Comunicato: “Aspettando Godot!”


Solo Brescia
“Aspettando Godot!”
Paradossalmente ci sembra di essere tornati all’inizio dell’era Cellino, quando la nostra diffidenza nei suoi confronti fu travolta dall’entusiasmo del resto della tifoseria, un entusiasmo più che legittimo verso l’ex patron del Brescia (in effetti, non è mai stato il nostro presidente), ma che a noi sembrò subito eccessivo.
Oggi, il nuovo “salvatore” indicato dai soliti ben informati potrebbe essere invece il presidente del Salò.
Ricevuto “in pompa magna” nella Loggia dei bresciani dalla Sindaca, è ritornato a riempire le pagine social e dei giornali.
Peccato che qualche anno fa Pasini fu insultato pesantemente per non avere dato un contributo alla salvezza del Brescia Calcio (in odore di fallimento dopo una retrocessione in serie C e relativo ripescaggio), e soprattutto per avere mostrato in pubblico la famigerata maglia orobica a strisce con tanto di nome impresso sul dorso.
A differenza di allora, però, oggi è dipinto quasi come fosse un eroe -perfino da chi l’ha vilipeso fino a ieri.
Certo la memoria di noi italiani (e molti bresciani purtroppo non fanno eccezione) è quella media dei criceti, quindi non c’è da stupirci.
Se poi si aggiunge il fatto che per mantenere la storia intatta del Brescia Calcio bisognerebbe soffrire, lottare, sbattersi in prima persona, è comprensibile che molti (non tutti!) siano disposti ad accettare la soluzione più facile propinata dalla Sindaca, per quanto poco dignitosa e tuttora “nebulosa”.
Una soluzione ancora una volta calata dall’alto, suggerita oltretutto proprio da chi fino a ieri se ne è fregato della nostra storia, della nostra Maglia, della nostra appartenenza.
Quindi, pur di mantenere una certa categoria (peraltro infima, e non certo per colpa delle tifoserie che la vivono loro malgrado), non solo si è disposti a sacrificare l’intera storia della Leonessa biancoblù, ma si delega perfino il nostro futuro a questi personaggi, che probabilmente vedono in questa situazione drammatica un’occasione di rivalsa e un’opportunità economica, oltre che la possibilità di raccogliere un ampio consenso pubblico/elettorale.
Fra mille tecnicismi/tatticismi ai più incomprensibili (fra gli “ignoranti” ci siamo anche noi, sia chiaro), c’è però una cosa certa, che non si può ignorare: a questo punto della storia, se si vuole ripartire senza perdere la categoria “guadagnata” da Cellino, ossia la serie C, lo si potrà fare solo spazzando via la storia centenaria del Brescia Calcio.
Purtroppo, con essa svaniranno anche tutta la nostra credibilità e quella dignità sportiva costruita in tanto tempo e con molto sacrificio.
Proprio per questo, se tutto ciò dovesse accadere senza che si tenti un’altra soluzione, saremo tutti complici di questo omicidio sportivo e sociale!
Per chiudere, oggi ci troviamo di fronte a una scelta precisa: tifare per la categoria, oppure per la Maglia e la sua storia.
Naturalmente noi non abbiamo dubbi. E voi?
Ripartire sì, ma -a questo punto- non dalla C! Avanti Brescia sempre!
Ultras Brescia 1911
Brescia 11/06/2025
P.S. Alcune doverose puntualizzazioni:
- non siamo contrari a prescindere alla ripartenza dalla Serie C; purtroppo, però, questo passaggio si potrebbe fare solo facendo una fusione, oppure mettendo in campo un altro stratagemma che cancellerebbe di fatto la storia del Brescia Calcio; per questo non lo condivideremo mai!
- nei confronti di Pasini (e di altri possibili investitori) non abbiamo pregiudiziali di sorta, a un patto però: dev’esserci un progetto concreto di base, al centro del quale ci siano sempre e comunque la storia e la Maglia del Brescia Calcio, con i suoi colori e i suoi tifosi; un progetto che -per quanto suddetto- non può certo partire dalla Serie C;
- non abbiamo mai attaccato il presidente del Salò, nemmeno quando insultarlo era diventato lo sport nazionale; semmai l’abbiamo difeso in più di un’occasione (l’ultima volta la settimana scorsa); potremmo dire lo stesso per la Sindaca di Brescia;
- non abbiamo la verità in tasca, e sebbene siano molti a pensarla come noi, non siamo così megalomani da pensare di rappresentare l’intera tifoseria; tuttavia, le nostre ragioni e la realtà dei fatti devono essere chiare a tutti, così che ognuno faccia le proprie scelte consapevolmente;
- ogni decisione presa rimarrà nella storia, in un senso o nell’altro;
- non ci sono mai piaciute le decisioni calate dall’alto; e mai come in questo caso ci vorrebbero condivisione e confronto pubblico;
- abbiamo capito fin da subito che ci sarebbe stato da lottare, e noi lotteremo!
P.P.S. La foto nell’altra pagina è -per ovvie ragioni- in bianco e nero; vi assicuriamo, però, che la maglia è quella tanto contestata…
Comunicato: “Nessuna fusione! Lottiamo per il nostro nome!”


