Brescia vs JuveStabia 2012/13: Resoconto


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È un mondo difficile…

Prima di tutto gli Amici…: dopo questa splendida vittoria di cuore (che non deve illudere nessuno, sia chiaro), il primo pensiero va naturalmente a Edoardo Bortolotti, indimenticato difensore biancoblu e -per qualcuno di noi- amico e compagno di trasferte. In questi giorni ricorre l’anniversario della sua tragica morte, e noi lo vogliamo ricordare come di consueto: con semplicità, sensibilità e coerenza, in altre parole con alcuni dei suoi caratteri principali che uniti al coraggio, all’irriducibilità, alla generosità, e al saper dare un valore particolare all’Amicizia, elevavano Edo a un livello umano eccezionale. Ciao Edo, noi non ti dimentichiamo.

Secondariamente i “nemici”…: gli ultimi tempi sono stati piuttosto duri per il mondo del tifo organizzato, tanto che nelle ultime settimane si sono sciolti molti gruppi Ultras, fra i quali alcuni davvero storici. Gruppi che -coi fatti (e non a parole)- hanno contribuito all’idealizzazione e alla successiva consacrazione di quella controcultura ormai quarantennale così complessa, eterogenea, discussa e a tratti discutibile e contraddittoria ma -allo stesso tempo- unica, antagonista per eccellenza, energica, intrepida, ribelle, irriducibile, anticonformista, pensante, geniale, sarcastica, lungimirante, empatica, aggregativa, solidale, ecc.: il movimento Ultras.

Onore quindi ai Rangers Empoli, alla Curva Nord Bari, ai Vigilantes Vicenza, e a tutti quei gruppi conosciuti magari in misura minore (ma per questo non meno importanti), con la speranza che i frutti del loro percorso, delle loro battaglie e della loro storia non vadano presto dimenticati o -peggio ancora- persi definitivamente.

Lunga vita agli Ultras!

Per ultimo, ma di certo non meno importante, veniamo a noi…

Dopo una lunga settimana carica di sorprese (ci riferiamo ai voucher) e aspettative (ci riferiamo ai rinforzi), la speranza di chi ancora credeva nel consueto colpo di coda dello squalo bianco… blu (ci riferiamo naturalmente al presidente Corioni, questa volta con una metafora -crediamo- perfetta) crollava esattamente alle diciannove zero zero di venerdì sera, allorché le nostre facili previsioni erano confermate dai fatti.

Capace in altri tempi di rimediare -seppur in forte ritardo- alle ordinarie mancanze d’organico con colpi improvvisi e quasi inaspettati, portati di solito sul filo di lana, questa volta Corioni ha voluto mantenere fede alle promesse fatte nei giorni scorsi, e questo nonostante le “pressioni” dei tre direttori sportivi (più collaboratore al seguito), del tecnico, della squadra, del vicepresidente, di una parte di tifosi, e (udite udite!) perfino di una parte della stampa.

Francamente, a memoria non ci ricordiamo una levata di scudi di questa portata, e questo non può che confermare -e maggiorare- tutte le nostre preoccupazioni.

Il resto giunge poi la sera della partita: la famiglia Corioni “ricercata”, quindi assente… ingiustificata (a proposito: per quanto ci riguarda sono tutti responsabili, senza distinzione); una contestazione forse tardiva (i buoi ormai sono scappati da un bel pezzo), ma che poi coinvolge l’intera tifoseria; uno stadio ancora più vuoto del solito (se non fosse che i pochi presenti sono tutti “riuniti” in gradinata, sarebbe uno spettacolo ancora più deprimente, soprattutto per chi scende in campo); un biglietto estremamente caro; un voucher che si fa attendere inspiegabilmente; una vittoria sofferta -seppur meritata- con un primo gol probabilmente fortunoso, ma di certo frutto di cuore e carattere; un abbraccio in campo -e sugli spalti- che vale più di mille articoli e dichiarazioni; i primi tre punti della stagione; un futuro plumbeo, nonostante il successo finale. Alla prossima…

E adesso, alcune doverose domande…:

-Chissà cosa hanno pensato il Consulente Marketing del Brescia Calcio Massimo Nardi e il suo entourage (freschi di un’ampollosa conferenza stampa nella quale, oltre a lanciare slogan e promesse, si dava in sostanza il via alla campagna abbonamenti della prossima stagione) quando il presidente Corioni ha annunciato l’imminente cessione di Marco Zambelli, bresciano DOC, tifoso e bandiera biancoblu (non certo una cosa scontata al giorno d’oggi), capitano della Leonessa e uomo immagine della stessa campagna abbonamenti?

