Comunicato: “Bortolot”

“BORTOLOT”
GLI ULTIMI BALUARDI!
Tra pochi giorni, il 2 settembre, ricorre l’anniversario della morte di Edoardo Bortolotti, per tutti Edo.
Su di lui si è detto e scritto molto, quindi non vorremmo aggiungere altro (anche perché si rischierebbe di scadere nella retorica).
Però, in questo momento così drammatico per il Brescia Calcio, che rischia di sparire per sempre, una cosa bisogna avere il coraggio di dirla: Edo è stato un grande tifoso biancoblù, dentro e fuori dal campo, e per come l’abbiamo conosciuto noi, con ogni probabilità oggi sarebbe al nostro fianco in questa battaglia di dignità e di passione.
Edo era molto attaccato ai colori e alla storia del Brescia, infatti, ed era lontanissimo da quel concetto di calcio moderno che sta prevalendo in questi mesi anche nella nostra città, e che già allora si intravedeva fra le righe.
Edo era un ribelle, nel senso più nobile del termine.
Oltre ad avere indossato con estremo orgoglio la maglia del Brescia Calcio per diverse stagioni, infatti, ha sempre onorato i suoi colori anche fuori dal campo.
Quando non giocava, seguiva di fatto la Leonessa sugli spalti, in casa e soprattutto in trasferta, con i suoi amici e con tutti gli altri tifosi che in quegli anni affollavano il Rigamonti, e che dimostravano ogni volta una Mentalità unica, fuori dagli schemi canonici.
Una Mentalità storica, molto apprezzata dagli Ultras di tutta Italia (alcuni l’hanno presa d’esempio), che evidentemente si è dispersa, almeno negli ultimi tempi.
Per questo, quando nei prossimi giorni leggerete articoli o commenti su Edo, non dimenticate chi fosse veramente: un uomo, un giocatore, una bandiera, un Ultras (nel suo valore più autentico), un amico.
Uno di noi, per intenderci…
Purtroppo ce ne sono stati pochi di Calciatori – nati a Brescia – così attaccati ai colori biancoblù come lo era Edo.
Ci vengono in mente Roberto De Zerbi, Marco Zambelli, i gemelli Filippini, Stefano Bonometti, Egidio Salvi, e pochi altri.
Di certo, se non arginiamo questa deriva calcistica e sportiva, non ce ne saranno mai più.
Inutile dire che lo ricorderemo sempre, al pari di tutti quei ragazzi che ci hanno lasciato prematuramente.
Prima di tutto gli amici! Avanti Brescia sempre!
Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo
Brescia 30/08/2025
Comunicato: “Brescia FootBall Club”

“BRESCIA FOOTBALL CLUB”
OGGI COME ALLORA: “TU SEI LEGGENDA!”
“La nostra è una storia che parla di volontà, di comunità, di coerenza, di passione, di fede, di aggregazione, di socialità, di amicizia, di rispetto, di lealtà, di desiderio di appartenere a qualcosa che valica il confine dell’ordinario”.
Per non dimenticare… per ricominciare: il 17 luglio 1911, in una sala dell’Hotel Panteo, sul centralissimo Corso Gabriele Rosa a Brescia, un gruppo di giovani appassionati decide di unire le forze. Nasce così il Brescia Football Club.
Pippo Coppi assume la presidenza; Franco Apollonio sarà il vice.
Decidono per i colori sociali: blu oltremare e arancio a righe verticali (la leggenda narra che sia stato un errore di stampa, più che una scelta consapevole).
La grande “V” bianca sarà introdotta solo nel campionato 1927/1928, con ogni probabilità per omaggiare la società Virtus (oppure la Voluntas, o forse entrambe).
Le prime partite sono giocate su un campo in terra battuta fuori dalle mura.
Il primo campo da gioco ufficiale sarà in via Milano, dove si disputano alcune amichevoli, per poi iniziare il campionato in Terza Categoria.
Nel frattempo, i soci fondatori raccolgono fondi fra piccoli imprenditori locali.
Bigio Vielmi, oltre ad essere uno dei fondatori, è anche uno dei protagonisti degli albori.
A tratti attaccante, altre volte centrocampista, altre volte ancora difensore.
Totalizzerà 42 partite tra Terza Categoria, Promozione e Prima Categoria, mettendo a segno 16 gol.
Rimarrà un simbolo dell’attaccamento sincero alle origini, e ai valori di quelle prime generazioni.
Per poter partire, i calciatori mettono in comune scarpe usate e divise rattoppate.
L’intera città si stringe attorno a quel simbolo, già carico di storia.
La coesione tra operai, studenti e artigiani forgia l’anima delle “Rondinelle”.
E sebbene fosse ancora tutto molto incerto, la voglia di non mollare era già concreta.
E proprio da quella determinazione scaturiscono le prime vittorie, e nasce il carattere battagliero e risoluto della “Leonessa” e dei suoi tifosi.
Virtù che consacreranno il Brescia Football Club come punto di riferimento per la città, e lo accompagneranno per tutti i 114 anni della sua storia.
Per finire, sarebbe utile ricordare al mondo che nella classifica stilata dalla FIGC denominata“Tradizione Sportiva”, che valuta le società professionistiche italiane in base alle partecipazioni ai campionati e ai titoli vinti, il Brescia occupa una posizione di rilievo, grazie alla sua lunga storia e continuità nel calcio nazionale (si parla del 15° posto, almeno fino all’anno scorso).
Caro mio amato Brescia, per tutto questo – e molto altro ancora, ci domandiamo come sia possibile lasciare che tu muoia così, lentamente, e in questa maniera tragicomica; lasciar finire la tua storia, che è stata di molti, se non di tutti; seguire un’altra squadra che non abbia il tuo passato; fingere di tifare per te, anche quando tu non ci sarai più.
Perché, comunque vada, io ti amo! Avanti Brescia sempre!
Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo
Brescia 28/08/2025
“Visita” alla LND – Le foto e gli striscioni
Oggi ennesima rimostranza sotto gli uffici della FIGC.
Dopo essere stati accolti col massimo rispetto, abbiamo ricevuto la stessa risposta che era già stata anticipata via mail – dalla Federazione stessa – a Calcio Brescia 1911 ASD: “Se il Sindaco non richiederà l’attivazione dell’articolo 52 comma 10 delle NOIF, non si potrà fare niente di più”.
Così tutti potranno capire perché la storia del Brescia Calcio sparirà con i suoi 114 anni…
In ogni caso, sebbene a questo punto serva un miracolo per salvarla, non lasceremo nulla di intentato.
Avanti 𝐔𝐥𝐭𝐫𝐚𝐬 sempre!






