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Comunicato: “Di doman non c’è certezza…”

Solo Brescia

“di doman non c’è certezza…”

“Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia…

Chi vuol esser lieto, sia!”

Cara Sindaca, considerato l’evolversi della situazione calcistica a Brescia, e vista la scelta politica discutibile – per usare un eufemismo – del Suo Comune, non potevamo che fare un raffronto con uno dei politici italiani più amati del secolo scorso: Sandro Pertini.

Per i suoi trascorsi, per le sue battaglie, per il suo coraggio, per la sua onestà, per il suo esempio, per il suo spessore, e soprattutto per la sua coerenza e i suoi pensieri di libertà, Pertini è stato rispettato in maniera trasversale da molti, se non da tutti, e non sarà mai dimenticato.

Sandro Pertini è stato il Presidente della gente, il Presidente ribelle, il Presidente dei Mondiali di calcio del 1982, per intenderci, e lottò per tutta la vita senza mai tradire gli ideali in cui credeva.

Un grande uomo, e soprattutto un tifoso di calcio vero, che non avrebbe mai barattato la sua fede e la sua passione per una misera categoria, proprio come ha fatto qualche politico di nostra conoscenza…

Certo, allora gli statisti erano fatti di un’altra pasta, e il “football” era a misura di tifoso (non di clienti usa e getta), e non era ancora stato trasformato in uno sport televisivo e d’élite, vittima di demagoghi e di scaltri opportunisti.

Purtroppo, con la trasformazione del calcio, sono stati “convertiti” anche molti tifosi, a cui le bandiere, i colori sociali, e la storia del proprio Club interessano ormai poco o niente, soprattutto di fronte alle facili vittorie e alle categorie di un certo tipo.

Non è un caso se oggigiorno i presidenti come Cellino – o come il “salvatore” – spadroneggiano senza alcuna opposizione, o addirittura con la complicità della stampa (altra nota dolente) e della politica nostrana, appunto, mai come in questa fase in cerca di facili consensi e di autocelebrazioni imbarazzanti.

Cara Sindaca, in un celebre discorso, fatto di fronte a una platea di studenti, sembra che Pertini citò i versi di Lorenzo de’ Medici (quelli di inizio comunicato, per capirci).

Non per esaltare la “spensieratezza” suggerita dalla poesia suddetta, ma piuttosto per rimarcare e stimolare l’impegno sociale degli studenti stessi: “Io questo non ve lo dico, giovani. Io vi dico, invece, preparatevi un domani migliore. Preparatevi un domani di libertà, un domani di giustizia sociale, in cui voi possiate veramente essere i protagonisti…”

Di Sandro Pertini restano anche questi discorsi memorabili, ma soprattutto resta il ricordo di un grande politico e di un grande tifoso, come evidentemente non ce ne sono più.

Oltretutto, spesso è citato – a sproposito – proprio da quegli stessi governanti che ne tradiscono poi la memoria, proprio come Lei, cara Sindaca, ha tradito la nostra Maglia.

Di fronte a lui, molti di noi si sentono davvero piccoli, altri si dovrebbero sentire minuscoli, per non parlare di chi si dovrebbe sentire un… microbo.

Cara Sindaca, mentre si gode questo momento di magnificazione collettiva e di autoesaltazione popolare, per tutti noi inspiegabili e per certi versi inopportuni, soprattutto perché il Brescia Calcio 1911 – o ciò che ne è rimasto – potrebbe sparire definitivamente da un giorno all’altro, rifletta su cosa avrebbe davvero potuto fare per tutti i tifosi della Leonessa d’Italia (salvare la sua storia calcistica centenaria, ad esempio).

E si rammenti: se Pertini – calcisticamente parlando – sarà ricordato per la partita a scopone scientifico giocata durante il viaggio di ritorno in aereo dalla Spagna, Lei potrebbe essere ricordata – calcisticamente parlando – per aver affossato le nostre speranze, e con esse la vera storia del Brescia Calcio 1911.

In ogni caso, se è vero che la ruota gira per tutti, e la coscienza non fa dormire sonni tranquilli, è altrettanto certo che il Brescia non sarà mai morto finché noi saremo ancora vivi!

Inoltre, per quanto remota, rimane sempre la possibilità che la matricola del Brescia Calcio 1911 (quello momentaneamente di Cellino, per intenderci), sia “scongelata” prima di un’eventuale fallimento/liquidazione.

E a questo punto della storia, questo sarebbe il vero e unico Brescia Calcio 1911!

Cara Sindaca, sappia perciò che il nostro amato Brescia potrebbe ancora risorgere dalle ceneri a cui molti l’hanno destinato.

