Comunicato: “L’ITAgLIA CHE VERRÀ…L’ITAgLIA CHE C’È GIÀ”
Nei giorni scorsi molti avranno letto di un ragazzo del nostro gruppo che -secondo indagini molto puntigliose della Questura- avrebbe acceso una torcia in gradinata.
Agendo in completa autonomia (cosa assai rara di questi tempi nell’ambito del giornalismo), alcuni “giornalisti” si spingono perfino oltre, sostenendo che il fumogeno sia stato lanciato in campo.
Che tempra, che coraggio, che abnegazione questi reporters! Altro che vasi di coccio…
Il buon Manzoni gli fa una pippa a questi campioni della carta scritta…
Spacciata ad arte dalla DIGOS locale, che non perde un colpo e che -secondo una prassi ormai decennale- emette provvedimenti amministrativi a ogni piè sospinto; veicolata da una stampa sempre più dismessa e servile -appunto; accettata da molti -se non da tutti- come una verità assoluta; questa è la notizia che ha campeggiato su tutti i quotidiani locali.
Evidentemente, a Brescia non si fanno prigionieri.
Evidentemente, la denuncia di un poliziotto vale ormai una sentenza, alla faccia della Costituzione e dei tre gradi di giudizio, e le veline della Questura dettano la scaletta alle redazioni.
Evidentemente, qualcuno si dimentica che la diffida è uno strumento anticostituzionale e di carattere punitivo (non certo preventivo), e che la maggior parte di questi provvedimenti sono spesso demoliti (peccato poi che sui giornali non vi siano più riscontri in merito), soprattutto se contrastati da un ricorso legittimo e tempestivo, sebbene quest’ultimo sia parecchio costoso e l’esito favorevole -il più delle volte- arrivi a diffida già terminata (stiamo parlando di anni lontani dalla propria passione a causa di una “sentenza” arbitraria e di un “reato” non ancora accertato, almeno non in maniera definitiva).
Sono almeno trent’anni che cerchiamo di far riflettere sulle storture di questo sistema e di questa deriva democratica.
Non vogliamo fare del vittimismo, bensì controinformazione, nella speranza/certezza che un giorno avremo -se non Giustizia- almeno conferma alle nostre denunce.
Purtroppo, dal nostro punto di vista l’ITAgLIA è sotto scacco da troppo tempo, e rimane in balia dei capricci di certi personaggi, che tentano di arginare un movimento di idee/ideali come il nostro creando tensioni inutili, deleterie e in costante diffusione (del resto, oggi per gli Ultras, domani…).
Inoltre, ci sembra di capire che ci sia in atto un tentativo di delegittimare il nostro pensiero a livello pubblico.
Forse perché scomodo, di certo perché è sempre stato particolarmente severo e coerente nei confronti di ogni presidente.
A testa alta… Avanti Ultras!
Ultras Brescia 1911
Brescia 19/01/2024
Comunicato: “Time to go Massimo!”
“Time to go Massimo!”* – Cellino Stadium? Anche no!
Periodicamente, i tifosi del Brescia si ritrovano a doversi esprimere su vicende tanto scabrose quanto opinabili, che spesso determinano il futuro sportivo e sociale della tifoseria, e questo sebbene non siano quasi mai interpellati per tempo.
È successo tanti anni fa con la vecchia società (solo per fare un esempio), quando -grazie anche alla complicità degli organi di stampa- il Brescia Calcio cercò di spacciare la costruzione di un nuovo stadio di proprietà come:
- panacea di tutti i mali;
- fucina indispensabile per forgiare nuovi campioni;
- “condicio sine qua non” per fare calcio a un certo livello;
- servizio indispensabile per i tifosi biancoblù.
Quasi che il “vil cemento” avesse il potere di trasformare una società mediocre come quella di allora (oppure di oggi) in una super potenza calcistica.
Fu quella un’operazione che si rivelò poi una mera speculazione edilizia; difatti, lo stadio serviva solo come specchietto per le allodole.
Alla fine, tutti furono costretti ad ammetterlo.
D’altronde, fummo noi -e pochi altri- a cercare di ostacolare questo progetto abnorme, e lo facemmo in maniera cosciente, coerente e sincera.
Le nostre proteste riuscirono quindi a rallentare il processo di realizzazione, fino a quando la società incaricata di costruire il nuovo stadio fallì miseramente, e non certo per colpa nostra!
Allora erano in tanti a sostenere questo progetto faraonico (e probabilmente qualcuno lo rimpiange ancora, sigh!).
Oggi, al contrario, considerata la contestazione a tutto campo nei confronti della società biancoblù (o biancoazzurra, come amano definirsi in seno al Brescia Calcio), molti più tifosi dovrebbero osteggiare l’acquisto dello stadio Rigamonti da parte di Cellino (attenzione però alle mistificazioni giornalistiche e alle strumentalizzazioni propagandistiche!).