Castello di Brescia – Striscione: “Comune: a voi la “gloria”… a noi la storia!”
“𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞… 𝐭𝐢𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐁𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝟏𝟗𝟏𝟏!”
Finché potrò… combatterò!
Avanti 𝐔𝐥𝐭𝐫𝐚𝐬 sempre!

Comunicato: “Non c’è più niente da fare!”


“𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 è 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮… 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲, 𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝘂𝗼𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗶…” Cit. da: “Le ali della libertà”
“…𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 è 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢ù 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬𝐢! E noi lo faremo!”
𝐅𝐢𝐧𝐜𝐡é 𝐩𝐨𝐭𝐫ò… 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫ò! 𝐀𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐁𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞!
Solo Brescia
“NON C’È PIÙ NIENTE DA FARE!” – È STATO BELLO SOGNARE…
L’ultimo sfregio: è ufficiale… è diabolico… è offensivo… è definitivo!
Il Comune, infatti, si prepara a festeggiare il Salò nella Piazza più importante della nostra splendida città, una Piazza che è stata negata – spesso e volentieri – anche ad artisti bresciani ben più importanti – per la comunità bresciana – di una “piccola” società sportiva, almeno da un punto di vista affettivo e sociale.
E non ci sarebbe niente di male, se non fosse per alcuni motivi, per nulla banali.
Più che la celebrazione del Salò, infatti, sarà:
- la conclamazione del progetto – per molti discutibile – ideato dal Comune in accordo coi “poteri forti”, e con gran parte della stampa locale, che non perde occasione per esaltare il “salvatore”, e per canzonare tutto il resto (solo per questo motivo, molti dovrebbero riflettere davvero, e non solo per scherno, anche perché ci siamo già passati in più di un’occasione, e conosciamo tutti il finale, sigh);
- l’autocelebrazione di chi pensa – o spera – di avere fatto un favore alla città/provincia e alla sua tifoseria, e questo solo per avere puntato tutto sullo stadio e sulla categoria, dimenticando che queste sono le stesse premesse che hanno preceduto l’arrivo – e soprattutto la conclamazione – del presidente Massimo;
- la festa organizzata da chi ha spazzato via 114 anni di storia del vero Brescia Calcio in un nano secondo, e senza nemmeno farsi un piccolissimo scrupolo di coscienza;
- un’altra vittoria del calcio moderno, quello che esclude i tifosi più scomodi, per favorire un clientelismo, un’esaltazione e un populismo fini a sé stessi, e un “terrapiattismo” che non hanno risparmiato nemmeno il mondo Ultras;
- la conferma che in città ci sono ormai due categorie di tifosi: a) quelli che tifano per il calcio in generale; b) quelli che tifano solo per il Brescia Calcio 1911.
Anche qui, su quest’ultimo punto, non ci sarebbe niente da obiettare, anche perché sono decenni ormai che si è costretti a subire i tantissimi tifosi bresciani che vanno a San Siro o a Torino a vedere le “strisciate” (c’è pure una canzone Ultras sul tema).
Perfino i tifosi del Napoli, pochi mesi fa, sono stati lasciati liberi e tranquilli di festeggiare la vittoria dello scudetto, fra l’altro oltraggiando Piazza della Repubblica, non dimentichiamolo.
Nulla di male, quindi, se non fosse che il Comune ai primi (a) ha concesso comunque un’occasione, quella di seguire il Salò in Serie C e al Rigamonti, mentre agli altri (b) ha di fatto impedito – pazzesco! – di salvare persino la storia del vecchio Brescia Calcio.
Una storia centenaria che univa tutti, a prescindere dal settore, dallo stile di vita, dalla professione, dall’ideologia politica, e dai vari punti di vista legati al tifo.