Se ciò accadesse, per tutti noi finirebbe un incubo, mentre per chi – come Lei – sostiene che il Salò è il Brescia a tutti gli effetti, dando per assodata – e in maniera prematura – la scomparsa della vecchia Leonessa, potrebbe essere un ritorno alla realtà particolarmente doloroso e imbarazzante.

Fra le altre cose, infatti, molti capirebbero di essere stati ingannati spudoratamente!

Cara Sindaca, a volte nella vita bisogna solo avere pazienza… e noi in questi ventisei anni ne abbiamo sviluppata a tonnellate.

In particolare, abbiamo capito una cosa che la politica, la stampa e gran parte della società hanno dimenticato con una facilità disarmante: per non sbagliare, a volte basta fare la cosa giusta!

E la scelta che abbiamo fatto non appena abbiamo capito che il Brescia rischiava di sparire, è stata la più onesta possibile (anche perché era l’unica via percorribile, almeno dal nostro umile punto di vista).

Purtroppo, come ben sappiamo, non tutti l’hanno capita e apprezzata.

A dire il vero, come Lei ben sa, qualcuno l’ha perfino osteggiata, a dimostrazione che il mondo gira ormai al contrario.

Cara Sindaca, non siamo in cerca di vendetta, e speriamo vivamente di esserci sbagliati (saremmo i primi a imporci un mea culpa).

Però si ricordi che molto spesso, chi ha troppa fretta di giungere al successo, chi rincorre le vie più facili e ragiona per convenienza, chi si “inebria” o si esalta fuori misura, chi sparge veleno per screditare i propri “avversari”, a un certo punto del percorso può essere che abbia di che pentirsene amaramente.

Cara Sindaca, si goda il momento fino in fondo!

Per quello che vale, però, sappia una cosa: se Cellino non è mai stato il nostro presidente, Lei non sarà mai più la nostra Sindaca.

A brigante… brigante e mezzo!”

Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo

Brescia 09/09/2025


Castello di Brescia – Striscione: “La Sindaca mente… spudoratamente!”

“𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐭𝐢𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞: 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢…” cit.

E poi c’è l’amore per la propria maglia, per la propria squadra, per la propria storia, per i propri colori, che non cambieranno mai!, almeno per noi…

🔒 Avanti Brescia sempre!


Comunicato: “Non c’è più niente da fare!”

“𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 è 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮… 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲, 𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝘂𝗼𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗶…” Cit. da: “Le ali della libertà”

“…𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 è 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢ù 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬𝐢! E noi lo faremo!”

𝐅𝐢𝐧𝐜𝐡é 𝐩𝐨𝐭𝐫ò… 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫ò! 𝐀𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐁𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞!

Solo Brescia

“NON C’È PIÙ NIENTE DA FARE!” – È STATO BELLO SOGNARE…

L’ultimo sfregio: è ufficiale… è diabolico… è offensivo… è definitivo! 

Il Comune, infatti, si prepara a festeggiare il Salò nella Piazza più importante della nostra splendida città, una Piazza che è stata negata – spesso e volentieri – anche ad artisti bresciani ben più importanti – per la comunità bresciana – di una “piccola” società sportiva, almeno da un punto di vista affettivo e sociale.

E non ci sarebbe niente di male, se non fosse per alcuni motivi, per nulla banali.

Più che la celebrazione del Salò, infatti, sarà:

  1. la conclamazione del progetto – per molti discutibile – ideato dal Comune in accordo coi “poteri forti”, e con gran parte della stampa locale, che non perde occasione per esaltare il “salvatore”, e per canzonare tutto il resto (solo per questo motivo, molti dovrebbero riflettere davvero, e non solo per scherno, anche perché ci siamo già passati in più di un’occasione, e conosciamo tutti il finale, sigh);
  2. l’autocelebrazione di chi pensa – o spera – di avere fatto un favore alla città/provincia e alla sua tifoseria, e questo solo per avere puntato tutto sullo stadio e sulla categoria, dimenticando che queste sono le stesse premesse che hanno preceduto l’arrivo – e soprattutto la conclamazione – del presidente Massimo;
  3. la festa organizzata da chi ha spazzato via 114 anni di storia del vero Brescia Calcio in un nano secondo, e senza nemmeno farsi un piccolissimo scrupolo di coscienza;
  4. un’altra vittoria del calcio moderno, quello che esclude i tifosi più scomodi, per favorire un clientelismo, un’esaltazione e un populismo fini a sé stessi, e un “terrapiattismo” che non hanno risparmiato nemmeno il mondo Ultras; 
  5. la conferma che in città ci sono ormai due categorie di tifosi: a) quelli che tifano per il calcio in generale; b) quelli che tifano solo per il Brescia Calcio 1911.

Anche qui, su quest’ultimo punto, non ci sarebbe niente da obiettare, anche perché sono decenni ormai che si è costretti a subire i tantissimi tifosi bresciani che vanno a San Siro o a Torino a vedere le “strisciate” (c’è pure una canzone Ultras sul tema).