Solo Brescia
“Nessuna fusione!
Lottiamo per il nostro nome!”
Molti di noi non hanno dormito questa notte, e chi scrive è tra questi.
Più che l’amarezza per questo drammatico finale di stagione, però, a tenerci svegli è stata la rabbia nel constatare la facilità con cui qualcuno ha già elaborato il nostro “lutto” e -soprattutto- il nostro futuro, voltando clamorosamente una pagina a dir poco vergognosa, di cui magari è stato anche complice.
Quasi che già sapesse da tempo -e nei dettagli- ogni risvolto, ogni passaggio, e -di conseguenza- avesse già predisposto ogni possibile soluzione, anche quella più malsana.
E in questo momento così tragico, la visione peggiore per “salvare” la storia della nostra amata Leonessa sarebbe proprio quella legata alla fusione con altri Club.
Un’idea che si sta cercando di insinuare fra l’opinione pubblica (nello specifico fra la tifoseria biancoblù), che ancora una volta rischia di essere vittima di inganni, promesse, e soprattutto lusinghe.
Infatti, grazie anche alla capacità di affabulazione di certi personaggi, alla loro malafede e alla loro faciloneria conclamata, e alla -abituale- complicità di certa stampa, ai tifosi del Brescia si vuole far credere che la fusione con una o più società della nostra provincia bresciana possa diventare la soluzione ideale, e questo senza nemmeno avere interpellato il resto della tifoseria o i diretti interessati (a meno che non ci siano già stati incontri segreti, naturalmente).
Di certo è la scelta più rapida e la meno faticosa; e per chi negli ultimi trentacinque anni ha agito più per convenienza che per altro, è anche la più logica e coerente.
E chissenefrega dei 114 anni di storia del Brescia, già compromessi negli ultimi dieci anni da retrocessioni, ripescaggi, fallimenti evitati per un soffio, fallimenti effettivi, che evidentemente non sono serviti a rinsavire certe menti occulte.
Chissenefrega poi della storia delle altre società bresciane, considerate “piccole” e inferiori a quella del Brescia Calcio, nonostante abbiano da insegnare -soprattutto al signor Cellino e ai suoi complici- in quanto a programmazione, professionalità, organigramma societario, rispetto per i propri tifosi, lungimiranza, rapporti con l’intera stampa (e non solo con quella che gli fa più comodo).
Vogliamo parlare della Feralpi Salò?, il cui presidente è stato insultato -in un recentissimo passato e dagli stessi tifosi del Brescia che oggi magari gli chiederanno spazio- per il suo totale disinteresse nei confronti del Brescia Calcio, quasi fosse una colpa amare la squadra del paese piuttosto che quella più blasonata del capoluogo, e per un altro episodio di cui è stato probabilmente vittima inconsapevole (ci riferiamo alla vicenda marginale della maglia a strisce neroazzurre regalatagli dalla squadra orobica; cosa che per altro è successa anche a Baggio, che ovviamente non è stato insultato da nessuno, pur avendo rappresentato Brescia e i bresciani in tutto il mondo e per un lungo periodo).
Vogliamo parlare del Lumezzane?, il cui presidente è un certo Andrea Caracciolo, bandiera biancoblù letteralmente cacciato a calci da Cellino fra l’indifferenza generale.
Vogliamo parlare dell’Ospitaletto?, il cui vice-presidente è un certo Fabio Corioni, su cui stendiamo un velo pietoso.
Tutte “piccole” società con una loro storia precisa, una dignità uguale -se non superiore- alla nostra; realtà che noi vorremmo forse cancellare per porre rimedio agli errori e alle scelte sciagurate di Cellino e dei suoi complici?
Negli ultimi vent’anni, sui vari social, e non certo in nostra presenza, siamo stati definiti in tanti modi: bastian contrari, rompi palle, sindacalisti, quattro gatti, trenta sfigati, poveri illusi, retrogradi, anacronistici, “amici” dei nostri “nemici”, perfino “sacchi” (di cosa ve lo lasciamo immaginare).
Per questo oggi sorprende ricevere così tanti attestati di stima non solo da tutta Italia (quello è sempre accaduto, e non lo diciamo perché mitomani), ma anche da quella parte di tifoseria bresciana che spesso ci ha ignorato, isolato, e addirittura irriso.
Proprio in virtù della credibilità che ci siamo conquistati negli anni (e che di certo non è stata certificata tramite le famose “Vanity Metrics”, quelle metriche basate sui Likeche tanto esaltano l’ego dei megalomani), invitiamo tutti a riflettere; in maniera saggia, non impulsiva, evitando così di seguire -per l’ennesima volta- quelle sirene che ci hanno portato alla rovina.
Non possediamo la sfera di cristallo, come del resto non abbiamo la verità in tasca.
Sappiamo però come dovrebbe comportarsi una tifoseria in questi momenti, e in particolare un gruppo Ultras che si definisca tale.
Sappiamo inoltre che se si segue il cuore, e non solo la convenienza, non si sbaglia mai.
Di certo, in questi ultimi decenni si sono ripetuti gli stessi errori troppe volte.
Questa non è certo la fine del Brescia come vorrebbe Cellino.
Questa è una grande opportunità. Sta a noi coglierla!
“Ci sono cose giuste… cose sbagliate… e poi ci siete voi!” Cit.
Avanti sempre! Avanti Ultras!
Ultras Brescia 1911
Brescia 06/06/2025






















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