Brescia vs Bari 2012/2013 – Resoconto

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Apriamo questo resoconto con una piccola -ma doverosa- riflessione: Sofia, il primo pensiero ti spetta di diritto…

 Salviamo Sofia e tutti gli altri bambini – Nelle settimane scorse si è parlato molto del caso di Sofia, una piccola bimba fiorentina gravemente ammalata cui hanno interrotto le cure per questioni apparentemente “burocratiche” (l’impressione di molti è che vi siano state delle pressioni “anomale” fatte dalle multinazionali farmaceutiche, le quali probabilmente si sentono “scavalcate” e vedono minacciato il loro monopolio).

Anche gli Spedali Civili di Brescia a un certo punto hanno dovuto sospendere il ciclo di infusioni di cellule staminali, così gli effetti positivi derivati dalle prime somministrazioni si esauriranno in breve tempo, e la vita di Sofia si spegnerà inevitabilmente fra atroci sofferenze.

Ora, noi non siamo dei giustizialisti e non vogliamo puntare il dito contro nessuno; inoltre, siamo troppo ignoranti per dire se la cura somministrata alla bambina sia veramente efficace e non abbia effetti collaterali; ma consentiteci una piccola, banale riflessione:

-la malattia fino ad oggi era incurabile, quindi ha condotto alla morte prematura molti piccoli pazienti;

-le prime infusioni di un certo tipo di cellule staminali sembrano avere migliorato le condizioni di Sofia (che, non dimentichiamo, prima dell’inizio delle cure era praticamente paralizzata e in uno stato di semi-incoscienza);

-soprattutto, le somministrazioni di cellule staminali -e i positivi effetti derivati- hanno ridato speranza non solo ai suoi genitori, ma anche a tutte quelle famiglie (di cui non si fa mai cenno) colpite inesorabilmente da questa malattia.

Sappiamo che in certi casi le persone meno obiettive sono proprio i genitori, ma noi oggi ci domandiamo: perché togliere loro anche quelle poche, residue speranze di poter rivedere Sofia sorridere o addirittura parlare?

“La speranza è un rischio da correre…” Georges Bernanos

 P.S. Ci sembra oltremodo paradossale che, in un Paese come il nostro, certe situazioni -come quella succitata- si sblocchino (in questo caso, purtroppo, solo parzialmente) e siano affrontate solamente dopo l’interessamento di trasmissioni televisive di una certa popolarità (in questo caso, a smuovere le coscienze dell’opinione pubblica ci hanno pensato “Le Iene”). Non dimentichiamo mai che quello di Sofia non è l’unico caso in questione; purtroppo ce ne sono molti altri, ai più sconosciuti.

In questo caso riflettere non basta più: bisogna agire e diffondere!

 Non ci resta che soffrire… – Anche oggi una partita in salita, con poche emozioni e tanta, troppa sofferenza.

Stiamo parlando infatti dell’ennesimo pareggio casalingo giunto in rimonta che, se da una parte dimostra il carattere dei nostri eroi, dall’altra evidenzia una difficoltà nel costruire e -soprattutto- nel finalizzare il gioco.

Ma di tutto questo ne abbiamo già parlato, in tempi non sospetti, quindi rischiamo di ripeterci e diventare noiosi.

Saltiamo perciò subito al momento più importante della giornata, quando la squadra, al termine della partita, invece di fermarsi al classico saluto portato da centrocampo si spinge oltre i cartelloni pubblicitari e arriva, per la prima volta da quando ce ne siamo andati dalla Curva, addirittura sotto le vetrate.

Segue un lancio di Maglie cui noi non eravamo più abituati (molti non ricordano un gesto così “generoso” in tutti gli anni passati allo stadio), e la solita confusione per accaparrarsele.

I destinatari di tale gesto sono -giustamente- bambini e ragazzi molto giovani che, nonostante le sirene della nuova Curva, hanno deciso di trasferirsi momentaneamente in gradinata.

Idealmente però le Maglie sono dirette al gruppo, in segno di quel rispetto da noi spesso invocato. Per questo e per molto altro: grazie ragazzi!