-Chissà cosa hanno pensato veramente i giocatori, l’allenatore, i giornalisti e -soprattutto- gli abbonati biancoblu venerdì sera alle 19.00, quando i tre direttori sportivi (più collaboratore al seguito) del Brescia Calcio hanno dovuto alzare bandiera bianca e confermare la penosa, inutile, a tratti imbarazzante campagna acquisti di quest’anno, caratterizzata da “zero tituli” e da pesanti cessioni, alcune delle quali -fortunatamente- sfumate?

-Chissà che fine hanno fatto tutti i soldi incassati nelle ultime stagioni dalla famiglia di Ospitaletto, giacché un vero e proprio acquisto manca da almeno sei, sette anni?

-Chissà cosa hanno pensato i Corioni-dipendenti, sempre pronti a difendere, giustificare e santificare l’uomo di Ospitaletto, quando hanno capito che quest’anno il presidente avrebbe fatto sul serio (riguardo al voler solo vendere) e non avrebbe comprato davvero nessuno?

-Chissà cosa ha pensato Corioni dopo il primo gol del nostro Brescia contro la Juve Stabia, quando tutta la squadra si è stretta intorno a Calori, allenatore della scorsa salvezza e già messo in discussione?

-Chissà cosa avranno pensato i dirigenti del Brescia dopo tutte le critiche ricevute, e cosa mai li avrà smossi dalle proprie ataviche certezze, così da introdurre -di fretta e di furia- il voucher elettronico?

-Chissà cosa hanno pensato i nostri detrattori quando hanno capito che un’altra battaglia persa (quella dei voucher, per intenderci) era stata finalmente vinta?

-ecc.

…e alcuni doverosi numeri, il tutto per una seria e “cospicua” riflessione:

-direttori sportivi + collaboratori del Brescia Calcio “operativi” durante il mercato: 3 + 1 = 4;

-acquisti del Brescia Calcio durante il mercato: zero;

-cessioni: tante, come sempre troppe;

-costo del biglietto per Brescia vs Juve Stabia il giorno della partita: 15 €;

-tifosi presenti sugli spalti durante la partita Brescia vs Juve Stabia: 2067 (nr recuperato dai tornelli, quindi ufficiale);

-abbonati Brescia Calcio per la stagione corrente: non comunicati?! (Si presume però che siano circa 2500; per la cronaca, la campagna abbonamenti terminerà a fine settembre);

-costo della stagione corrente per un non tesserato: 130 € (voucher elettronico) + 12 / 15 € (costo del biglietto singolo in prevendita e il giorno della partita) = tot. 142 / 145 €;

-costo della stagione corrente per un tesserato/abbonato: 70 €;

-dichiarazioni inquietanti e controproducenti del presidente Corioni: inqualificabili!

 Francamente riflettiamo…

 A proposito di voucher elettronico…:

Come tutti ormai sanno, da lunedì anche a Brescia è possibile acquistare uno speciale abbonamento senza sottoscrivere la tessera del tifoso.

Dopo una lunga battaglia e un durissimo braccio di ferro con la società, alla fine crediamo siano prevalsi intelligenza e buon senso.

Prima di cantare vittoria però, vorremmo fare un po’ di chiarezza.

Per quanto ci riguarda, il voucher elettronico non è la soluzione ideale per chi si reputa ancora Ultras, e non sarà nemmeno la panacea di questo calcio moderno (come del resto non lo era la tessera del tifoso, fallita miseramente -proprio come il suo ideatore e maggiore sponsor- e ormai in fase terminale, nonostante la propaganda, i ricatti, le minacce e le imposizioni perpetrate nei confronti di società e tifosi in tutti questi anni).

Purtroppo, il voucher assomiglia ancora molto, troppo alla tessera del tifoso, almeno per quanto ci riguarda; soprattutto se consideriamo il famigerato articolo 9, secondo il quale chiunque abbia commesso un errore nell’ambito sportivo e sia stato “punito” in qualche maniera (basta una denuncia, una diffida o una condanna in primo grado di giudizio), non può più accedere allo stadio come ogni libero cittadino può fare secondo Costituzione, e questo anche nel caso in cui abbia scontato la pena prevista per il suo sbaglio o -addirittura- nel caso in cui sia stato assolto in uno degli altri gradi di giudizio.

Naturalmente, a oggi l’articolo 9 non è ancora stato applicato come avrebbe voluto l’ex-Ministro degli Interni Maroni, se non in sporadici casi e con molta discrezionalità (probabilmente perché si temono un’altra alzata di scudi da parte dei tifosi e un ulteriore svuotamento degli stadi, all’interno dei quali -paradossalmente- resistono in maggior misura proprio quei tifosi a rischio di proscrizione).

Una discrezionalità, in questo caso quella delle Questure di tutta Italia, che va addirittura oltre; tanto che vi sono casi accertati in cui sono state rilasciate tessere del tifoso a veri e propri “criminali” (la maggior parte dei quali si reca solitamente in tribuna d’onore), oppure casi in cui gli agenti preposti chiudono regolarmente gli occhi per “favorire” chi più li compiace.

