La grande inculata!

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Storie di ordinaria follia!

Possiamo solo immaginare cos’abbia provato Corioni negli attimi finali di Italia vs Inghilterra, quando il redivivo Alessandro Diamanti, dopo una partita giocata al massimo delle sue potenzialità, ha sistemato il pallone sul dischetto ed ha poi segnato il rigore decisivo per la qualificazione alle semifinali dell’Europeo.

Naturalmente non stiamo parlando di amor patrio, bensì di puro calcolo economico.

Infatti, nelle ultime ore le quotazioni dell’ormai ex-calciatore biancoblu sono salite alle stelle, e chissà quante società ora riserveranno un atto di riguardo nei suoi confronti.

Chiaramente a noi non viene in tasca nulla (e ci mancherebbe altro!), se non un’ulteriore dose di rabbia e di preoccupazione per la situazione passiva del Brescia Calcio e per l’incompetenza palesata ancora volta dal suo entourage; una condizione destinata a pesare sulle nostre spalle ancora per lungo periodo (non bisogna dimenticare infatti che mentre le società passano e falliscono, i tifosi restano, sebbene solo poche volte -e sempre troppo tardi- si sveglino; e proprio a loro resta il difficile compito di risollevare le sorti di una società entrata da tempo in agonia).

Diciamo questo anche perché siamo convinti che il Brescia nell’affaire Diamanti abbia subito ancora una volta un grave smacco, sia a livello economico, sia a livello di reputazione (con quest’ultima ormai in caduta libera).

Una sberla pesantissima e inaccettabile per la “nostra” economia (ricordiamo che la famiglia Corioni ha accumulato in pochissimi anni un debito smisurato e ha recato un danno al patrimonio del Brescia incalcolabile).

Una dimostrazione imbarazzante di pochezza mista a disperazione.

E vista da fuori, questa grottesca vicenda ha dell’incredibile, tanto che vengono alla mente certe cessioni eccellenti in cui le cifre dichiarate erano forse la metà di quelle versate realmente nelle casse della famiglia (in Italia non ci sono solo le scommesse a minare il gioco più bello del mondo, sappiatelo). Il lupo perde il pelo ma non il vizio, verrebbe da dire.

In ogni caso, come già detto, la reputazione del Brescia ne esce ancora una volta danneggiata, e non poco; e sebbene molti giornalisti si siano prodigati a giustificare il loro presidente, assolvendolo da quella che a tutti noi pare la più grande inculata subita dal Brescia Calcio nei suoi cento e uno anni di storia (di certo è la più assurda dell’era Corioni), molti tifosi l’hanno vissuta piuttosto male.

E scusate se usiamo un termine così scurrile, ma non esistono altri aggettivi per riportare quanto realmente accaduto durante l’operazione suddetta (da non dimenticare poi lo squallido teatrino che ha visto coinvolto -suo malgrado- Andrea Caracciolo, al quale facciamo un grosso e sincero in bocca al lupo).

Se si parte da una base di trattativa di tre milioni e mezzo di euro e se ne pretendono almeno sette, non può accadere che il giocatore in questione sia rilevato dalla società antagonista a tre milioni e trecentomila euro!!!, soprattutto se si considera che Diamanti è nel pieno delle sue capacità psico-fisiche e al massimo della sua popolarità (questo almeno fino a quando non sono state aperte le buste).

Un ragionamento machiavellico? Non proprio.

Ma per comprenderlo nella sua totalità bisognerebbe tagliare -in maniera definitiva- il cordone ombelicale che lega ancora troppi tifosi/giornalisti alla famiglia peggiore del calcio italiano.

Dal nostro umile punto di vista, non serviva un genio per gestire in maniera più oculata la faccenda; bastavano un po’ di umiltà, un vero direttore sportivo, idee chiare, un po’ di sangue freddo, un po’ di furbizia e -soprattutto- un po’ di conoscenza matematica.

Nulla di tutto questo naturalmente è stato messo in campo.

Del resto sarebbe stato chiedere troppo a questa società senza capo né coda.

Purtroppo, non basta più sperare in un nuovo imprenditore pronto a rilevare la società; e nemmeno credere a nuove intuizioni del Presidente (sebbene non si sia così ottusi da non riconoscergli alcuni meriti evidenti, tutti ormai sanno quanto sia stanco e poco reattivo).

Semmai sarebbe utile chiedersi il motivo per cui tantissimi imprenditori siano letteralmente scappati dopo averlo incontrato in tempi non sospetti; oppure la ragione per cui molti validi giocatori, dalle potenzialità innate, a Brescia fatichino sempre più spesso ad esprimersi e diventino delle vere e proprie meteore; o ancora perché, nonostante tutto, Corioni venga -quasi- sempre risparmiato dalle critiche e dalle contestazioni maggiori.

Ma questi sono altri discorsi…

Buone vacanze a tutti e -naturalmente- sempre forza Brescia

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 25/06/2012 

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