Brescia vs Livorno: resoconto finale

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“Corioni Andatevene” tutta la vita, non solo il giorno della partita!

 Brescia vs Livorno

Resoconto finale di un campionato tutt’altro che banale: il Mister, la “società”, il caroprezzi, gli Amici, il dopo-Corioni, etc.

Prima

Mentre il Brescia si prepara all’ultima partita casalinga di questo lungo e imprevedibile campionato, si aprono nuovi orizzonti riguardo ai “vecchi” tesserati biancoblu (quasi tutti in partenza) e -naturalmente- s’innescano nuove polemiche relative al nostro vetusto ma amatissimo stadio.

Polemiche spesso improduttive e strumentali, ma utili per chi -in malafede- tenta di spostare il vero problema di Brescia e del Brescia (la società Brescia Calcio S.p.A., appunto), gettando fumo negli occhi dei bresciani meno attenti.

Quest’ultimo, piccolo dettaglio (ci riferiamo al problema, non ai complici) è confermato anche dall’indecisione societaria nel confermare un allenatore (ma prima di tutto un uomo!) forse non tanto “bello” da vedere, ma sicuramente pratico, onesto, diretto e -soprattutto- efficace.

Un’esitazione e una notizia allarmanti (sebbene per noi siano l’ennesima conferma di quanto sia allo sbando questa società) che però stanno passando quasi sottobanco; questo accade forse perché ormai tutti si sono assuefatti ai colpi di testa di C. & Family; oppure, in vista di un atro campionato con la suddetta famiglia, molti non vogliono irritare ulteriormente il “padre padrone” di questa città, pardon, società.

Purtroppo, molti bresciani hanno la memoria corta e dimenticano fin troppo velocemente i meriti di chi ci ha salvato e -in particolare- i demeriti di chi ha ridotto la società a una barzelletta vivente; quindi, anche questa volta ci aspettiamo tutto e il contrario di tutto.

In questa prima parte di resoconto però, non vogliamo più parlare di calcio giocato e non; soprattutto non vogliamo parlare di ominicchi e quaquaraquà.

Tutto ciò che ci compete, ci intriga e -sempre più spesso- ci fa incazzare è stato di fatto spazzato via da due drammatici avvenimenti: il primo riguarda l’ignobile strage di Brindisi; il secondo il terremoto che ha colpito duramente l’Emilia.

Sebbene per cause di carattere completamente opposto (nel primo caso, infatti, una mente indecifrabile ha saputo armare la peggiore e vile mano di razza simil-umana; nel secondo, la responsabilità è da attribuire principalmente all’incontrollabilità della natura), in entrambe le situazioni ci sono state vittime innocenti, e a loro vanno il nostro umile pensiero e la nostra sincera solidarietà.

Come sempre, non ci vedrete scrivere poesie strappalacrime e stucchevoli.

Come sempre, nel rispetto delle famiglie faremo subito qualcosa di semplice (ma di certo sentito), iniziando magari a spegnere i televisori.

Come sempre, prepariamoci alla solita ondata retorica e al tipico sciacallaggio “Made in Italy”.

Durante

Come volevasi dimostrare (e siamo a 4), la società ritorna sui propri passi in tema di caroprezzi.

Dopo un timido tentativo d’incoraggiamento -avvenuto con il Varese- nei confronti dei tifosi più “reietti”, la società ritorna all’antica con prezzi nuovamente fuori di zucca (si parla di dodici euro in prevendita e di diciassette il giorno della partita!!!).

Svanite le ultime, residue possibilità di guadagnare i Play-off (proprio col Varese), i tifosi -chiaramente- non servono più come in precedenza, quindi chissenefrega se i più testardi, i più “irriducibili”, i più orgogliosi (nel senso nobile del termine), per vedere l’ultima, insignificante partita (ai termini della classifica, sia chiaro) sono costretti a pagare un occhio della testa.

Solo per questo la società meriterebbe tutto il disgusto possibile, ma a contestarla -come sempre in questi ultimi vent’anni- siamo rimasti in pochi (gli unici se si fa riferimento al caroprezzi).