 Brescia Calcio: la fabbrica delle illusioni – Mentre la Leonessa fatica -per ovvi motivi- a tenere il passo delle prime in classifica, la società non perde un colpo e tenta di rilanciare la propria immagine, ormai patetica e grottesca.

Gli argomenti utili per accattivarsi stampa e tifosi sono i soliti: stadio, nuovi potenziali investitori, nuovi dirigenti, ecc.

L’intraprendenza di Corioni, inferiore solo alla faccia di tolla della sua famiglia, evidentemente non ha più limiti, e dopo aver preso porte in faccia a destra e a manca (chissà come mai?!) sul territorio amico, prova a spingersi fino in Asia.

Per fare questo però necessita assolutamente di un testimonial d’eccezione (anche perché da quelle parti la nostra città/provincia è conosciuta solo per ragioni industriali, e i Corioni di certo non hanno fatto carriera come imprenditori).

Qualcuno che abbia saputo esaltare la passione dei bresciani riavvicinandoli alla Maglia biancoblu come nessun altro ha mai saputo fare.

Un giocatore -magari- dal valore “internazionale”, diventato sorprendentemente idolo d’Oriente.

Naturalmente stiamo parlando di Roberto Baggio, un grande campione invidiatoci -in passato- da molte società, le stesse che ora lo stanno tirando per la giacca nella speranza di sfruttare la sua immagine così popolare.

Non è la prima volta che si vocifera sulla possibilità di un suo ritorno in veste di dirigente o uomo immagine, e non sarà certamente l’ultima.

Naturalmente, il suo rimpatrio a Brescia sarebbe molto gradito, sebbene non esista l’equazione perfetta: grande campione = ottimo e capace dirigente. Inoltre, non dimentichiamo mai l’ambiente societario ormai imputriditosi in cui verrebbe a operare, e la natura dispotica di questo presidente, incapace di rispettare i vari ruoli e con un tempismo innato nello scalzare -una volta sfruttati- i dirigenti più capaci e volonterosi.

In ogni caso, la nostra opinione sull’attuale società (suffragata ormai da molteplici fatti) non cambierebbe in alcun modo.

Corioni andatevene tutta la vita, non solo alla partita!

 P.S. Francamente, ci spiacerebbe vedere una figura come quella di Roberto ridotta e stremata -a un certo punto- da una famiglia d’incapaci senza scrupoli.

Per questo consigliamo al divin codino di fare pure ritorno nella nostra splendida città, ma solo dopo l’auspicato cambio societario che -per molti motivi- alla fine certamente sopraggiungerà, oppure come semplice cittadino.

Tutto il mondo sa che biancoblù del Brescia è la sua Maglia…

  AS Roma Away – Da Roma giunge una notizia che ci fa ben sperare. La società giallorossa, infatti, sta cercando di rendere effettiva un’iniziativa che permetterebbe anche ai tifosi della Roma non tesserati di recarsi in trasferta, e senza per questo sottostare alle incredibili -e inaccettabili- condizioni poste da Maroni & C.

Se la cosa andasse in porto, sarebbe un importante precedente che potrebbe riportare il calcio a condizioni quasi ideali (purtroppo resterebbe ancora in vigore il famigerato articolo 9, vera e propria iattura, nonché evidente deformazione costituzionale).

Certo chi non ha saputo rinunciare a trasferte e abbonamento non potrà mai capire l’enorme valore di questa possibile vittoria; inoltre, per chi ha rinunciato a tutto (e per questo ha perso quasi tutto) nel tentativo di arginare questa deriva democratica, sarà difficile ritornare alla normalità e soprattutto ai numeri del passato.

In ogni caso, se questa ipotesi dovesse concretarsi, decideremo come muoverci, tenendo sempre in considerazione un fattore determinante, almeno in passato: di fronte a noi non abbiamo una società lungimirante (come sembrerebbe essere l’AS Roma) e attenta ai diritti di tutti i propri tifosi, ma una società “stra-bollita” e distante anni luce dalla realtà.

Non illudiamoci quindi; continuiamo pure a coltivare questo sogno, ma -soprattutto- insistiamo nella battaglia per i diritti di tutti. Del resto, è solo una questione di tempo e determinazione.

Avanti Ultras!

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 18/03/2013

 

 

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