Brescia vs Verona: resoconto

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Brescia vs Verona: come volevasi dimostrare…

Grande giornata questa, e non solo per il risultato maturato sul campo (arrivato fra l’altro in una maniera tale da amplificare al massimo il nostro entusiasmo).

I)  Prima di tutto, riviviamo dopo tanto tempo certe emozioni pre-partita sicuramente uniche; sensazioni da sempre alla base del nostro essere Ultras e che pensavamo non potessero più tornare; questo a causa degli assurdi divieti e – soprattutto – dell’orgoglio sfoderato da moltissimi gruppi italiani che si sono – giustamente – rifiutati di fare l’abominevole tessera del tifoso, con conseguente rinuncia alle trasferte.

Paradossalmente però, proprio il fatto che i tifosi del Verona abbiano fatto quasi tutti la tessera (e siano quindi presenti in massa), ci “costringe” a un venerdì diverso dal solito.

Per questo – sia chiaro – non ci sentiamo di ringraziarli, visto che il nostro pensiero riguardo alla tessera/ricatto non è mai stato scalfito, semmai rafforzato dagli ultimi decisivi passi indietro delle Istituzioni (non osiamo pensare a cosa sarebbe stato fin da subito se tutti avessero contrastato veramente questo nuovo strumento repressivo; ma tant’è).

Dicevamo quindi: il prima, il durante e – soprattutto – il dopo ci riconciliano in parte con questo calcio disastrato e consunto da scandali; da scommesse; da società e presidenti esosi o troppo assenti; da politici incompetenti (a proposito: chi semina vento raccoglie tempesta!, vero caro ex Ministro dell’Interno?!); da una repressione tanto inutile e controproducente, quanto aggressiva e invadente; da “uLTRAS” moderni capaci di vendersi l’anima al diavolo con una facilità estrema e imbarazzante, piuttosto di ergersi a baluardi del calcio che fu, proprio come la Mentalità e la storia scritta dai nostri fieri predecessori vorrebbero.

II) Secondariamente, dopo tanto tempo rivediamo un pubblico degno della nostra splendida Leonessa, e questo nonostante l’orario e le grandi difficoltà nell’acquistare il biglietto, per non parlare degli aumenti vertiginosi dello stesso il giorno della partita.

E a proposito di questi ultimi piccoli dettagli, sorge spontanea una domanda: ma perché nessun altro (a parte noi naturalmente) denuncia questo malcostume tipico del Brescia Calcio S.p.A.? Possibile che siamo gli unici a cogliere la portata distruttiva e irrispettosa – nei confronti di migliaia di tifosi – di certe scelte societarie a dir poco assurde e vergognose?

Un consiglio a questo punto: invece di lamentarsi della disaffezione generale dei tifosi biancoblu (chiaramente legittima e maturata – per ovvi motivi – nel tempo), cerchiamone le cause e proponiamo delle soluzioni pratiche e reali (esistono, e sono molto più semplici di quanto crediate!); questo ovviamente prima che sia troppo tardi e nell’interesse esclusivo di tutta la tifoseria, quindi del Brescia.

Smettiamola soprattutto d’investire il nostro vecchio stadio di responsabilità derivate – al contrario – da una gestione familiare f-a-l-l-i-m-e-n-t-a-r-e!

Con questo non vogliamo sostenere che lo stadio va bene così com’è, anzi.

Ma “Brescia vs Verona”, con i suoi circa novemila tifosi presenti (nonostante tutto), è la dimostrazione più eclatante di quanto questo fattore possa incidere realmente sulla partecipazione popolare: quasi per niente!

Quindi, come sempre, prima di sparare sentenze: “Francamente riflettiamo…”

III) Terza e ultima cosa (almeno per oggi), oltre a quello dello stadio vetusto con il derby è caduto definitivamente un altro grande tabù: quello della tessera vista come soluzione di ogni male del calcio.

Infatti, questo strumento degno di un Paese del Terzo Mondo era stato propinato come risolutore di tutte le disfunzioni tipiche del calcio italiano.

