Brescia vs Livorno 2012/2013 – Resoconto finale

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Visualizza le foto di Brescia vs Livorno

Visualizza il servizio della partita Brescia vs Livorno realizzato da Dodicesimo in Campo

Visualizza il servizio di Dodicesimo in Campo girato presso il carcere di Canton Mombello

Buon Natale a tutti… soprattutto ai detenuti – Per una volta lasciateci iniziare dal dopo partita, caratterizzato da una “improvvisata” sotto il carcere di Canton Mombello.

Un’iniziativa spontanea la nostra, scatenata dal diniego delle “autorità” all’intenzione di esporre nel settore da noi occupato uno striscione -come sempre non faxato- dai contenuti puramente filantropici (se avessimo previsto tanta insensibilità e ignoranza, lo striscione sarebbe entrato in altra maniera).

Sotto le mura del carcere bresciano si consuma quindi un puro atto di solidarietà e di… rivolta; un gesto che riempie di emozioni e di orgoglio i presenti (una sessantina di Ultras, nonostante il gelo patito allo stadio per più di cinque ore) e regala ai tanti, troppi detenuti pochi -ma intensi- attimi di gioia e fors’anche di speranza.

Stop alla repressione tutta la vita, non solo alla partita… – Come ogni anno, molti in questi giorni si riempiono la bocca di belle parole e di buoni propositi, in particolar modo i perbenisti pluridecorati.

Come sempre, a fare i fatti sono i soliti noti, quelli cioè brutti, sporchi e cattivi (almeno per l’opinione pubblica).

Per questo ci sarebbe da aprire una lunga parentesi, ma troppo alto il rischio che molti fraintendano o -peggio ancora- strumentalizzino la nostra mentalità.

Del resto, chi non ha mai provato gli abusi di potere e la repressione sulla propria pelle; chi non ha mai sperimentato l’esperienza di una cella fredda e sovraffollata; chi non ha mai ascoltato gli appelli dei detenuti, delle varie associazioni e dei pochi, veri politici sensibili alla drammatica situazione delle carceri italiane; chi agisce solo per interesse e mai per un vero ideale; chi abusa della parola “solidarietà” per farsi bello e importante; chi fa dell’intolleranza e della superficialità le proprie bandiere; chi sostiene di essere un Ultras pur sconfessando il significato reale di tal essenza; chi pensa -a torto o a ragione- di non avere mai sbagliato in passato e di condurre una vita perfetta, quindi di non esporsi a punizioni esemplari e coercitive di alcun genere; chi si ritiene ultraterreno o -semplicemente- troppo potente da rischiare le maglie della Giustizia; chi fa finta di niente; chi è tutto ciò o solo una piccola parte, non potrà mai capire il significato del nostro gesto.

Fuori gli Ultras dalle galere!

 65 punti: un anno… solare! Grazie Mister – Questa la nostra risposta alle nuove e strumentali polemiche derivate dal rocambolesco pareggio con la Reggina e -soprattutto- dall’incredibile prestazione di Ascoli.

Una risposta il cui significato va ben al di là dei numeri, dei valori effettivi, e delle verità innegabili.

Uno striscione dedicato non solo a Calori, fino a ora dimostratosi grande uomo e irreprensibile condottiero, ma anche e in particolar modo a chi, pur professandosi grande tifoso del Brescia, non perde occasione per destabilizzare l’ambiente; come se non bastassero le deliranti e inopportune sparate del presidente, raccolte dai soliti “cronisti d’assalto” un secondo esatto dopo la fine della peggiore partita della stagione, quando chiunque ami la Leonessa è quantomeno deluso, figuriamoci chi dal Brescia si aspetta il massimo… dei profitti (facile chiedersi perché gli stessi cronisti non chiamino lo stesso presidente immediatamente dopo le vittorie più belle e significative).

Da sempre abbiamo l’impressione che la stampa sportiva bresciana (non tutta, certo, ma comunque una sua parte) sia irrimediabilmente “legata” e condizionata da fattori esterni, quasi mai riconducibili a quei valori richiesti dall’etica professionale.

E questo non deve sorprendere, se è vero che alcuni dei maggiori sponsor di stampa e TV locali fanno riferimento proprio al Brescia Calcio.

Come diciamo sempre, generalizzare è cosa stupida e ingiusta, e siamo convinti nel dire che esistono ancora dei veri giornalisti, anche sportivi, come del resto ci sono ancora dei veri uomini con una dignità e una preparazione non comuni; ma di fronte a tanta mediocrità -e una certa malafede- crediamo sia facile cadere in tentazione e arrivare a pensar male.