Perfino i tifosi del Napoli, pochi mesi fa, sono stati lasciati liberi e tranquilli di festeggiare la vittoria dello scudetto, fra l’altro oltraggiando Piazza della Repubblica, non dimentichiamolo. 

Nulla di male, quindi, se non fosse che il Comune ai primi (a) ha concesso comunque un’occasione, quella di seguire il Salò in Serie C e al Rigamonti, mentre agli altri (b) ha di fatto impedito – pazzesco! – di salvare persino la storia del vecchio Brescia Calcio.

Una storia centenaria che univa tutti, a prescindere dal settore, dallo stile di vita, dalla professione, dall’ideologia politica, e dai vari punti di vista legati al tifo.

Una storia che, in definitiva e a rigor di logica, doveva essere la cosa più importante di tutta questa vicenda.

Sapete, di recente capita sempre più spesso di confrontarci con tifosi esterni, estranei ai nostri avvenimenti; e sebbene siano rivali e non necessariamente Ultras, tutti ci chiedono: “Com’è possibile che stia accadendo tutto questo a Brescia? Davvero il Comune vi ha impedito di salvare la Leonessa? Ma cosa c…o ci azzecca il Salò col Brescia? Noi di certo al vostro posto avremmo osteggiato questo trasferimento, questa sorta di tradimento… ecc.”.

Questo però lo sapete già, perché i commenti, sotto le pagine Ultras dei social nazionali ed internazionali, li possono leggere tutti (anzi, abbiamo pure evitato di riportare quelli più… coloriti, e soprattutto quelli che rendevano onore alla nostra scelta; questo perché non vogliamo fare il gioco dei nostri detrattori, e soprattutto non vogliamo assomigliare a quelli del Comune, che, come già detto, non perdono occasione per incensarsi).    

Ciò che qualcuno però non ha ancora capito, ed è la cosa più grave, riguarda il fatto che il Comune (o chi per lui), per sancire il proprio progetto, e soprattutto per esorcizzare quello del Calcio Brescia 1911, ha mentito spudoratamente, e questo nonostante il carattere salvifico, onesto e legittimo di quest’ultimo.

Le menzogne del Comune e dei suoi tecnici sono ormai evidenti, tanto che se fossimo in una Nazione e in una città davvero libere, democratiche ed inclusive come sostiene qualcuno, sarebbero state smentite dalla stampa – e non solo – subito e irrimediabilmente.

Al contrario, non solo è stato permesso ai tecnici del Comune di continuare questa pantomima “ad libitum”, ma gli è stato dato ampio spazio perfino quando hanno cercato – in tempo reale – di denigrare e ridicolizzare quelli che loro vedono – evidentemente –come dei nemici da “abolire” in qualsiasi maniera, e non come cultori e difensori di una storia centenaria.

Oltretutto, alla fine, fra l’imbarazzo generale, sono stati pure smascherati (ci riferiamo ai tecnici, non certo ai cultori, che invece hanno saputo dimostrare tutte le loro competenze e la loro buonafede).

Eppure, nemmeno comunicati, smentite, conferenze, trasmissioni, ricerche, documentazioni, dimostrazioni, regole federali, esempi recenti, avvocati specializzati nel diritto sportivo, ecc., sono bastati per farli riflettere e per indurli a rimediare ai propri errori (il più grande di tutti, ovviamente, è stato quello di voler far morire il Brescia Calcio 1911).

Nemmeno le legittime e sacrosante querele presentate – contro di loro – da alcuni astanti li ha indotti alla riflessione.

Questo fors’anche perché, a differenza di tante panzane istituzionali, i suddetti esposti sono stati praticamente ignorati dall’attentissima e preparatissima stampa locale, che sostiene di sapere sempre tutto (soprattutto quando questo gli fa più gioco), perfino ciò che pensa e deciderà la FIGC.

Immaginatevi, infatti, se fosse accaduto il contrario, cioè se fosse stato il Comune ad avere ragione e a querelare qualcuno della contro parte: probabilmente i “nostri eroi” ci avrebbero fatto un libro.   

Per finire, un’altra cosa che devono sapere tutti: se l’attesa di sentire un “mea culpa” da parte della Sindaca è ormai fuori discussione, resta comunque viva e forte la speranza di salvare la Leonessa e la sua storia.

In tanti anni non abbiamo mai chiesto favori o sconti a nessuno.

Piuttosto, siamo sempre stati abituati a lottare con gli artigli per i nostri spazi, per i nostri diritti, per le nostre ragioni.

Inutile dirlo, la storia del Brescia è la ragione più grande che abbiamo, e per cui vale la pena battersi! E noi lo faremo!

Finché potrò… combatterò! Avanti Brescia sempre!

Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo

Brescia 22/08/2025