Corioni uno di noi?!

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Se tutto va bene, “Siamo rovinati…”

Corioni uno di noi?!

Più della sconfitta e della cocente eliminazione dalla Coppa Italia, il seguito di Brescia vs Cremonese sarà ricordato -almeno da noi- per le pesanti affermazioni rilasciate dalla società dopo la partita.

E sì, perché questa volta non sono gli “irriducibili” Ultras Brescia 1911 (a detta di qualcuno ostili al Brescia Calcio per partito preso) a contestare l’operato estivo della squadra/società e dei suoi tre direttori sportivi; bensì il capo dei capi, il padre padrone, il “factotum” (o “factroppum”, come scriveva Giorgio Sbaraini) biancoblu: l’immarcescibile e intramontabile Gino Corioni.

Infatti, con un tempismo perfetto, cioè dopo una sconfitta come già detto greve e fastidiosa, ha pensato bene di “risollevare” il morale della truppa con le seguenti dichiarazioni:

Se il Brescia è questo, siamo davvero rovinati…”; “Siamo giù, molto giù…”; e via di seguito.

Noi ora non sappiamo a chi fosse destinata questa paternale, se al Mister, a qualche calciatore particolare, all’intera squadra, ai direttori sportivi, alla famiglia, ai tifosi, o più verosimilmente a se stesso; ma una cosa è certa: se si voleva destabilizzare un ambiente di per sé già molto provato, la maniera migliore di farlo era proprio questa.

Naturalmente, sebbene inaspettate, fuori luogo e per certi versi grottesche, queste affermazioni potrebbero essere più che mai condivisibili (una volta tanto si inquadra senza indugio e in maniera perfetta la triste realtà, peccato solamente che a farlo non siano la stampa o i tifosi stessi, ma il maggiore responsabile di questa debacle umana e sportiva); e non ci sarebbe nulla di sconvolgente se a farle pubblicamente fosse stato -appunto- qualcun altro, anzi.

Tutti, infatti, tranne il presidente del Brescia Calcio S.p.A.

Colui cioè che fino a ieri si è arrogato il diritto di fare il bello e il cattivo tempo, quantomeno a Brescia; colui che bacchetta chicchessia con molta presunzione e poca memoria; colui al quale sono stati attribuiti meriti e capacità oltre ogni logica e realtà; colui che avrebbe dovuto risanare/risollevare una società ridotta ai minimi termini (e non certo per colpa degli Ultras); colui che non si accontenta di fare la squadra a suo piacere, ma consiglia -o impone- perfino schemi e sostituzioni agli allenatori; colui che decide -soprattutto- ogni cosa all’interno del Brescia Calcio S.p.A. Colui che dovrebbe tutelare questo patrimonio comune (il Brescia, per intenderci), invece d’invalidarlo a ogni piè sospinto, a volte anche contro i propri interessi.

Ancora una volta, quindi, all’interno di questa sgangherata società si profila una situazione veramente paradossale, con i soliti atteggiamenti masochistici di una notte di mezza estate, con l’allenatore -a quanto pare- già in discussione e messo alla gogna (questo è certo) per via mediatica, con una rosa tanto decantata -nel ritiro precampionato- quanto risicata, con l’artefice -e massimo responsabile- della società sempre più smemorato, indelicato e con tendenze suicide, calcisticamente parlando, naturalmente.

E a una settimana esatta dall’inizio del campionato, mentre ci chiediamo -sempre nell’interesse esclusivo del Brescia- quando finalmente sarà abbandonata questa strada fratricida che perdura ormai da troppi anni, niente di quanto si erano ripromessi di fare i dirigenti del Brescia è stato concluso (a proposito: che fine hanno fatto Iaconi e le sue vacue promesse?).

Così, mister Calori deve già raccogliere i cocci, arginare gli attacchi, reclamare giustamente rinforzi e -molto probabilmente- pensare già a cosa mettere in valigia.

Noi naturalmente gli facciamo un grosso in bocca al lupo, non solo sportivo.

Per ovvie ragioni ci auguriamo inoltre che possa valorizzare al massimo tutti quei ragazzi a sua disposizione e pure quelli che arriveranno -come sempre in ritardo anche di preparazione- a campionato iniziato (inutile poi chiedersi il motivo per cui a metà stagione ci sono regolari crolli fisiologici!).

Un gruppo (anche quello di quest’anno) all’apparenza solido, coeso e di gran cuore, che merita tutta la nostra passione. Purtroppo però ancora una volta insufficiente ad affrontare un campionato lungo e difficile come quello attuale, sebbene la serie B sia ridotta a un livello generalmente molto scarso (bastano però poche squadre a fare la differenza e a infrangere tutte le nostre speranze; e non dimentichiamo che l’anno scorso, con una squadra sulla carta più equilibrata di quella attuale, non abbiamo centrato nemmeno i Play-off!).

Con la speranza che una volta tanto le nostre illazioni siano presto smentite, auguriamo in ogni caso una lunga vita all’uomo Corioni, sebbene dalla nostra parte tutti siano sempre più convinti che sia giunto il momento di un giusto pensionamento (anche onorevole, purché questa volta sia raggiunto), così da lasciare la mano a chi voglia/possa risollevare questa società verso livelli quantomeno dignitosi, senza troppe promesse o illusioni.

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Dalla parte del Brescia e dei suoi tifosi, sempre…

Brescia 19/08/2012

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