

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