Una storia che, in definitiva e a rigor di logica, doveva essere la cosa più importante di tutta questa vicenda.
Sapete, di recente capita sempre più spesso di confrontarci con tifosi esterni, estranei ai nostri avvenimenti; e sebbene siano rivali e non necessariamente Ultras, tutti ci chiedono: “Com’è possibile che stia accadendo tutto questo a Brescia? Davvero il Comune vi ha impedito di salvare la Leonessa? Ma cosa c…o ci azzecca il Salò col Brescia? Noi di certo al vostro posto avremmo osteggiato questo trasferimento, questa sorta di tradimento… ecc.”.
Questo però lo sapete già, perché i commenti, sotto le pagine Ultras dei social nazionali ed internazionali, li possono leggere tutti (anzi, abbiamo pure evitato di riportare quelli più… coloriti, e soprattutto quelli che rendevano onore alla nostra scelta; questo perché non vogliamo fare il gioco dei nostri detrattori, e soprattutto non vogliamo assomigliare a quelli del Comune, che, come già detto, non perdono occasione per incensarsi).
Ciò che qualcuno però non ha ancora capito, ed è la cosa più grave, riguarda il fatto che il Comune (o chi per lui), per sancire il proprio progetto, e soprattutto per esorcizzare quello del Calcio Brescia 1911, ha mentito spudoratamente, e questo nonostante il carattere salvifico, onesto e legittimo di quest’ultimo.
Le menzogne del Comune e dei suoi tecnici sono ormai evidenti, tanto che se fossimo in una Nazione e in una città davvero libere, democratiche ed inclusive come sostiene qualcuno, sarebbero state smentite dalla stampa – e non solo – subito e irrimediabilmente.
Al contrario, non solo è stato permesso ai tecnici del Comune di continuare questa pantomima “ad libitum”, ma gli è stato dato ampio spazio perfino quando hanno cercato – in tempo reale – di denigrare e ridicolizzare quelli che loro vedono – evidentemente –come dei nemici da “abolire” in qualsiasi maniera, e non come cultori e difensori di una storia centenaria.
Oltretutto, alla fine, fra l’imbarazzo generale, sono stati pure smascherati (ci riferiamo ai tecnici, non certo ai cultori, che invece hanno saputo dimostrare tutte le loro competenze e la loro buonafede).
Eppure, nemmeno comunicati, smentite, conferenze, trasmissioni, ricerche, documentazioni, dimostrazioni, regole federali, esempi recenti, avvocati specializzati nel diritto sportivo, ecc., sono bastati per farli riflettere e per indurli a rimediare ai propri errori (il più grande di tutti, ovviamente, è stato quello di voler far morire il Brescia Calcio 1911).
Nemmeno le legittime e sacrosante querele presentate – contro di loro – da alcuni astanti li ha indotti alla riflessione.
Questo fors’anche perché, a differenza di tante panzane istituzionali, i suddetti esposti sono stati praticamente ignorati dall’attentissima e preparatissima stampa locale, che sostiene di sapere sempre tutto (soprattutto quando questo gli fa più gioco), perfino ciò che pensa e deciderà la FIGC.
Immaginatevi, infatti, se fosse accaduto il contrario, cioè se fosse stato il Comune ad avere ragione e a querelare qualcuno della contro parte: probabilmente i “nostri eroi” ci avrebbero fatto un libro.
Per finire, un’altra cosa che devono sapere tutti: se l’attesa di sentire un “mea culpa” da parte della Sindaca è ormai fuori discussione, resta comunque viva e forte la speranza di salvare la Leonessa e la sua storia.
In tanti anni non abbiamo mai chiesto favori o sconti a nessuno.
Piuttosto, siamo sempre stati abituati a lottare con gli artigli per i nostri spazi, per i nostri diritti, per le nostre ragioni.
Inutile dirlo, la storia del Brescia è la ragione più grande che abbiamo, e per cui vale la pena battersi! E noi lo faremo!
Finché potrò… combatterò! Avanti Brescia sempre!
Ultras Brescia 1911 – Azioni di disturbo
Brescia 22/08/2025





Devi effettuare l'accesso per postare un commento.