Francamente riflettiamo…

 Amore che vieni, amore che vai… – Nella nostra splendida città, purtroppo, sempre più spesso si dimenticano -o addirittura s’ignorano- gli importanti successi e le grandi vittorie -non solo calcistiche- ottenute da uomini sicuramente invisi alla famiglia C., ma non per questo meno validi e meno fedeli alla Leonessa e alla sua gente.

Oltretutto, questo accade con una facilità estrema e tendenziosa e con la complicità di alcuni cronachisti piuttosto “aziendalisti”; infatti, solo i meriti del nostro magnanimo, impeccabile, onnipotente e onnipresente presidente, sono ricordati -e addirittura ostentati- a ogni piè sospinto nelle cronache sportive.

Al contrario, i possibili errori del tecnico (come del resto gli sfoghi, le inevitabili delusioni e i prevedibili cali fisiologici dei giocatori biancoblu) diventano molte volte pretesti -per gli stessi giornalisti senza scrupoli- per sfogarsi o -peggio ancora- vendicarsi di qualche presunto torto subito.

E sebbene questo atteggiamento si sia ripercosso negativamente sull’intero ambiente in più di un’occasione, dando in pratica carta bianca al presidente e alla sua famiglia; generando paure, sospetti e fantasiose congetture; e precludendo la naturale crescita di un gruppo di ragazzi forse limitato nel numero (e anche per questo le responsabilità andrebbero suddivise), ma sicuramente dotato di grandi sentimenti e di un forte rispetto per tutti; a oggi nulla è cambiato.

Così, non si agisce più nell’interesse del Brescia denunciando magari vizi, limiti, cronicità estreme e… capricci di una famiglia/società sull’orlo della crisi di nervi; piuttosto si tende a non contraddire il padre padrone per non diventare a propria volta sgraditi.

E forse, proprio per questo, alcuni inviati dimenticano il significato della loro professione e i codici -anche quelli non scritti- che regolano l’informazione.

A Brescia, ormai è risaputo, quanto più si è meschini e servili, tanto più si è amati dalla famiglia C.; e questo vale purtroppo per tutte le categorie: giornalisti, tifosi, giocatori, allenatori, ecc. Anche per questo il futuro del maggior Club bresciano è segnato da un pezzo.

In ogni caso, domenica dal campo è arrivata la risposta migliore. Infatti, nonostante il pareggio e i rischi corsi, il Brescia ha regalato ai pochi tifosi presenti una prestazione gagliarda e dignitosa, tanto che nessuno -nemmeno il presidente- ha potuto sparare un’altra volta sull’allenatore.

Avanti Brescia! 

 A proposito di sparare – Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare di Stovini e di sua moglie. Pur avendo un’idea precisa al riguardo, preferiamo non sparare sulla croce rossa. Semmai ci piacerebbe ricordare a tutti le modalità e i tempi dell’ingaggio, e -soprattutto- la presentazione in pompa magna dello stesso giocatore avvenuta solo qualche mese fa.

Il rilancio della serie cadetta – Da tempo sentiamo parlare di una possibile rivalutazione della serie B attraverso iniziative trasversali.

Nonostante le buone intenzioni, gli stadi sono però sempre più vuoti, con le medie spettatori pronte a crollare nuovamente da un momento all’altro.

Se non fosse che le società -per ovvie ragioni- aumentano o addirittura raddoppiano -con la complicità della stampa- i tifosi presenti sugli spalti, probabilmente anche gli ultimi investitori (parliamo di sponsor, Pay per View, Istituzioni, ecc.) avrebbero già tolto il loro appoggio.

Brescia naturalmente non fa eccezione, e anche domenica, nonostante l’importanza della posta in palio, a fronte di seimila spettatori dichiarati da un quotidiano locale ve ne erano meno della metà (e questa volta non è stato nemmeno necessario “leggere” i tornelli).

Ora, sebbene l’evidenza non sia più mascherabile, non ci aspettiamo certo che qualche dirigente trovi finalmente il coraggio e l’onestà di ammettere il fallimento totale di questo calcio moderno.

Ma se non si faranno presto alcuni decisivi passi indietro (non solo riguardo alla tessera del tifoso), il calcio che noi conosciamo, o meglio: che noi conoscevamo, sparirà definitivamente.

 Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 26/12/2012

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