Brescia: tutti i nodi alla fine vengono al pettine!

Riceviamo e pubblichiamo: lettera riguardo al “parco” allenatori del Brescia Calcio S.p.A.

(Scarica la lettera in formato PDF)

Brescia e il nodo allenatori…

Mentre per molti il campionato parrebbe finito, come tutti sanno a Brescia si giocano ancora diverse partite ideali.

La prima si riferisce naturalmente alla disputa sullo stadio (argomento di cui molti ormai si stanno riempiendo la bocca, spesso a sproposito).

La seconda riguarda la panchina del Brescia.

La terza, collegata inevitabilmente alla seconda, strizza l’occhio invece ai Play-Off.

Mai come quest’anno infatti le “eliminatorie” per accedere alla massima serie sono da considerarsi di stampo bresciano, sebbene le due squadre in campo portino colori completamente diversi dai nostri.

Varese e Sampdoria, oltre ad essere le due maggiori responsabili dei nostri Play-off mancati, sono in realtà guidate da due allenatori (nell’ordine Rolando Maran e Beppe Iachini) che in passato hanno omaggiato la nostra città con campionati quantomeno dignitosi (e questo nonostante le stravaganze della famiglia Corioni) e sono entrati di diritto nel cuore dei tifosi biancoblu, questo anche per fattori umani di certo non comuni.

Dopo un inizio di stagione timoroso e difficile, sia il Varese, sia la Sampdoria hanno cambiato la guida tecnica affidandola a questi due uomini che hanno poi fatto la differenza sul campo -e probabilmente nello spogliatoio- compiendo dei veri e propri miracoli (non è mai facile risollevare squadre male assortite e sull’orlo di una crisi di nervi e portarle -dopo un lunghissimo campionato- a raggiungere obiettivi a un certo punto irrealizzabili; e noi ne sappiamo qualcosa).

Ma io non voglio parlare della cavalcata vittoriosa delle nostre rivali, per quanto affascinante possa dimostrarsi, bensì di quanto abbiano pesato sul nostro tempo certe scelte tecniche incomprensibili (non è un caso se quest’anno la media spettatori e il morale della “truppa” biancoblu sono calati ulteriormente).

Ci sarebbe molto da dire infatti riguardo al trattamento ricevuto da entrambi gli allenatori suddetti dalla famigerata famiglia Corioni, sebbene in tempi completamente diversi; un comportamento che rimarca l’insana tendenza di alcuni “dirigenti/familiari” a farsi (e a farci) del male.

Di fatto, il primo è stato letteralmente cacciato per dare spazio al più discusso e discontinuo allenatore in circolazione (Zdenek Zeman).

Il secondo, dopo una promozione incredibile e mai come in questo caso salvifica (senza quella miracolosa impresa, il Brescia Calcio S.p.A sarebbe sicuramente sprofondato) è stato: prima rilevato da un emerito sconosciuto (alquanto presuntuoso e aziendalista, per quanto mi riguarda), fra l’altro proprio nella fase cruciale del campionato, quando cioè si doveva mettere mano al portafoglio per rinforzare la squadra; successivamente richiamato nel tentativo di raggiungere una salvezza ormai compromessa; infine, a conti fatti, è stato demotivato da un progetto inesistente che l’ha costretto a lasciare definitivamente la nostra città.

Da sottolineare poi alcuni dati non certo secondari: nel primo caso eravamo in piena zona Play-off, con molte certezze e un buon margine di sicurezza sulle inseguitrici; dopo l’esonero di Maran (avvenuto oltretutto dopo una vittoria!) abbiamo perso quasi tutte le partite rimaste e siamo usciti dalla zona calda in maniera indegna, oltre che con le ossa rotte.

Nel secondo siamo retrocessi -soprattutto- a causa di alcune precise scelte societarie e per alcuni episodi negativi clamorosi, protagonisti dei quali sono stati giocatori voluti fortemente da Corioni, e non certo dall’allenatore (ricordate le dinamiche di Fiorentina vs Brescia e i sospetti scaturiti a seguito di alcuni “atteggiamenti” ambigui di alcuni titolari, uno in particolare? Ecco, sappiate che non è stato l’unico episodio!).

A detta di molti (chiaramente “col senno di poi” che contraddistingue moltissimi tifosi bresciani), in entrambi i casi sarebbero bastate una maggiore serietà, un po’ più di attenzione e -in particolare- una superiore competenza tecnica/umana da parte della società per far sì che le due stagioni in causa finissero in maniera più decorosa (purtroppo oggi stiamo ancora pagando certe “leggerezze” che condizioneranno inevitabilmente il nostro futuro).

I fatti però sono altri, e se è vero che negli ultimi tempi Corioni ha imbroccato molti buoni allenatori (Maran, Cosmi, Iachini, Calori, lo stesso Scienza, etc.), è anche vero che ne ha “bruciati” altrettanti, e in malo modo.

Certo, in Italia vi è una tale abbondanza di tecnici di buon livello che questa disgraziata Famiglia potrebbe permettersi altri colpi di testa e togliersi altri pericolosi capricci (il Mister attuale del Brescia è avvisato).

Oltretutto, la contestazione di inizio stagione si è ridotta a sporadici fischi e a insulti di carattere personale (fra l’altro, ho il timore che grazie alla discussione sullo stadio e alla possibilità che una parte di esso venga “ristrutturata”, anche questi ultimi, residui sussulti d’orgoglio vengano presto mitigati ulteriormente).

Quindi, non essendoci più argini allo strapotere del presidente del Brescia, che nelle ultime settimane sembra essere tornato ai vecchi tempi, non possiamo di certo stare allegri.

Ma io continuo (ostinatamente!) a confidare in un rigurgito di dignità da parte di tutti: tifosi, stampa, Istituzioni e, perché no, anche di quella piccola parte di società poco avvezza ai colpi di testa di Corioni e Famiglia.

Sono sicuro che prima o poi ci sarà un’alzata generale al riguardo.

Spero solo non sia troppo tardi.

 Un innamorato mai placato

Brescia 09/06/2012
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