Molti infatti preferiscono starsene in casa all’asciutto, e questo sebbene posseggano i tanto decantati diritti/privilegi derivanti dalla famigerata tessera del tifoso.

Il risultato finale quindi è disarmante: uno stadio ancora più spettrale del solito, con i pochissimi presenti ad “accompagnare” i ragazzi in campo nell’ultima passerella della stagione in un’atmosfera surreale.

Peccato, perché i giocatori, il Mister e i pochi collaboratori che si sono guadagnati il nostro rispetto, si sarebbero meritati molto di più (uno stadio pieno di questi tempi e con questa società è un’utopia, ma una “cornice” migliore era francamente possibile).

Sarebbe stato sufficiente rivedere sugli spalti tutti gli abbonati d’inizio stagione, gli stessi che si permettevano di dare lezioni di passione e di attaccamento alla Maglia ai non tesserati (identificabili chiaramente nel nostro gruppo).

Ma questa è la triste realtà, e in tanti dovrebbero farsi un serio esame di coscienza sulle cose dette e -soprattutto- sulle scelte fatte.

E come se non bastasse, abbiamo l’impressione che il peggio debba ancora venire…

Francamente, come sempre riflettiamo…

P.S. Non ci siamo certo scordati dei ragazzi della Curva Sud del Milan che domenica hanno condiviso con noi quanto detto pocanzi.

Certo, per molti di loro deve essere sembrato ancora più assurdo l’atteggiamento della nostra società, visto che a Milano nemmeno in Champions applicano questi prezzi.

In ogni caso, considerazioni a parte, ci ha fatto molto piacere vedere così tanti ragazzi milanisti in mezzo a noi.

Ci auguriamo di poter contraccambiare al più presto, magari già dall’inizio del prossimo campionato.

Un saluto bresciano alla vera Milano.

Dopo (domani)

Come abbiamo detto in diverse occasioni, ciò che ci preoccupa maggiormente, anche più dello stato precario del Brescia Calcio S.p.A. (e non solo a livello mentale), è l’alto grado di assuefazione raggiunto da gran parte della tifoseria -e naturalmente dei media locali- verso una società che è stata protagonista -negli ultimi tempi- di un’escalation di assurdità e mancanze pesantissime.

Perfino la stampa (ci riferiamo in particolare all’articolo di Vincenzo Corbetta di Bresciaoggi del 21/05/2012, ma non solo) descrive una situazione paradossale; una condizione in cui la contestazione forse pesante -ma sicuramente doverosa, legittima e sentita dai più- della prima parte del campionato (quando cioè le cose andavano decisamente meglio, quantomeno dal punto di vista sportivo) si è trasformata in qualcosa di “blando” e incerto, e questo nonostante le cose siano peggiorate sensibilmente e il futuro -a detta di tutti- sia sempre più plumbeo.

Il tutto è scattato -molto probabilmente- quando si è capito che la società non sarebbe mai passata di mano (purtroppo c’eravamo illusi un po’ tutti), e le molte speranze sono alla fine crollate. Oltretutto, numerosi segnali indicherebbero un precipitare degli eventi.

Infatti, si sta delineando la situazione che tutti temevano maggiormente, ossia un passaggio di mano all’interno della famiglia (è solo una questione di tempo, credeteci).

Per questo sempre più persone si chiedono il perché di questo incomprensibile “ammorbidimento” da parte della tifoseria.

Il quadro -manco a dirlo- diventa quindi sempre più imbarazzante e di difficile comprensione/spiegazione (solamente pensando male si potrebbe arrivare a una “degna” conclusione).

Ci auguriamo tuttavia che le “cessate ostilità” non siano l’ennesimo riadattamento ai poteri forti avvenuto -fin troppo spesso- nel recente passato.

Per quanto ci riguarda, continueremo -nel nostro piccolo- nell’assiduo tentativo di contrastare le logiche contraddittorie e controproducenti di questa società che, lo ribadiamo, non ci rappresenta per nulla, sperando naturalmente di essere presto smentiti -per quanto detto pocanzi- dai fatti.

“Corioni Andatevene” tutta la vita, non solo il giorno della partita!

 Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Finito di scrivere mercoledì 23/05/2012

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