Investita di poteri quasi magici, innalzata a baluardo dei più deboli, ostentata in forma di cifre illusorie e poco veritiere, la tessera del tifoso si diceva dovesse – e soprattutto – potesse ridimensionare l’esagerata emotività di molti Ultras e – allo stesso tempo – invogliare sempre più i tifosi “tranquilli” (o passivi, se preferite) a riempire gli stadi ormai deserti.

Il risultato auspicato: un calcio migliore; una pena certa per chi avesse sbagliato in maniera più o meno clamorosa; incontri senza più alcun rischio di ordine pubblico; possibilità di seguire la propria squadra del cuore con agevolazioni di ogni sorta e senza alcuna difficoltà; abbattimento dei costi; corsie privilegiate; ritorno allo stadio delle famiglie in massa; impianti nuovamente affollati; ecc.

Obiettivamente, niente di tutto questo si è realizzato.

Al contrario, gli stadi sono sempre più vuoti; i nuclei familiari quasi scomparsi; il caroprezzi è comunque all’ordine del giorno; le corsie privilegiate non esistono, e per accedere allo stadio molte volte si rischia l’umiliazione e l’abuso di potere (troppi sceriffi e teste di cazzo ormai); si sono create delle situazioni sempre più evidenti di discriminazione e ingiustizia, caratterizzate da un’enorme discrezionalità che varia da Questura a Questura, da città a città, da tifoseria a tifoseria, da gruppi organizzati a gruppi organizzati (magari della stessa città); nonostante alcune tifoserie/gruppi si siano tesserati senza troppi scrupoli, le partite a rischio (proprio come “Verona vs Brescia” e “Brescia vs Verona”) non sono estinte, ma esistono, eccome!, come del resto ci sono ancora scontri e incidenti, sebbene questi siano spesso ridimensionati – o addirittura ignorati – per ragioni di facciata e di convenienza (esattamente all’opposto di quanto accadeva prima dell’introduzione del biglietto nominale e della tessera, quando al minimo scompiglio erano riservati titoloni e dibattiti memorabili).

Tutte situazioni queste che costringono oltremodo le Istituzioni a fare salti mortali e a stravolgere gli orari e a “complicare” la distribuzione dei biglietti, nel tentativo estremo di scoraggiare il maggior numero di tifosi ad andare allo stadio!!!

Per concludere degnamente questo doloroso capitolo, è giusto ricordare che oltre alle banche e alle multinazionali legate al business della tessera, gli unici a trarre benefici da questo insulso strumento sono stati ancora una volta i presidenti delle grandi società e – naturalmente – gli imprenditori a capo delle Pay per View, gli stessi che hanno sostenuto politicamente questo obbrobrio.

Cosa dire poi riguardo alla certezza di pena.

Chiaramente, un Ultras ha sempre pagato per i suoi errori (molte volte in maniera spropositata e per responsabilità altrui o addirittura inesistenti).

Ci sembra però che nei confronti di chi sbaglia pur rappresentando le Istituzioni non siano mai prese le giuste misure, anzi, il più delle volte certi personaggi (ormai noti a tutti per i loro atteggiamenti provocatori o vessatori) fanno addirittura carriera proprio per le loro malsane virtù.

Ma siamo in Italia e questo non ci dovrebbe stupire (farci incazzare sì, però, e tutti!).

Per non parlare di quei “professionisti” della truffa che arrivano a scommettere contro la propria squadra e a vendere il culo per due soldi, questo alla faccia della passione e dei sacrifici di tantissimi tifosi.

Come diciamo sempre, noi non auguriamo la galera a nessuno, ma certi personaggi che spesso si ergono a censori ferventi dovrebbero quantomeno pulirsi letteralmente la bocca prima di sparare cazzate.

Buona Pasqua a tutti, e non dimentichiamo mai: “Brescia è la nostra città… difendiamola”

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Brescia 07/04/2012

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