Per inciso, se uno di questi giorni le Questure italiane decidessero di applicare l’articolo 9 in maniera capillare, molti liberi cittadini non potrebbero più varcare le soglie di un impianto sportivo, sia che abbiano fatto il biglietto nominale, la tessera del tifoso o il voucher elettronico (meditate gente, meditate).

Per quanto ci riguarda, da anni combattiamo contro questo sistema liberticida affinché siano riconosciuti i nostri diritti e le nostre ragioni di liberi cittadini, e abbiamo dimostrato nel tempo non solo quanto fossero reali le nostre previsioni, ma anche quanto maggiormente le nostre iniziative avrebbero meritato, almeno in termini di considerazione e -soprattutto- di rispetto.

Ricordiamo -a chi ha poca memoria- che quando fu introdotto il biglietto nominale, preoccupati dal nuovo giro di vite scaturito dalla morte dell’Ispettore Raciti, anticipando i tempi e i nuovi decreti dittatoriali decidemmo -come gruppo Ultras- di fermarci per protesta, con la speranza che si facesse presto luce sugli incidenti di Catania (a distanza di anni molti dubbi sulla morte di Raciti non sono ancora stati fugati) e convinti di dare luogo a una ragionevole e significativa sollevazione generale, necessaria per salvaguardare la nostra dignità e il nostro futuro.

Purtroppo restammo desolatamente soli, con molti altri a far finta di niente.

Detto questo, sarebbe stupido e ingiusto non riconoscere le enormi differenze fra tessera del tifoso e voucher elettronico.

Innanzitutto, mentre la tessera è uno strumento discriminatorio, perfetto per il controllo di massa e per escludere eventuali “guastafeste”, una diavoleria utile per le banche, per le grosse società e per i grandi imprenditori/presidenti, un’invenzione che incarna al meglio la volontà dello Stato (rappresentata in maniera perfetta dall’ex Ministro degli Interni Maroni) di cancellare definitivamente il mondo del tifo organizzato, e questo a prescindere dal fatto che esso sia più o meno violento (dà fastidio ed è un intralcio alle logiche di denaro e potere tipiche del calcio moderno, questo è quanto!), il voucher elettronico è un’idea, un suggerimento e di fatto un successo degli Ultras italiani non tesserati giunto a seguito di sacrifici enormi (e con l’aiuto di alcuni coraggiosi avvocati) e nonostante la palese contrarietà dell’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive.

Un vero e proprio abbonamento quest’ultimo, oltretutto senza microchip incorporati e slegato da codici etici e comportamentali improbabili e assurdi (almeno per noi Ultras), da contratti coercitivi con banche o società come la nostra, da costi aggiuntivi e imprevedibili, dall’uso dei dati personali per fini diversi e commerciali, da giudizi discriminanti e soggettivi.

Inoltre, a differenza della tessera, tutti al momento lo possono fare (non a caso, alcune società hanno pensato bene di emetterlo a prezzi piuttosto alti e solamente dopo la fine della campagna abbonamenti, temendo probabilmente che ci fosse un generale passo indietro anche da parte dei tesserati/abbonati, con conseguente invalidamento della tanto propagandata e decantata congiunzione speculativa: tessera/abbonamento).

Secondariamente, ma cosa ancor più importante, mentre la tessera è un vero e proprio ricatto e -in particolare- un’imposizione Istituzionale che implica l’accettazione senza riserve dell’articolo 9, nonché -come già detto- una schedatura autorizzata dallo stesso tesserato, il voucher comporta una libertà di scelta fondamentale che non compromette ideologicamente le battaglie passate, presenti e -soprattutto- future.

Come già detto altrove, questo è solo un piccolo ma decisivo passo in direzione di quel calcio che tutti hanno amato e che vorrebbero rivivere, rivedere e sottoscrivere.

Sappiamo che la battaglia è ancora lunga e difficile, ma andremo fino in fondo.

E sebbene i voucher non siano giustamente da considerarsi un regalo o -peggio ancora- un premio a chicchessia, vale la pena favorirli e svilupparli, nel tentativo di dare ai nostri figli un futuro certamente migliore.

 Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 02/09/2012

 P.S. Come già anticipato, è nostra intenzione “rinforzare” questa proposta alternativa (ci riferiamo ai voucher elettronici) con iniziative indipendenti e solidali atte a favorire l’acquisizione del voucher elettronico.

Nei prossimi giorni comunicheremo il contenuto della nostra proposta, ma già da adesso sappiate che stiamo sviluppando un progetto a sostegno di chi deciderà di comprarlo.

Se proprio non ce la fate ad aspettare, potete partecipare alla riunione di domani sera (info 338-3685525).

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