Fallimento tessera, carnet di biglietti e rinvio di Brescia vs Torino

Anche se è presto per cantare vittoria, non è più possibile negare l’evidenza.

Dopo essere stata spacciata subdolamente – fra l’altro con la complicità di molti media nazionali – come la panacea di tutti i mali; dopo essere stata imposta a una piccola minoranza (si parla di circa settecentomila tessere a fronte di quaranta milioni di tifosi italiani!) con fare minaccioso e ricattatorio; dopo essere stata innalzata a potenziale strumento per una veloce ripresa economica del sistema calcio; dopo tutto questo e molto altro ancora, finalmente si stanno dimostrando tutti i limiti, le contraddizioni e – soprattutto – le vere intenzioni di quella che fino a ieri doveva essere – alla pari degli stadi di proprietà – la nuova frontiera per salvare un calcio ormai alla deriva economica e mentale: la tessera del tifoso…

 Come spesso accade, alla fine la verità è venuta inesorabilmente a galla (certamente non a caso).  Infatti, dopo due anni di propaganda insulsa (contrastata da una serie di proteste trasversali), non appena il fautore di questa incredibile “circolare ministeriale” (alla quale ancor più incredibilmente si sono assoggettati la maggior parte dei nostri presidenti) è decaduto miseramente e insieme a lui tutti i veli censori connessi al caso, improvvisamente sono emersi i veri dati relativi alla situazione degli stadi italiani e ai bilanci delle società di calcio, che mostrano una media spettatori in caduta libera in tutte le serie professionistiche e molte “aziende” (fra cui la nostra) sull’orlo del fallimento.

Mai come in questo momento, se non fosse per la “elasticità” del sistema e per i denari delle televisioni a pagamento (insieme alle banche e ad alcune multinazionali, le uniche ad avere tratto guadagno dall’imposizione della tessera del tifoso), l’intero calcio italiano sarebbe probabilmente fallito. Detto questo, bisognerebbe aprire una doverosa parentesi sul ruolo – non certo formativo – avuto dalle stesse Pay per View all’interno di questo meccanismo perverso e senza apparente via d’uscita.

Ma tornando al nostro concetto, sembra proprio che la tessera del tifoso, strumento di controllo di massa per antonomasia nonché bancomat tanto superfluo quanto costoso, stia per andare in pensione. Dopo essere stata dichiarata “fuorilegge” per le sue caratteristiche anticostituzionali e per le sue sempre più evidenti e forzate logiche commerciali, la storia di oggi racconta di una nuova
apertura – da parte del Ministero – nei confronti di tutti quei cittadini (la maggior parte) che l’hanno giustamente aborrita e contrastata, più che altro per una questione di coscienza, di dignità e di libertà sancite – appunto – dalla costituzione. Le ragioni di questa inversione sono da ricondurre anche al fatto che la tessera, invece di riportare le famiglie e i tifosi allo stadio, li ha allontanati definitivamente. Il via libera dell’Osservatorio riguardo alla possibilità di produrre dei carnet di biglietti a discrezione delle stesse società, non fa altro che sottolineare il livello d’insuccesso e d’insoddisfazione raggiunto da questo strumento liberticida.
La tessera del tifoso ha fallito miseramente, quindi, e insieme con essa tutti quelli che hanno osteggiato, criminalizzato e soprattutto discriminato i tifosi non tesserati. Per questo, a nome dei tifosi bresciani non tesserati, chiediamo alla società Brescia Calcio un’immediata presa di posizione al riguardo. Dopo aver rinunciato – a malincuore – a tutte le trasferte del caso, dopo aver speso durante questo campionato la media di quindici euro a partita, per un totale di circa duecento euro, auspichiamo quantomeno una “proposta” – da parte della stessa società – rivolta proprio a tutti i tifosi non tesserati; ci riferiamo alla possibilità di acquistare i biglietti delle partite restanti ad un prezzo veramente popolare!, magari tramite una sorta di “carnet” slegato – ovviamente – dalla tessera del tifoso.

Come sempre noi non chiediamo nessun privilegio o qualsivoglia agevolazione, sia chiaro; bensì ci aspettiamo – alla luce dei fatti – un’iniziativa che vada nella direzione giusta e che rispecchi fedelmente le motivazioni del Brescia Calcio di inizio campionato, secondo le quali c’era la ferma intenzione di valorizzare tutti i tifosi biancoblu senza alcuna distinzione (ricordiamo che a chi si è tesserato e ha sottoscritto l’abbonamento la partita costa meno di quattro euro).

Inoltre, sempre per una questione di rispetto nei confronti di tutti i tifosi, suggeriamo alla società di chiedere il rinvio – per ovvi motivi – della partita “Brescia vs Torino” di lunedì sera.

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord
Brescia 02/02/2012

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