Brescia vs Cesena 2012/2013 – Resoconto

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La vita è un diritto per tutti, soprattutto per i bimbi – Nelle settimane scorse abbiamo abbracciato idealmente la storia di Sofia, una piccola bambina di pochi anni colpita da una gravissima malattia, a causa della quale oggi è ridotta in stato semivegetale.

Una condizione terribile, che attutisce nei malati ogni stimolo proveniente dall’esterno, ma che purtroppo non evita i dolori e i disagi provocati dalla malattia.

Durante le numerose ricerche fatte dalla famiglia, si è scoperto che per lenire la sofferenza di Sofia (a quanto pare non esistono cure risolutive, almeno al momento) e di tutti gli altri bambini colpiti da Leucodistrofia Metacromatica, sono necessari dei cicli completi d’infusioni staminali.

Grazie all’interessamento di molti (leggi il nostro resoconto di Brescia vs Bari), le cure per Sofia sono riprese e saranno portate a termine. Purtroppo però, molti altri bambini versano nella sua stessa condizione, con una malattia devastante e una burocrazia disumana che minano pesantemente il loro futuro e le speranze dei genitori.

Nel nostro piccolo abbiamo cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso alcuni semplici gesti (striscioni, raccolta firme all’interno del gruppo e fuori dallo stadio, riflessioni pubbliche, ecc.).

Il risultato è stato notevole; inoltre siamo stati contattati da un’altra famiglia, quella di Aurora, una bambina vittima, in questo caso, della malasanità italiana.

Proprio a causa della negligenza e della superficialità di alcuni “medici”, la vita di Aurora viene infatti stravolta fin dalla nascita, e tuttora è in costante pericolo.

Dopo un lungo e doloroso calvario, legata a un macchinario che -ogni due minuti!- gli aspira la salivazione (diversamente gli finirebbe nei polmoni e morirebbe soffocata), Aurora soffre anche di crisi epilettiche e di reflusso gastroesofageo.

Una situazione per certi versi disumana e insostenibile, soprattutto se si considera che la piccola ha meno di due anni.

Secondo alcuni validi specialisti (medici molto diversi da quelli che l’hanno rovinata), la piccola Aurora potrebbe però avere dei miglioramenti -seppur piccoli- grazie all’infusione di cellule staminali.

Per questo ci siamo uniti alla famiglia affinché si sblocchi quell’iter viziato dalla classica burocrazia tutta italiota e, a nostro parere, anche dagli enormi interessi economici delle solite multinazionali farmaceutiche.

In ogni caso, qualunque sia la verità, dobbiamo fare qualcosa.

Per Sofia, per Aurora, e per tutti gli altri bimbi…

Avanti Ultras!

Brescia vs Cesena, una partita vera – Alla vigilia di questa delicata sfida (in palio l’accesso alla zona Play-Off), chi teme una partita all’insegna del: “vogliamoci bene”, magari in virtù di un gemellaggio che lega -ormai da circa venticinque anni- le due tifoserie, sbaglia di grosso.

“Brescia vs Cesena” è tutto fuorché una partita amichevole. In campo infatti volano scintille.

Perfino l’arbitro si prodiga per accendere gli animi dentro e fuori del campo, e lo fa con decisioni scellerate e provocatorie.

Paradossalmente, gli unici a non darsele di santa ragione sono proprio i gruppi Ultras, divisi magari nel gemellaggio, ma uniti nel rispetto reciproco.

Purtroppo la partita comincia come troppo spesso accade di recente, con il Brescia cioè che passa in svantaggio e fatica poi a rimontare.

I numerosi fischi giunti dagli spalti non aiutano certo il morale dei nostri eroi, provati ormai da un campionato lungo e stressante e da una società deleteria e contraddittoria; privati al momento giusto di cambi e di rinforzi adeguati; abbandonati da una buona parte degli abbonati; sostenuti da una tifoseria ridotta al minimo storico (se si fa eccezione degli Ultras e di pochi altri tifosi, il quadro presenze è desolante).

Nonostante ciò, il Brescia reagisce e ribalta la situazione, non solo dal punto di vista del risultato.

Infatti, i più gasati e partecipi alla vittoria sono proprio quelli che fino a un secondo prima fischiavano i nostri eroi.

In un calcio moderno svuotato di quasi tutti i suoi valori e di tutte le componenti che l’hanno reso così popolare, non bisogna stupirsi più di nulla, ma per quanto soli e “abbandonati”, e sebbene non si voglia insegnare niente a nessuno, continueremo nel tentativo di dimostrare che a distanza di tanti anni dalla nascita del tifo organizzato a Brescia, si dovrebbe sempre e comunque lottare per la Maglia, a prescindere da categorie e risultati (naturalmente senza farsi prendere per il culo da nessuno, in particolar modo dalle società come la nostra).

Avanti Brescia, solo per la Maglia e per chi lotta!

P.S. Onde evitare strumentalizzazioni e inutili polemiche, sia chiara una cosa: noi ci rivolgiamo ai tifosi del nostro settore e a nessun altro. E questo perché ci riesce difficile seguire altri contesti, magari lontani dal nostro; prima di tutto per una ragione pratica (tranne che in rare eccezioni, infatti, i cori di altri settori ci arrivano ovattati e indistinguibili, principalmente per la configurazione dello stadio); secondariamente, siamo talmente concentrati e impegnati sul nostro tifo per la Maglia che ci riesce difficile prestare attenzione a cosa ci accade intorno. Chiaramente i fischi e gli insulti di sabato rivolti alla squadra li hanno sentiti tutti, ma non ci riguardano e -soprattutto- non ci sentiamo in diritto (quindi non ci permettiamo) di dare giudizi affrettati su tifosi di altri settori.

P.P.S. Quando parliamo o agiamo in questi termini, lo facciamo chiaramente nell’interesse esclusivo del Brescia. Poi possiamo anche sbagliare, ma una cosa è certa: nessuno ci potrà mai accusare di avere obiettivi diversi da quelli dell’aggregazione, della riflessione, del divertimento, del contrasto alle ingiustizie tutte, e del puro sostegno ai colori sociali, naturalmente bianco, arancio e blu.

Anche se tutti, noi no! – Come molti di voi avranno già capito, durante la fase più delicata della partita non tutti inveiscono contro la propria squadra.

Anche se non tanti (ma comunque molto rumorosi), fra i pochi a non fischiare l’Airone e i suoi compagni sono un centinaio di ragazzi posti in Gradinata, dietro il bandierone dedicato a Paolo Scaroni.

Il fatto di cantare per novanta minuti e oltre non è certo un caso, e nemmeno un merito (sebbene l’atteggiamento generale e la situazione contingente lo trasformino in un gesto d’altri tempi); ma piuttosto il frutto di tutto quanto è stato promesso idealmente fin dall’inizio della stagione.

Per una serie di ragioni (che abbiamo ampiamente dimostrato), sapevamo che questo campionato sarebbe stato particolarmente difficile e controverso; ciononostante, abbiamo sempre cercato di dare il massimo sostegno alla Maglia, e continueremo a farlo fino a quando ci sarà permesso, alla faccia della Famiglia C. e dei suoi palafrenieri.

Lunga vita a tutti, tranne che a questa sozza società!

 P.S. Non vogliamo sembrare presuntuosi, ma il gesto della squadra, giunto a fine partita, crediamo sia inequivocabile. Un riconoscimento a pochi -ma irriducibili- Ultras.

Avanti Brescia, noi ci crediamo!

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 08/04/2013

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