Anche perché si tratta di equazioni elementari:
- se Cellino acquista il Rigamonti non se ne andrà più fino al termine della sua “esperienza” terrena, che gli auguriamo sia ancora lunga e -finalmente- serena (ma senza la nostra Maglia e il nostro stadio!, sia chiaro);
- se vogliamo che Cellino se ne vada al più presto, secondo logica non dovremmo permettergli di acquistare un bene sociale come il Rigamonti, che nelle sue mani diventerebbe un’altra speculazione garantita.
Inoltre, lasciateci avanzare alcune considerazioni che dovrebbero far riflettere molti, se non tutti:
- ci siamo forse già dimenticati la ristrutturazione approssimativa e inadeguata (per usare un eufemismo) del Rigamonti di qualche anno fa da parte di Cellino?;
- ci siamo forse già dimenticati della Curva Sud tuttora inagibile?;
- ci siamo forse già dimenticati la “gestione” del centro sportivo di Torbole, che doveva essere un valore aggiunto per la società? Quando si parla di società si dovrebbe intendere la Maglia, e non la famiglia del Presidente!
- ci siamo forse già dimenticati la “gestione” tragicomica dell’IS Arena, stadio allestito da Cellino alla bell’e meglio in Sardegna? La galera non l’abbiamo mai augurata a nessuno, anzi, in tempi non sospetti abbiamo pure espresso la nostra solidarietà all’attuale amministratore del Brescia; tuttavia, “Dio ce ne scampi e liberi!”;
- ci siamo già dimenticati della “gestione” del Leeds e della rivolta popolare dei suoi tifosi?
- ci siamo già dimenticati di chi stiamo parlando?
Davvero si vuole legare ulteriormente la storia centenaria della nostra Maglia a Cellino?
Davvero vogliamo concedere questa ennesima opportunità al personaggio suddetto?
Non siamo degli illusi, e sappiamo già da tempo che gli stadi di proprietà e la “Super Lega” sono le nuove frontiere del calcio moderno.
Questo però non significa che tutto ciò sia accettabile, soprattutto da parte degli Ultras (potremmo capire un tifoso… distratto, ma comunque fino a un certo punto).
Per non parlare di chi sta perfino incoraggiando la Giunta del Comune di Brescia a vendere la nostra seconda casa a un “bandito” conclamato, che ha trasformato la lucidità e la coerenza nelle sue più acerrime nemiche, e considera il Brescia Calcio come un giocattolo personale.
Fra l’altro, la trattativa è stata imbastita quasi di nascosto (l’abbiamo saputo per sbaglio e tramite i social; fate voi…).
Questa naturalmente è l’umilissima opinione di un “piccolo” gruppo come il nostro.
Il fatto che in questo momento i 1911 manchino di “numeri” eclatanti, però, non significa che siano in errore o che debbano stare in silenzio; piuttosto: finché potremo, combatteremo!
Col tempo -e con una certa sorpresa, abbiamo imparato a spese di tutti quanto il nostro pensiero spesso sia stato poco apprezzato e –purtroppo– anche poco seguito (non certo perché inaudito, visto che finora le abbiamo indovinate tutte!), e questo sebbene sia sempre stato espresso negli interessi della Maglia e della tifoseria, senza alcuna dietrologia.
Forse perché dissente quasi sempre dalle indicazioni dei potenti di turno.
Oppure perché -da un punto di vista economico- è totalmente distaccato, essendo alimentato “semplicemente” da una passione viscerale, dal rispetto per la storia della Leonessa, e da un attaccamento ai colori sociali, più che al Presidente di turno…
Del resto, ci sentiamo ancora profondamente Ultras, quindi è “facile” per noi andare contro il sistema e chi lo governa in maniera cinica e perversa; come del resto è naturale “denunciare” le storture e le ingiustizie!
In particolare, secondo noi è doveroso prendere una posizione ufficiale su questioni così delicate, così da non destare sospetti e non prestare il fianco a strumentalizzazioni di sorta.
Per qualcun altro forse tutto ciò potrebbe sembrare difficile, ma ci auguriamo -ancora una volta- che a prevalere siano l’amore per la Maglia biancoblù e il rispetto per la nostra storia, e non le velleitarie ambizioni di tifosi un po’ troppo… superficiali.
Avanti Ultras sempre!
Ultras Brescia 1911
Brescia 09/01/2024
* “Time to go Massimo!” è una citazione dei tifosi del Leeds che hanno letteralmente cacciato Cellino dall’Inghilterra




























Devi effettuare l'accesso per postare un commento.